Da 21 luglio 2008 Leggi tutto →

Nati per leggere

Il progetto “Nati per leggere” (www.natiperleggere.it) è approdato anche a Milano, nelle biblioteche civiche. Si tratta di un’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Pediatri, dall’Associazione Italiana Biblioteche e dal Centro per la Salute del Bambino: un progetto nazionale che rientra in una serie di interventi definiti precoci, perché volti alla primissima infanzia.

Ne hanno parlato durante un incontro presso la biblioteca civica del Parco Sempione a Milano la dottoressa Federica Zanotto, pediatra di famiglia a Vimercate, e Elena Dadda, bibliotecaria di Lainate.

Si è discusso di lettura ad alta voce a un bambino tra 0 e 3 anni, e sono stati dati spunti interessanti e indicazioni utili.

Leggere testi a un bambino piccolo consente di rafforzare la relazione tra l’adulto che legge e il bambino che ascolta, arricchire il vocabolario, creare l’abitudine all’ascolto, aumentando anche la durata dei tempi di attenzione, accrescere la curiosità e la fantasia, dare ordine alle idee presenti nel linguaggio.

Per i bambini molto piccoli, fino a 6 mesi, è utile cantare filastrocche e ninne nanne, dai 6 mesi in avanti si può iniziare a offrire ai piccoli libri cartonati o soffici, semplici da manipolare, piacevoli da toccare e con grandi immagini, alle quali si può associare una sola parola all’inizio, sempre di più man mano che il bambino cresce, di pari passo con il suo sviluppo neuronale.

La lettura di un libro a un bambino un po’ più grande può essere di tipo tradizionale, con il genitore che legge e sfoglia il libro e il bambino che ascolta, oppure di tipo dialogico, modalità più indicata per i piccoli, come nella foto che vedete qui, dove papà e bambino guardano entrambi le pagine, il secondo in braccio al primo.

La lettura ad alta voce non va confusa con la capacità di decifrare un testo; questa verrà in seguito, a scuola, sicuramente stimolata dalla prima.

Se per il genitore, che è il primo maestro del bambino, la lettura è un piacere, lo sarà presto anche per il bambino. Non occorre interpretare drammaticamente la storia, anche se questo può renderla più intensa, è sufficiente leggere ad alta voce, con un minimo di partecipazione. Per il bambino si tratta di un momento rassicurante, la mamma o il papà che leggono sono una presenza consolatoria e protettiva. Io mi rendo bene conto di questo, con mio figlio: mio figlio infatti dice sempre – tranne quando è davvero distrutto – di non riuscire a prendere sonno senza una storia, e io mi accorgo che così si addormenta più serenamente.

Il piacere più grande per me, oltre al fatto di condividere con mio figlio storie che amo, viene dall’osservare il grado di coinvolgimento che si crea in lui. Abbiamo letto i primi due volumi di Harry Potter, qualche pagina alla volta, ogni sera. Io cerco, ogni volta che riprendiamo il filo, di verificare che ricordi quello che è successo, e mentre leggo mi accerto che capisca almeno i fatti più importanti. Molto spesso lui fa riflessioni o commenti sul libro che stiamo leggendo, anche in momenti diversi da quelli dedicati alla lettura. Mi accorgo così che il libro gli è entrato “dentro”, lo stimola, proprio come succede a me, anche se lui ha solo 5 anni!

Voi avete mai provato a leggere ai vostri figli libri più impegnativi rispetto a quelli che si ritengono adatti per la loro età? Vi è sembrato di riuscire a trasmettere loro comunque un messaggio?

6 Comments on "Nati per leggere"

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  1. Marianna ha detto:

    Penso che trasmettere al proprio bambino la passione per la lettura sia tra le cosa più belle che un genitore possa fare! Non ho ancora figli, ma posso dire che i più bei ricordi da bambina sono i libri di fiabe che mia madre mi ha letto e poi quelli che mi ha regalato e che aspettavo con impazienza ogni settimana!

  2. Livia ha detto:

    Anche io penso che sia molto soggettivo. Sicuramente il libro che viene letto al bambino deve piacere alla mamma o al papà che leggono. Io non potrei mai trasmettere entusiasmo a mio figlio per un testo che mi annoia a morte, posto che riesca ad impormi di leggerglielo. Ma per Harry Potter ho una passione, e sicuramente mio figlio ha percepito la mia passione. Complimenti al bambino che lo ha letto da solo!

  3. Paolo ha detto:

    Guardando all’esperienza dei miei tre bimbi anche io sarei portato a dire che Harry Potter non è indicato per i 5 anni; devo pero’ dire che la cosa è molto soggettiva. Il figlio di miei amici all’età di 5 anni lo ha addirittura letto da solo. Pensavo anche io scherzassero, ma ho poi verificato che era vero. Credo che ciascuno deba trovare per sé e per i bimbi ciò che meglio si adatta in quel momento e, per fortuna, la possibilità di scelta tra i libri è vastissima a tutte le età.

  4. maria ha detto:

    Non trovo che la lettura di Harry Potter sia utile ad un bambino di 5 anni. Ho tre figlie e due nipoti e faccio la maestra. Con una sola classe sono riuscita a leggere il primo libro di Harry Potter con bambini ben più grandi e vi assicuro che è stata una noia per loro e per me. Non lo rifarei più. Conduco un gruppo di lettura in orario extrascolstico presso la biblioteca del mio istituto e i bambini che lo frequentano ne sono entusiasti. faccio leggere loro ad alta voce e l’attività si conclude con un disegno. Gli autori preferiti sono la Pitzorno, la Nostlinger, la Costa, Spinelli, la Nava e altri che si avvicinano di più alla loro realtà quotidiana.

  5. Paolo ha detto:

    E’ un periodo che leggo quasi tutte le sere delle fiabe illustrate alla mia piccola di quasi 4 anni. Lei è veramente entusiasta: insieme guardiamo le figure, inventiamo storie che partono da esse, giochiamo a trovare i particolari: è un momento molto intenso che tutte le sere mi richiede con entusiasmo cui rispondo molto vlentieri. Vorrei provare con i più grandi a leggere insieme libri più impegnativi e qualche tempo fa abbiamo provato a leggere l’Isola del Tesoro (il grande classico Stevenson), ma non sono riuscito ad arrivare i fondo. Il problema è riuscire a mantenere la costanza di fronte ad un testo lungo e il fatto di avere 3 figli di età diverse rende difficile la cosa. Complimenti a te Livia leggere tutto un libro di Harry Potter a un bimbo di 5 anni è una bella impresa. Cerchero’ di prenderne spunto.

  6. theitalianmom ha detto:

    l’esperienza della lettura per me è fondamentale nel rapporto con i miei figli. La ritengo una crescita sia per me che per loro. Non è sempre facile, perchè la sera sono spesso stravolta. Ma vedo che quando prendo il ritmo di leggere un po’ tutte le sere, il rapporto di dialogo con i miei figli migliora. Sono convinta che una mamma o un papà che leggono ai propri figli riescono poi a instaurare un rapporto migliore con loro. Oltre all’indubbio vantaggio di aiutare l’apprendimento della lingua, il che una volta a scuola è sicuramente una marcia in più.