Ho appreso oggi la notizia di una mamma di tre figli, Catherine Bailey, ma anche un avvocato di successo a Londra, che, lo scorso 10 gennaio, si è tolta la vita gettandosi nel fiume Tamigi. Una super-mamma che non ha retto alla pressione nel conciliare famiglia e carriera in un mondo che chiede di esserci sempre e di esserci per tutti.

Catherine Bailey, benestante e sposata con un medico di fama, era partner di un famoso studio legale colpito duramente dalla crisi, come tutti gli studi legali che si occupano di business, in cui la media di ore lavorative è di 60 ore alla settimana, week-end e feste comprese. Un’ora prima di togliersi la vita aveva scritto un sms al maritoMi spiace così tanto. Tutto il mio amore a te e le bambine. Stringile forte”. Immediato l’allarme e le ricerche ma il corpo dell’avvocato Bailey è stato ritrovato solo il giorno successivo.

Solo in questi giorni, a conclusione dell’inchiesta, è stato stabilito ufficialmente che si è trattato di siucidio e, secondo il Coroner Alison Thompson, la donna “soffriva di una forma di depressione postnatale. Trovava difficile riuscire ad affrontare le complesse esigenze della maternità mantenendo gli standard a cui si era abituata”.

Al funerale in gennaio, in una chiesetta vicino alla casa di famiglia di Islington, nel nord di Londra, l’hanno ricordata così: “Una donna di straordinaria forza, vivace e passionale nella difesa dei suoi valori. Amava profondamente, con grande lealtà. Era onesta e diretta, meravigliosa e dall’umorismo contagioso”.

Una storia che ha sconvolto il Regno Unito e che mi ha messo addosso tanta amarezza. Una splendida donna di successo, con una meravigliosa famiglia alle spalle eppure sola. Suo marito si è detto sconvolto da un gesto che non poteva essere previsto “in nessun modo”. Dunque una donna che ha tenuto dentro di se un enorme macigno: la paura di non riuscire ad essere una mamma, una moglie ed allo stesso tempo una professionista d’eccezione.

Ma allora mi domando esistono mamme perfette? Forse ammettere di essere umane è un eresia? Quello che credo è che non importa chi si è, che cosa si fa, quanti soldi si ha. La cosa importante è riuscire a parlare e non chiudersi in se stesse ma soprattutto riuscire a trovare qualcuno che sappia ascoltare.

E voi cosa ne pensate?

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