Se il primo parto è stato un cesareo non è assolutamente detto che, in occasione di una seconda gravidanza, il parto debba ancora avvenire in sala operatoria. Al contrario così come sottolinea l’Organizzazione Mondiale della Sanità, se non ci sono indicazioni specifiche per l’intervento, il fatto di aver già subìto un cesareo non è una motivazione per programmarne un secondo. Ed oggi sono sempre più numerosi gli ospedali che propongono il “travaglio di prova” che dovrebbe sempre essere incoraggiato mentre il Vbac (Virginal Birth After Cesarean), ovvero il parto vaginale dopo un cesareo, diventare la norma.

Evitare un secondo o un terzo cesareo comporta indubbi vantaggi per la salute della donna, infatti sono meno frequenti le complicazioni di tipo infettivo, così come la necessità di trasfusioni di sangue. Si riduce anche il rischio, in caso di cesarei ripetuti, di dover ricorrere all’isterectomia. Non mancano poi i benefici per il neonato, basti pensare che la possibilità che soffra di difficoltà respiratorie, con il parto naturale è minore. Infine, i tempi di ripresa e la degenza in ospedale sono più brevi dopo una nascita naturale ma soprattutto evitare un secondo cesareo comporta grandi vantaggi  livello psicologico per la mamma. La soddisfazione di “avercela fatta” e le emozioni molto particolari che accompagnano la nascita evitano il rimpianto che molto spesso accompagna un parto cesareo.

Come si svolge il travaglio di prova?

Quello di una mamma che ha già subito un cesareo non è diverso da un “normale” travaglio tranne che per il ricorso al monitoraggio continuo, che serve a valutare costantemente la frequenza cardiaca fetale e l’intensità delle contrazioni uterine. Per il resto sono valide le linee guida seguite per il parto naturale quindi la donna ha libertà di movimento e può assumere le posizioni che preferisce. Ci sono però anche casi in cui la nascita in sala operatoria è obbligata e cioè in presenza di patologie materne, in caso di precedenti interventi chirurgici all’utero o di patologie e complicanze collegate all’attuale gravidanza come placenta previa e posizione podalica.

Eppure ancora oggi il travaglio di prova è visto con un certo sospetto magari per paura da parte del medico, in caso di complicazioni, di conseguenze a livello legale ed è per questo che in alcuni ospedali si procede con il travaglio di prova solo se la futura mamma è veramente motivata! Voi cosa ne pensate? Raccontateci la vostra esperienza!!!

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