Una delle mie grande passioni è andare in bici.
L’ho usata per tutte le due gravidanze, dal primo al nono mese, fino a poche ore prima dei parti.

Nei primi sei mesi di vita dei miei figli quello che più mi è pesato è stato proprio non potermi muovere con loro in bicicletta.
Non appena i bambini hanno raggiunto i sei mesi ho ritenuto che fossero in condizione di stare in posizione seduta almeno brevemente, li ho caricati e sono partita. Da quando poi sono diventati due ho montato due seggiolini, uno davanti e uno dietro.

Certo muoversi per le strade di Milano non è sempre esattamente rilassante: con un bambino – e a maggior ragione con due – le attenzioni al traffico vanno moltiplicate. Non mi sento più di percorrere certe strade, se sono con loro, strade che invece da sola ho sempre incoscientemente percorso.

Da quando il mio maggiore ha preso confidenza con la sua bicicletta e ha imparato ad andare senza rotelle, molto spesso ci muoviamo con le due bici: io porto la piccola sulla mia e lui va con la sua. In questo caso inevitabilmente andiamo piano sui marciapiedi, preferendo quelli larghi o poco frequentati, scusandoci con i pedoni che potremmo infastidire.

So che formalmente sono in torto, e potrei prendere una multa, ma non mi sembra di arrecare danno, né nuocere a nessuno. Mi dispiace quindi molto quando incontro persone scostanti, che mi fanno presente che dovrei pedalare sulla strada, e mi dispiace ancor di più leggere con una certa frequenza lettere contro i ciclisti sui giornali.

Siamo certi che i ciclisti sui marciapiedi e sulle strade diano tanto fastidio? Non contribuiscono forse ad alleggerire il traffico di una città che vanta uno dei primati mondiali nei livelli di inquinamento?