Fino a non molti anni fa le allergie alimentari tra i bambini erano piuttosto rare. Il termine intolleranza poi era del tutto sconosciuto. Fin dalla tenera età nei bambini possono manifestarsi fenomeni di rifiuto alimentare cioè il sistema immunitario “rifiuta” alcuni cibi e sostanze, irritando l’organismo. Ed allora vediamo insieme come si manifestano e cosa fare per evitarle.

Come si manifestano

Per capire se siamo in presenza di un’eventuale intolleranza alimentare è necessario prestare attenzione ai seguenti segnali:
– arrossamenti cutanei associati o meno a prurito;
– arrossamenti degli occhi con o senza lacrimazione;
– disturbi respiratori caratterizzati da catarri;
– frequenti starnuti al risveglio o dopo il pasto;
– insonnia, irritabilità, capricciosità;
– disturbi addominali caratterizzati da gonfiore, dolore, feci irregolari e diarrea alternata a stipsi.

Molto spesso ai bambini in età scolare viene richiesto un super-sforzo di apprendimento cognitivo e l’alimentazione, a causa dei troppi impegni e interessi che riempiono le loro giornate, viene messa in secondo piano. Di conseguenza il loro organismo, giorno per giorno, si infiamma, innescando in tempi brevi o medi disturbi del sistema immunitario che, nel migliore dei casi, produce intolleranze, in altri meno felici allergie e patologie ricorrenti o anche solo maggiore suscettibilità alle infezioni batteriche e virali.

Ma è anche possibile provare a tenerle lontane seguendo alcune piccole regole:
i cibi devono essere conservati il meno possibile, essere consumati freschi, essere cucinati in casa, rispettare la stagionalità, la varietà e dovrebbero essere sempre bilanciati tra carboidrati, grassi e proteine, senza che mai nessuna di queste componenti prevalga sulle altre;
coloranti e aromatizzanti artificiali hanno la capacità, statisticamente, di produrre intolleranze o vere e proprie allergie anche nei bambini quindi evitarli il più possibile.

Esiste una serie di cibi che hanno il potere di acidificare l’organismo aumentando così la predisposizione alle malattie autoimmuni e anche a facilitare l’insorgenza di intolleranze alimentari. Questi cibi, che solitamente appartengono alla nostra tradizione, non dovrebbero essere assunti in dosi eccessive e dovrebbero essere introdotti nell’alimentazione infantile il più tardi possibile o sospesi qualora i bambini manifestassero sintomi frequenti o anche solo tendenza a incorrere in malattie respiratorie. Vediamo insieme quali sono:
– i crostacei in genere, aragosta, cozze e vongole;
– la caseina dei formaggi stagionati e grassi;
– la carne di maiale, il burro, i cibi fritti, il pollo e le uova;
– il cacao in genere, il cioccolato in particolare;
– le noci, le nocciole e gli oli idrogenati presenti nei prodotti alimentari industriali, i pistacchi;
– tra i cereali il mais e la polenta, ma anche l’avena e la crusca d’avena, la segale;
– i piselli verdi freschi e la soia;
– le confetture e marmellate contenenti zucchero bianco;
– prugne e frutta secca;
– porri.

Dunque evitare alcuni cibi a rischio e proporre ai bambini una dieta equilibrata e senza eccessi è la via pratica per evitare qualsiasi tipo di intolleranza. Qualcuna di voi mamme ha bambini con questo “problema”? Raccontateci la vostra esperienza in modo da poter aiutare le altre mamme alle prese con le intolleranze alimentari.

Immagini:
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