E’ di questi giorni la notizia di un bimbo un po’ vivace di otto anni che frequenta la scuola elementare Sant’Ambrogio, in provincia di Torino, che dopo aver detto alcune parolacce e dopo essersi fatto scappare una bestemmia (sicuramente non le uniche) si è sentito dire dalle maestre: “Queste cose non si dicono, adesso sciacquati la bocca!” e praticamente gli è stata lavata la bocca con il sapone!

La mamma ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri, che prontamente hanno informato la Procura della Repubblica di Torino e l’ipotesi di reato sarebbe “abuso di mezzi di correzione” da parte delle due insegnanti. Contemporaneamente alla denuncia i genitori hanno richiesto alla preside della scuola l’allontanamento delle due insegnanti.

La preside della scuola ha rifiutato la richiesta dei genitori del piccolo perché reputa le insegnanti delle ottime educatrici, e dunque preferisce aspettare l’esito delle indagini avviate dalla magistratura. Intanto il piccolo è tenuto a casa e non sta frequentando le lezioni! La mamma dice che il piccolo è scosso, ha gli incubi durante la notte e non tornerà a scuola finchè le due maestre non saranno allontanate e dichiara: “Non siamo più ai tempi del ghetto. Lui ha sbagliato a dire quelle parolacce e soprattutto a bestemmiare, è un comportamento che dà fastidio anche a me…” e continua: “Mio figlio non ha problemi. I servizi sociali ci seguono perché io non lavoro. Non per altro. Lui è soltanto vivace, un bambino normalissimo. Non è un mostro!”

Su questa vicenda pare che il paese sia letteralmente diviso in due da un lato c’è chi sostiene le maestre e chi le condanna e pare anche che dall’inizio dell’anno 5 bambini sono stati trasferiti di scuola per scelta delle famiglie e sembra perché stanche dei comportamenti del piccolo Luca. “Hanno fatto bene a lavare col sapone la bocca di quel bambino. Così capisce che deve comportarsi bene e non dire le bestemmie…” è una delle frasi che la gente del posto ripete… mentre una delle mamme che ha portato via suo figlio dalla scuola dichiara: “Non ci sono attenuanti. Le maestre hanno sbagliato. Io sono una delle mamme che ha lasciato la classe, ma non l’ho fatto per colpa del bambino troppo vivace. L’ho fatto per i rapporti con le insegnanti”.

Ma a sostenere le maestre ci sono anche le altre insegnanti della scuola che dichiarano: “il bambino insulta compagni e insegnanti e a volte volano anche le sedie”… insomma pare essere proprio un bimbo un po’ difficile tanto che sembra che il piccolo fosse seguito da uno psicologo!

Contro le due maestre anche l’Osservatorio dei Minori il cui direttore dichiara: “L’episodio è da verificare, ma qualora risultasse vero ci troveremmo davanti all’ennesima lesione di diritti fondamentali perpetrati in un luogo deputato, invece, alla tutela dei bambini” e continua: “Un bambino di otto anni che bestemmia non ha cognizione di causa. Certo non è da sottovalutare l’attivismo che lo sprona ad essere indisciplinato ed è bene utilizzare le tecniche più idonee per allinearlo ai principi dell’educazione, purchè queste non ledano alla sua dignità di persona”.

Ma a turbare il tutto secondo me è proprio il metodo punitivo! Posso capire e probabilmente comprendere l’esasperazione delle maestre quando ci si ritrova davanti a bambini difficili, ma proprio perché difficili penso abbiano necessità di più comprensione! O sbaglio?! Voi cosa ne pensate!

Fonte: corriere.it

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