Allattamento: cosa non fare

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Se tutti sono pronti a dirvi cosa fare durante l’allattamento noi vi diremo cosa non fare.

Perché praticamente quasi tutte le madri, adeguatamente informate e sostenute, sono in grado di allattare al seno senza particolari problemi. Ma la donna che allatta al seno deve sentirsi libera di farlo seguendo le sue abitudini e quelle del suo bambino.

Cosa non fare durante l’allattamento

Mangiare per due

L’alimentazione della mamma è molto importante. La donna deve prestare particolare cura alla scelta dei cibi, evitando quelli troppo grassi o salati. Ma non c’è nessun cibo da evitare a priori. Se la madre nota che il consumo di certi cibi determina disturbi al bambino, potrà provare ad eliminarli dalla sua dieta.

Fumare

Il fumo di sigaretta può ridurre la produzione di latte e fa sicuramente male alla mamma e a chi le sta vicino, aumenta il rischio di malattie respiratorie e di morte improvvisa in culla (SIDS)

Bere alcolici

Gli alcolici vanno evitati, perché l’alcol passa liberamente nel latte ed è capace di causare sonnolenza e disturbi dell’alimentazione nel poppante

Somministrare altri alimenti al neonato

Se l’allattamento esclusivo è ben avviato, non c’è bisogno di intervenire con altri liquidi o alimenti entro i sei mesi di età del bambino.
Se il bambino è in buona salute si consiglia di osservare il suo comportamento e di rispondervi in maniera appropriata (ad esempio non forzare mai il lattante a mangiare).

Somministrare latte vaccino

Nel primo anno di vita vanno evitati il latte naturale di mucca e di capra, poiché la loro composizione è inadeguata ai bisogni nutrizionali del lattante e possono causare carenze di ferro. Il ricorso a latti speciali (soia, riso, anti-reflusso, antiallergici) infine deve prevedere la consultazione con il pediatra.

Colpevolizzarsi

Una mamma può decidere di ricorrere al latte artificiale per propria scelta. Può doverlo fare per reale scarsa produzione di latte proprio. Per l’esistenza di una controindicazione ad allattare al seno, o perché deve tornare al lavoro. In ogni caso non deve essere in alcun modo colpevolizzata.

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