I Piccoli Principi del Rione Sanità: Cristina Zagaria ci racconta Napoli e i suoi bambini

piccoli principi rione sanità

Chi sono I Piccoli Principi del Rione Sanità?

Lo abbiamo scoperto incontrando Cristina Zagaria giornalista e autrice dell’ominimo romanzo «I Piccoli Principi del Rione Sanità», 15 euro, Edizioni Piemme e proprio i bambini protagonisti reali e immaginari del libro.

L’occasione ci è stata offerta dalla presentazione del libro nella sua tappa milanese nella splendida cornice di Villa Necchi Campiglio.

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Guardare con il cuore

I bambini sono il capitale umano di Napoli. Raccontano un altro modo di essere Rione Sanità. Esprimono la possibilità di vivere il sogno. La fiducia.

Raccontano l’esperienza della rinascita. Della possibilità.

Per capire di cosa si sta parlando occorre andare a Napoli. Visitare il quartiere e le sedi delle associazioni gestite da Don Antonio Loffredo (parroco del Rione) grazie al supporto della Fondazione Alberto e Franca Riva.

Perché anche per restare ci vuole coraggio.

Quello di sforzarsi e cambiare le cose. Per permettere anche agli altri di tornare.

Ecco perché Milano e Napoli sono così vicine.

Seguiamo i palloncini rossi per capire come è cominciato questo viaggio, questo romanzo e questa amicizia.

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La genesi

Come tante storie anche quella narrata nel romanzo I Piccoli Principi del Rione Sanità ha chiamato la sua autrice.

Cristina Zagaria ha ascoltato le parole dei bambini. Restituendo voce ai piccoli e offrendogliene una ancora più potente. Mettendo al loro servizio la sua capacità di scrittura.

A ispirare la scrittrice è stato un laboratorio di pittura vissuto accanto ai bambini del quartiere, durante i quali gli stessi hanno rappresentato le loro emozioni dopo aver letto «Il piccolo principe». La celebre opera di Antoine de Saint-Exupery.

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Il napoletano è una lingua

Cristina ha trasformato i sogni e i pensieri dei bambini in un romanzo. Realizzato insieme ai bambini. Condividendone personaggi e trama. Nonché la lingua. I bambini disegnavano e lei e gli educatori prendevano nota dei pensieri. Senza bloccarne il flusso.

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Cristina ha imparato il napoletano. Lo ha scoperto. Ne è stata addomesticata. Come succede alla volpe nel romanzo originario.

I palloncini rossi

Cristina è mamma e ha immaginato insieme ai bambini di far volare un palloncino rosso così come fa con i suoi figli. Ma i bambini del Rione Sanità non sono mai andati oltre il Bosco di Capodimonte.

Il loro palloncino rosso ha paura. Non conosce il mondo. Cristina li ha aiutati a far volare il palloncino. Ovunque. Milano è solo la prima tappa.

Come nasce il libro

I bambini hanno immaginato che cosa sarebbe accaduto se il protagonista dell’opera di Antoine de Saint-Exupery fosse atterrato nel popoloso rione napoletano e non nel Sahara.

Il protagonista del romanzo è Uhuru, un profugo africano che durante il suo viaggio per la Svizzera transita dal quartiere a caccia di un luogo in cui trovare riparo. E qui incontrerà tanti personaggi da Iomiscoccio a Mister Prosciutto.

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Il modello Sanità

L’opera sociale svolta da Don Antonio nel Rione Sanità grazie alla collaborazione con la Fondazione Riva costituiscono un esempio di come gli interventi di sostegno e supporto possono essere realizzati in territori difficili.

Rappresentano un modello positivo che mette al centro il capitale umano. Perché la vera sfida è investire sulla comunità.

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Come tartarughe

Il libro racconta un altro modo di essere Rione Sanità. Un modo nuovo e vincente. Basato sulla bellezza, l’impegno e il lavoro. Perché con il tempo i ragazzi di Don Antonio diventano uomini e si prendono cura del loro quartiere. Delle catacombe. Della sua offerta turistica.

Padre Antonio come racconta Cristina nel libro pensa ai suoi ragazzi come a delle tartarughe:

I nostri ragazzi sono tartarughe, devono andare lontano, vivere la vita, esplorare nuovi pianeti. Ma a un certo punto proprio come le tartarughe tornano. Le tartarughe tornano sempre. Trovano la spiaggia dove sono nate. Perché sono quel che sono grazie a questo luogo.

I ragazzi trovano il coraggio di lasciare il rione e ritornarci dopo aver esplorato il mondo, e diventano protagonisti del cambiamento.

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Un cambiamento che non riguarda solo il loro quartiere, ma l’Italia, il mondo.

Tutti possiamo farne parte.

Cominciamo con l’acquistare e leggere il libro “I Piccoli Principi del Rione Sanità“. Per ogni copia venduta, un euro andrà alla Fondazione Riva.

Poi andiamo a visitare il Rione Sanità. I Piccoli Principi saranno molto orgogliosi di mostrarci il loro quartiere. Di condividerne segreti e bellezze.

Perché la Sanità è il quartiere dove nacque il grande Totò e dove si fa la pizza più buona. E soprattutto è il quartiere dove la cronaca nera può andare in ultima pagina per dare spazio alla bellezza.

 

 

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