A pochi giorni dall’uscita nelle sale del film omonimo, gironzolando in libreria ho trovato il romanzo da cui è tratta la pellicola. In realtà qualche dubbio mi era già venuto guardando il trailer: sapeva molto di film tratto da un libro. Infatti questo è il primo volume di una serie di romanzi scritti tra il 2005 e il 2009 di un’autore a noi sconosciuto: Rick Riordan. Il primo libro è stato dato alle stampe in Italia proprio grazie all’uscita del film e spero non dovremo attendere troppo per l’uscita dei prossimi volumi.

La trama mi ha affascinato perchè per una volta i protagonisti non sono maghi, streghe o personaggi che vivono in mondi paralleli, ma traggono le loro radici dai miti greci, parte della nostra cultura. Se vi ricordate un po’ di mitologia classica allora saprete che agli dei piaceva molto cercare fanciulle umane con cui generare una stirpe molto particolare: quella dei semidei o degli Eroi, i quali compievano imprese non da poco.

Partendo da questo mito il libro narra di come gli antichi dei non siamo morti nei secoli (del resto sono immortali, no?), ma abbiano continuato a esistere e a generare semidei, ossia figli di un mortale e di un dio. Parcy (Perseus) Jackson è appunto uno di loro.

Ambientato negli Stati Uniti, il libro racconta di Percy Jackson un ragazzo dodicenne considerato problematico: dislessico, affetto da deficit dell’attenzione e iperattivo, è costretto per il suo carattere a cambiare continuamente scuola di anno in anno. Fino a quando non vedrà una delle sue insegnanti tramutarsi in una Furia che cerca di ucciderlo. Scoprirà a quel punto la sua natura non solamente umana. Arrivato rocambolescamente in un campo estivo riservato ai semidei, Percy si rivelerà figlio di Poseidone uno dei tre grandi fratelli (insieme a Zeus e Ade) che dopo aver sconfitto il padre Crono, si sono spartiti il regno del cielo, delle acque e degli inferi. A Percy verrà affidata un’impresa degna di un eroe: recuperare la Folgore, la matrice di tutti i fulmini di Zeus, rubata dall’ Olimpo ed evitare una guerra di proporzioni catastrofiche. Al suo fianco ci saranno il satiro Grover (suo custode) e la semidea Annabeth (figlia di Atena). Come in ogni racconto mitologico non mancheranno mostri da sconfiggere, oracoli, oggetti magici e soprattutto inganni.

Il libro è scorrevole e ben strutturato, anche se i fan di Harry Potter noteranno qualche similitudine con i libri della Rowling, come ad esempio  il trio di amici che insieme compie l’impresa composto da due ragazzi e una ragazza, la presenza di un campo estivo/scuola per  semidei o il fatto che il ruolo intellettivo e analitico del gruppo è affidato alla ragazza.

Il romanzo è adatto, secondo me, a ragazzi tra gli 8 e i 12 anni, per via della lunghezza e dei riferimenti mitologici, apprezzabili se si ha già studiato qualcosa a scuola a riguardo.

Da quanto visto nel trailer, posso immaginare che la trama si discosterà un bel po’ da quella del libro, specialmente nei dettagli. Ad esempio nel libro Annabeth è bionda, mentre l’attrice che la interpreta è bruna. Non resta che andare a vedere il film per giocare a “trova le differenze”. Qui sotto il trailer del film.

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