La montagna è un vero toccasana per il bambino perché regala benefici non solo al fisico, ma anche alla mente, grazie all’effetto rilassante esercitato dal clima, puro e fresco, senza umidità, e dalla tranquillità dell’ambiente. L’importante, però, è che i genitori adottino alcuni importanti accorgimenti, perché l’organismo del piccolo è più delicato di quello di un adulto. Dunque ecco qualche consiglio.

In particolare la montagna:
rinforza il sistema immunitario, grazie ad un clima migliore di quello di città;
allevia l’asma causata dagli acari della polvere in quanto al di sopra dei 1.500 metri gli acari, grazie alla riduzione dell’umidità, non hanno possibilità di sopravvivenza;
previene le malattie da raffreddamento in quanto l’aria pura e fresca della montagna dà sollievo a chi soffre di malattie respiratorie perché affina le capacità di termoregolazione;
– sollecita la produzione di globuli rossi perché al di sopra dei 1.200 metri, l’aria diventa più rarefatta per via della progressiva riduzione dell’ossigeno. Questa condizione stimola l’organismo a produrre più globuli rossi, per mantenere un adeguato apporto di ossigeno. In questo senso la montagna è particolarmente indicata se il piccolo soffre di anemia;
stimola l’appetito, l’attività motoria e la vista, il bambino può osservare ambienti nuovi, paesaggi, animali.

La montagna non è controindicata al bambino, purchè goda di buona salute. Di solito sotto i 2.500 metri di altitudine, il piccolo ha in genere modesti problemi di acclimatamento, mentre sopra i 2.500 metri occorre più attenzione. Per esempio se si devono raggiungere quote più alte è bene farlo per gradi in modo da evitare nel bambino il “mal acuto di montagna” caratterizzato dai sintomi quale mal di testa, scarso appetito, nausea, vomito, stanchezza, vertigini e sensazione di testa vuota, e nei casi più seri, edema polmonare e cerebrale per una scarsa ossigenazione. Può manifestarsi soprattutto nei bambini piccoli e di solito compare da 4 a 12 ore dopo un’ascesa veloce. In questi casi, per alleviare i disturbi, si possono dare al bambino dei farmaci sintomatici sempre prescritti dal pediatra.

Molto importante è anche non esporre i bambini piccoli a forti dislivelli con spostamenti su seggiovia e funivia, ma rispettare tempi più lenti per permettere all’organismo del bambino di acclimatarsi in quanto i repentini cambiamenti di altitudine possono favorire la comparsa di otite. In questo caso, si potrebbe dare al bambino qualcosa da masticare, come un chewing-gum, o da succhiare come il ciuccio o una caramella per evitare che la pressione atmosferica non dia fastidio al timpano. Se invece il bambino ha un otite in atto è fortemente sconsigliato intraprendere fin da subito il viaggio.

Nel bambino, soprattutto se molto piccolo, il sistema di termoregolazione non è ancora perfettamente funzionante ed è per questo che deve essere vestito con un abbigliamento adeguato per evitargli l’ipotermia (diminuzione della temperatura del corpo) e il congelamento. Dunque l’abbigliamento più indicato è quello “a cipolla”, cioè a strati con più capi leggeri sovrapposti invece che con pochi capi molto pesanti, da poter mettere o togliere a seconda delle esigenze, in modo da evitare che in seguito al movimento dovuto all’attività fisica, alle passeggiate rischi di avere caldo e sudare, è importante comunque tenere sempre coperti naso e gola evitando così di esporre il piccolo al rischio di malattie influenzali o da raffreddamento. I capi, poi, devono essere in tessuto naturale, come la lana e il cotone, in modo che la pelle respiri e non si surriscaldi.

In montagna, il piccolo può uscire a qualsiasi ora. Se però fa particolarmente freddo è bene sfruttare le ore più calde della giornata, cioè tra le 11 e le 15, quando l’aria è più mite e quindi non troppo aggressiva per le vie respiratorie del piccolo. Inoltre, in questo momento della giornata, soprattutto se c’è il sole, il piccolo può fare anche un pieno di vitamina D. Se, invece, c’è vento è bene non portare fuori il piccolo per evitare irritazioni di gola e occhi con conseguenti laringiti e congiuntiviti.

I bambini più grandicelli in montagna hanno bisogno di un’alimentazione nutriente ma leggera, quindi via libera a yogurt, frutta e verdura, pesce, miele e zucchero. Cibi sani in grado di fornire al piccolo energia senza però appesantirlo. Fargli bere acqua, tè deteinato e succhi di frutta perché il freddo tende a seccare la pelle e le mucose. E’ poi importante che il piccolo non metta in bocca bacche e frutti raccolti da terra e che non beva l’acqua non incanalata e sgorgante da un rubinetto, come quella dei ruscelli o della neve, perché non è mai sicura.

Nelle giornate di sole, occorre proteggere il piccolo per evitare le scottature soprattutto se c’è neve, utilizzando una crema con un fattore di protezione elevato, specifica per l’infanzia, da spalmare prima dell’esposizione e ogni ora durante l’esposizione. Per le labbra si può scegliere uno stick o un gel da applicare più volte durante il giorno. E’ bene, poi, far indossare al piccolo gli occhiali da sole con lenti anti Uvb perché la forte intensità delle radiazioni solari può provocare infiammazioni e danni agli occhi e, per rinforzare la protezione, fargli indossare un cappellino con visiera.

E se vuole sciare? Sia per i bambini piccoli sia per quelli più grandicelli è importante fargli svolgere attività rilassanti e farli riposare molto per adattarsi al nuovo clima. Tuttavia dall’anno e mezzo si può far prendere confidenza al bambino con la neve facendogli provare il bob o lo slittino, in braccio ai genitori. I più grandi, invece, possono imparare a sciare senza alcuna controindicazione infatti dopo i 3 anni possono seguire dei corsi seguiti da un maestro di sci qualificato. Lo sci è molto indicato ai bambini perché hanno più equilibrio e sono soggetti a minori cadute rispetto agli adulti. Inoltre, si divertono e superano più facilmente la paura delle discese e della velocità.

Insomma  poche controindicazioni e tanti vantaggi per i bambini ma un altro aspetto molto importante è la durata dei soggiorni, infatti è bene optare per soggiorni medio-lunghi, per permettere all’organismo del bambino di adattarsi in modo graduale a un clima diverso e a nuove abitudini, evitandoli così fastidiosi disturbi.

Io personalmente non sono mai stata in montagna d’inverno, non amo molto il freddo 🙁 e di conseguenza anche i miei due marmocchietti non hanno ancora fatto questa esperienza. E voi siete delle veterane della montagna d’inverno? Come vi comportate con i vostri bambini? Raccontatemi la vostra esperienza, magari riuscite convincermi a provare 😉

Immagini:
kinderhotels.com
scuolasci-dolomiti.it
hotelluis.it
viaggi.virgilio.it
laricebianco.it