Abituare i bambini a dormire da soli, età per età

Se decidiamo che per il bambino dormire da solo sia una conquista importante, possiamo adottare alcuni accorgimenti. Per essere efficaci, gli interventi per abituare i bambini a dormire senza interruzioni vanno legati alle tappe del loro sviluppo. Ecco i momenti migliori secondo il ricercatore francese M.J. Challamel.

Dopo i 3 mesi: se si sveglia la notte e piange. Potremo stargli vicino, accarezzarlo, fargli sentire il nostro amore; ma non prendiamolo in braccio, non offriamogli il seno o il biberon, né facciamolo giocare. Possiamo invece rassicurarlo parlandogli a bassa voce, mettendogli la mano sulla schiena e cullandolo.

Tra gli 8 e i 12 mesi: se chiama durante la notte. Annunciamo chiaramente al nostro piccolo che non andremo da lui durante la notte se si dovesse svegliare. Già a 8 mesi, pur non essendo in grado di parlare, capisce quanto gli diciamo.

Quando sa camminare: se scende continuamente dal letto. Se il bambino è in grado di camminare, può decidere di alzarsi da solo e venire in sala o nella nostra stanza. L’ideale sarebbe stroncare  il tentativo fin dalla prima volta altrimenti si dovrà mettere in conto una battaglia più ostinata e lunga.  Una volta deciso l’intervento, riportiamo con fermezza, ma anche con dolcezza, il bambino nella sua camera. Nel caso tenti di nuovo di alzarsi dal letto, ripetiamo l’operazione, parlandogli con calma, spiegando, senza scendere a trattative, che gli vogliamo bene, ma che la nostra decisione è irrevocabile. La battaglia deve continuare finchè il bambino capirà che non c’è nulla da fare.

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runadaynursery.co.uk
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Abituare i bambini a dormire da soli età per età

Se decidiamo che per il bambino dormire da solo sia una conquista importante, possiamo adottare alcuni accorgimenti. Per essere efficaci, gli interventi per abituare i bambini a dormire senza interruzioni vanno legati alle tappe del loro sviluppo. Ecco i momenti migliori secondo il ricercatore francese M.J. Challamel.

Dopo i 3 mesi: se si sveglia la notte e piange. Potremo stargli vicino, accarezzarlo, fargli sentire il nostro amore; ma non prendiamolo in braccio, non offriamogli il seno o il biberon, né facciamolo giocare. Possiamo invece rassicurarlo parlandogli a bassa voce, mettendogli la mano sulla schiena e cullandolo.

Tra gli 8 e i 12 mesi: se chiama durante la notte. Annunciamo chiaramente al nostro piccolo che non andremo da lui durante la notte se si dovesse svegliare. Già a 8 mesi, pur non essendo in grado di parlare, capisce quanto gli diciamo.

Quando sa camminare: se scende continuamente dal letto. Se il bambino è in grado di camminare, può decidere di alzarsi da solo e venire in sala o nella nostra stanza. L’ideale sarebbe stroncare il tentativo fin dalla prima volta altrimenti si dovrà mettere in conto una battaglia più ostinata e lunga. Una volta deciso l’intervento, riportiamo con fermezza, ma anche con dolcezza, il bambino nella sua camera, e chiudiamo la porta, senza però usare la chiave. Nel caso tenti di nuovo di alzarsi dal letto, ripetiamo l’operazione, parlandogli con calma, spiegando, senza scendere a trattative, che gli vogliamo bene, ma che la nostra decisione è irrevocabile. La battaglia deve continuare finchè il bambino capirà che non c’è nulla da fare.

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Postato in: Nanna

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