Far assumere il paracetamolo dopo le vaccinazioni, per evitare la comparsa della febbre, è una pratica scorretta, con possibili conseguenze sulla risposta immunitaria, come emergerebbe da una ricerca europea, pubblicata sulla rivista The Lancet.

La ricerca evidenzia che su un campione di 459 bambini tra i tre e i cinque mesi: in quelli che avevano ricevuto una dose di paracetamolo la risposta immunitaria era significativamente più bassa sia dopo la prima dose, sia dopo il richiamo a 12-15 mesi.

I dati di questo studio, molto qualificato, devono essere confermati da altre indagini, ma sembrerebbe che somministrare paracetamolo come profilassi non avrebbe alcun senso. Infatti la febbre è un fenomeno molto variabile, che compare solo nel 20-30 per cento dei casi e non per tutte le vaccinazioni.

Ad esempio in quelle che contengono il virus vivo, come morbillo, rosolia, parotite e varicella, la febbre non è frequente subito dopo la somministrazione, ma compare dopo alcuni giorni. Nelle altre può presentarsi dopo 4-5 ore dal vaccino per circa 24 ore. Solo se supera i 38 gradi è bene avvisare il medico e valutare il da farsi!!!

Io ho sempre usato il paracetamolo per tenere sotto controllo la temperatura dei miei marmocchietti dopo ogni vaccino, su consiglio delle infermiere dell’Asl, ma anche quando nel punto in cui veniva effettuata la puntura per limitare il senso di dolore nella parte in cui veniva effettuata la puntura per il vaccino. Certo è che questi studi mi lasciano sempre un po’ perplessa! Voi cosa ne pensate?

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