Sta diventando una scelta consapevole, una questione di libertà, una bandiera delle nuove generazioni di donne che vogliono diventare mamme, ma che non vogliono diventarlo attraversando il travaglio. L’esempio più illustre è Rachida Dati, ministro della giustizia francese, che ha dichiarato pubblicamente la sua scelta di far nascere la figlia Zohra con taglio cesareo, catturando attorno a sé non poche polemiche.

Il cesareo su richiesta della mamma, cioè senza ragioni cliniche sta diventando una realtà sociale con cui operatori sanitari e medici devono fare i conti ed è per questo che si sta cercando di migliorare la situazione con il cesareo “naturale” o “dolce” (a patto che la mamma ed il bambino stiano bene e non presentino nessun tipo di anomalia). “Dolce” perché si tende ad eliminare il dolore, partorire il proprio bambino senza le doglie, le contrazioni, ore ed ore di travaglio.

Oggi praticamente il taglio cesareo si pratica con il metodo Stark che consente di fare breccia nella fascia uterina con le mani o meglio con le dita, senza usare ancora bisturi e forbici. Viene, in questo modo, ridotto il trauma ai tessuti e, evitata la recisione dei vasi sanguigni, con un sanguinamento decisamente minore. Inoltre la sutura è necessaria solo su alcuni piani anatomici, lasciando spazio alla cicatrizzazione spontanea. L’incisione si effettua al limite dei peli pubici, per preservare anche l’aspetto estetico della donna, ed ha una lunghezza di circa 8/10 centimetri. L’intervento condotto con la tecnica dell’anestesia spinale, è più veloce, e di conseguenza c’è un minor dosaggio di anestetico, a vantaggio di madre e feto.

Quindi “Naturale” perché le mamme sono sveglie e presenti e per renderlo ancora più simile al parto naturale, che resta per principio biologico il più adeguato, il papà può essere presente in sala operatoria, seduto alle spalle della compagna, in modo da poter vedere quello che vede lei. Durante l’incisione, un telo separa l’addome dalla testa della donna, che non assiste a questa parte “più tecnica”. Ma appena la testa comincia a farsi vedere, questo telo viene abbassato e i neogenitori possono guardare la nascita del proprio piccolo, compreso il taglio del cordone ombellicare.

Di fatto quello che vedono madre e padre durante un cesareo condotto così non è molto diverso rispetto a quel che possono vedere in un parto spontaneo. L’aspetto molto importante è quello che poi, il bimbo non viene dato al pediatra o alla puericultrice bensì subito alla mamma, che può tenerlo sul seno prima che il piccolo venga sottoposto agli esami diagnostici di routine. Questa modalità di parto cesareo è stata studiata, infatti, per favorire l’attaccamento al seno precoce, così come dovrebbe avvenire in caso di parto spontaneo. Infatti cesareo o parto naturale, per l’OMS non fa differenza, purchè l’allattamento sia precoce.

Dunque non una madre di serie B, come a volte si sente una donna che dovuto fare il cesareo, o un’egoista, come si sente certe volte una donna che ha voluto il cesareo. La decisione della mamma al cesareo è una scelta da rispettare. Cosa ne pensate?

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