Continuo ad approfondire lo Speciale Allattamento e vi parlo della “maratona di allattamento”, non si sente spesso questo termine ma in alcuni casi è indispensabile per salvare un allattamento che comincia a prendere una brutta piega, molto spesso perché ci è stata consigliata un’aggiunta di latte, non necessaria, per un normalissimo “scatto di crescita” che poteva essere risolto con l’allattamento a richiesta.

Perché la cosa bella del nostro seno è che calibra la produzione in relazione alla domanda, quindi basta attaccare il nostro bimbo ogni volta che ha fame, buttando via bilance e soprattutto orologi, per avere una produzione perfetta per le sue esigenze.

Ma torniamo alla maratona che è un modo per riparare qualche piccolo danno, fatto in buona fede, che ha compromesso la quantità di latte prodotta e che si deve svolgere con la serenità ed il riposo più assoluto per 48 ore almeno, quindi va benissimo un weekend in cui non si lavora ed anche il papà (e magari la nonna) deve collaborare.

In queste 48 ore mamma e bimbo devono stare a letto a contatto di pelle il più possibile e devono dedicarsi solo al sonno e all’allattamento senza nessun altro pensiero, la mamma può alzarsi solo per mangiare ed andare in bagno e anche il bimbo viene allontanato solo per essere cambiato e lavato, possibilmente dal papà o dalla nonna mentre la mamma continua a riposarsi.

Allattamento, riposo e contatto forzati per due giorni assolvono almeno tre compiti ben precisi: il riposo è importantissimo per l’organismo della mamma che dopo la gravidanza e durante l’allattamento è particolarmente provato, il contatto a pelle favorisce la produzione di prolattina e permette a mamma e figlio di conoscersi reciprocamente favorendo il legame affettivo e l’allattamento quasi continuo, a completa richiesta, stimola il seno e lo regola sulla giusta quantità di latte da produrre.