Le adenoidi, anche dette “tonsille faringee” sono ammassi di tessuto linfatico del rinofaringe, ovvero dello spazio compreso tra naso e gola in cui confluiscono le cavità nasali. Come le tonsille, che sono localizzate più in basso nella gola, svolgono l’importante funzione di “filtrare” gli agenti nocivi presenti nell’aria, allo scopo di stimolare la produzione di anticorpi specifici contro le infezioni delle alte vie respiratorie (naso e gola) e delle orecchie. Una volta portato a termine questo prezioso compito durante la prima infanzia, quasi sempre le adenoidi si atrofizzano e scompaiono alla fine della pubertà o in età adulta.

L’attivazione del sistema immunitario (difesa naturale dell’organismo) conseguente all’aggressione da parte di un agente nocivo, provoca l’ingrossamento delle adenoidi e quando questo aumento di volume risulta eccessivo ed è associato a sintomi si parla di ipertrofia adenoidea. A scatenare tale disturbo possono essere fattori diversi spesso correlati fra loro:
infiammazioni delle vie respiratorie di origine virale o batterica;
elevata produzione di muco e catarro;
esposizione a freddo e umidità.

Innanzitutto il bambino che soffre di ipertrofia adenoidea risulta più predisposto alle infezioni delle vie respiratorie. Infatti, ostruendo lo sbocco posteriore del naso, le adenoidi ostacolano il reflusso delle secrezioni nasali nella gola determinando il loro ristagno che può associarsi ai seguenti disturbi:
sinusite, cioè l’infiammazione dei seni paranasali, le piccole cavità in prossimità del naso verso le quali risalgono le secrezioni;
tosse, bronchite, asma bronchiale e in genere disturbi a carico dei bronchi provocati dalla discesa delle secrezioni nasali nei polmoni;
disturbi dell’orecchio, dovuti al fatto che le adenoidi ingrossate possono bloccare l’uscita delle tube di Eustachio determinando difficoltà di compensazione e di respirazione, formazione di versamenti di catarro e ristagni che favoriscono la comparsa di otite media (infezione dell’orecchio interno) oltre che provocare l’abbassamento dell’udito.

Le conseguenze dell’ostruzione della rinofaringe attraverso cui si svolge il passaggio di aria tra naso e gola e che quindi caratterizzano l’ipertrofia adenoide sono:
respirare con la bocca semiaperta;
russare molto rumorosamente;
avere un particolare timbro di voce (la classica voce “nasale”);
cambiamento della forma del viso in quanto l’abitudine a respirare a bocca aperta imprime al volto un’espressione tipica che, però, scompare una volta risolto il disturbo.

Ma quando serve l’intervento?

Tra le indicazioni che comportano il ricorso a un intervento chirurgico rientrano:
apnee notturne, cioè sospensioni della respirazione che spesso si accompagnano a disturbi quali enuresi (involontarie perdite di urina) e sonnolenza durante il giorno;
elevata incidenza di episodi di otite (3-4 all’anno);
calo delle capacità uditive ed in questo caso i genitori devono segnalare al pediatra comportamenti anomali del bambino come farsi ripetere sempre le frasi;
alterazione della forma del viso.
In ogni caso, è consigliabile che il bambino abbia compiuto i 3-4 anni prima di sottoporlo all’operazione che avviene in anestesia generale, utilizzando uno strumento, detto adenotomo, che asporta le adenoidi dalla parete del rinofaringe.

Ma se qualche tempo fa si ricorreva automaticamente all’intervento chirurgico per risolvere il disturbo, da diversi anni si preferisce prima ricorrere ad una terapia farmacologica (nei casi più seri) tramite spray a base di cortisone che permette di ridurre significativamente il volume delle adenoidi ingrossate e di attenuare i sintomi dovuti all’ostruzione delle vie nasali.
Molto efficaci sono anche i prolungati soggiorni al mare in considerazione dell’alta concentrazione di iodio caratteristica delle località balneari abbinando magari un ciclo di cure termali con insufflazioni ed areosol.

Immgini:
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