Il modo in cui i genitori e, in particolare, la mamma, considerano il sonno del bambino e la loro capacità di educare il piccolo a dormire bene giocano un ruolo importante sulla comparsa o meno dei più comuni problemi del sonno. Ma su una nanna tranquilla influisce anche la non conoscenza, da parte dei genitori, delle regole a cui attenersi per assicurare notti serene e riposanti al bambino e a se stessi.

Dunque ecco i consigli per insegnare ai nostri bambini a dormire bene:
far comprendere al bambino che esistono il giorno e la notte insegnandogli che le ore di luce sono destinate al gioco e le altre attività, mentre le ore di buio sono destinate al riposo. Per trasmettergli questa informazione di vitale importanza è essenziale, innanzi tutto, stimolarlo maggiormente di giorno e fare, viceversa, quanto è possibile, affinchè non si ecciti di sera. E’ consigliabile anche, mentre il bambino riposa di giorno, continuare tutte le attività della casa, senza troppo preoccuparsi di fare rumore, e non eliminare mai completamente la luce naturale anche nella stanza in cui il piccolo dorme. Di sera, invece, è bene parlare a voce più bassa e non farlo giocare troppo. In modo che comprenda che la sera è fatta per il silenzio e per la tranquillità e dunque…per dormire.
porre il piccolo nella culla o nel lettino dopo i ruttino che segue la poppata, meglio se non ancora completamente addormentato. E’ utile che cominci precocemente ad associare il contatto con il lettino al dormire. Per lui svegliarsi ritrovandosi nel suo lettino (cioè il luogo in cui si è addormentato) lo aiuta ad acquisire sicurezza. Può invece essere destabilizzante per lui svegliarsi di notte e trovarsi nel suo letto, quando magari si era addormentato in braccio alla mamma o sul divano del soggiorno;
l’intervallo tra una poppata e l’altra non deve essere mai inferiore alle due ore, anche se si è scelto di allattarlo a richiesta. E’ stato osservato, infatti, che i risvegli notturni sono più frequenti se il bambino durante il giorno viene attaccato al seno con esagerata frequenza. L’ideale è che, durante il giorno, tra una poppata e l’altra, trascorrano almeno due ore e mezzo, meglio tre;
il pasto notturno deve essere breve evitando tutte quelle azioni che potrebbero produrre sul piccolo un effetto eccitante. No, dunque, alle risate, alle canzoncine, alle passeggiate per la casa. E’ bene parlare a voce bassa ed evitare di accendere troppe luci. Una lampada da comodino è più che sufficiente per la poppata della notte;
accorrere se il bambino scoppia a piangere durante la notte in quanto potrebbe avere fame, sentire troppo caldo o troppo freddo, oppure potrebbe essere infastidito da un ruttino che non riesce ad uscire o, ancora, dal pannolino sporco. Non c’è mamma la mondo che non impari presto a capire di che cosa si tratta, anche solamente andando per esclusione. Dunque è bene non porgergli per prima cosa il latte o un biberon con acqua o camomilla ma capire prima quale sia la sua necessità perché riuscire a dargli l’aiuto che si aspetta significa trasmettergli quella sicurezza che costituirà un’ottima base per nanne tranquille nei mesi avvenire.

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