Con l’inizio della scuola, è sempre buona regola accertarsi che il proprio bambino non abbia disturbi visivi perchè la vista dei nostri figli può essere compromessa già in giovanissima età e se si volessero ricercare le cause, si potrebbe partire dalla familiarità. Infatti, un bambino che ha uno o entrambi i genitori miopi, astigmatici o ipermetropi, ha una probabilità maggiore di avere lo stesso disturbo visivo rispetto a un coetaneo che non ha questa scomoda ereditarietà.

Ma questo non è sufficiente a giustificare l’elevato numero di bambini che non hanno una vista perfetta. La postura scorretta che assume la maggior parte dei bambini, già dalla prima elementare, mentre scrive o legge e la distanza inadeguata con cui tiene il foglio sia per la lettura che per la scrittura favoriscono la precoce insorgenza di diversi disturbi visivi.

E allora come porre rimedio a queste tendenze sbagliate?

Basterebbero pochi ma determinanti accorgimenti per tutelare la vista dei più piccoli, cominciando per esempio dall’illuminazione dell’ambiente dove il bambino legge. Bisogna evitare che la stanza sia buia e che un solo cono di luce sia indirizzato sul foglio da leggere, ma favorire invece una sua equa diffusione nello spazio. Meglio quindi eliminare le piccole lampade da tavolo e preferire un’illuminazione fatta con la luce naturale.

Un altro accorgimento è osservare quanto il proprio figlio tiene lontano dagli occhi il testo da leggere: la distanza giusta è quella del gomito alla prima nocca del dito medio, valutando anche l’inclinazione del piano di lettura. Fornire il piccolo di un leggio può, per esempio, essere opportuno, perché consente al suo corpo e in particolare alla sua colonne vertebrale di stare più dritta e di conservare la distanza raccomandata dal foglio.

Va inoltre suggerito al bambino il modo corretto per leggere un libro:
mai stare stesi sul letto o sul divano e staccare lo sguardo a intervalli regolari dal foglio;
girare la pagina e guardare lontano per poi riprendere a leggere è per esempio una strategia da insegnare;
controllare che il piccolo scriva sempre su fogli bianchi, che prenda penna e matita con pollice, indice e medio, e che le posizioni a due centimetri dalla punta della matita o della penna in modo che possa vedere ciò che scrive.

Tutti questi accorgimenti devono essere messi in atto dai genitori anche se il piccolo non ha problemi agli occhi. Saranno di certo utili per prevenire i disturbi della vista o per rallentare un peggioramento nel caso sia già in corso un difetto visivo.

Ma se, nonostante queste accortezze, il piccolo si stropiccia gli occhi, sostiene di non vedere bene le parole che deve leggere, si stanca presto della lettura e fa fatica ad adattarsi alla luminosità della stanza anche se è corretta, è il caso di portarlo dall’oculista. E se gli viene diagnosticato un disturbo visivo anche lieve e deve mettere gli occhiali, bisogna prendere sul serio e rispettare la decisione dello specialista.

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