Il 28 febbraio 2009 è stato l’ultimo giorno per presentare le iscrizioni dei propri piccoli alla scuola elementare. Dai primi dati parziali del Ministero dell’Istruzione, su un campione di 900 scuole, sparse un po’ in tutta Italia, la scelta delle famiglie è ricaduta sulle 30 ore settimanali e sul tempo pieno. Le famiglie avrebbero così chiesto il tempo prolungato e bocciato il maestro unico. Vorrebbero che il bambino di sei anni andasse a scuola per 30 ore settimanali o per 40 e quindi  che passasse in aula ogni mattina e un pomeriggio a settimana o tutte le mattine e tutti i pomeriggi a seconda dell’organizzazione dell’istituto.

Segno che la scuola vecchio stile, bambino a scuola 4 ore al giorno per sei giorni a settimana, non va bene per la famiglia di oggi. Meglio 30 ore di lezioni settimanali, secondo il più classico dei modelli del pre-Gelmini.

Ora cosa farà il bambino a scuola durante le 30 ore è un’incognita. Con i tagli di organico e l’abolizione delle ore di mensa e compresenza, infatti, settembre potrebbe riservare sorprese amare per tutti. Tempi pieni e prolungati, infatti, verranno forniti compatibilmente con l’organico recita il modulo d’iscrizione del Ministero, mettendo così le mani avanti visto i tagli all’organico scolastico previsti dalla legge Gelmini.

Al momento l’unica garanzia è che i bambini non vedranno più due maestri insieme e che il maestro sarà prevalente in tutti le opzioni d’orario così come ha detto il ministro Gelmini.

Io sono una di quelle mamme che ha iscritto il proprio bambino richiedendo le 30 ore, anche su consiglio dei docenti scolastici intenzionati a mantenere l’organico già presente nell’istituto.

Ed allora io mi domando: “Come farà questo governo con i tagli economico finanziari e le scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori italiani sono abituati? Ci rimetterà la formazione e di conseguenza i nostri bambini?”