Ogni giorno vado a prendere mio figlio a scuola e, ogni giorno, mi viene naturale chiedermi perché così tante mamme si preoccupino con eccessiva sollecitudine di controllare i diari dei loro bimbi. Quattro chiacchiere scambiate con loro mi fanno capire che sentono la “vocazione” di seguire i propri figli nella loro vita scolastica: il ruolo di mamma impone infatti loro di vigilare su compiti, lezioni, verifiche, interrogazioni…
Qualcuno si domanderà: “Cosa c’è di sbagliato in questo? Non è dovere prioritario di un genitore seguire i figli passo passo in tutte le loro molteplici attività?”.  “Certo!”, è la mia risposta, ma penso che il regalo più grande che possiamo fare ai nostri bambini sia quello di dare fiducia, di credere in loro, di responsabilizzarli. Quale stima nelle loro capacità potranno coltivare se non facendola gradualmente crescere sui loro piccoli successi quotidiani?

La fiducia che mio figlio ha in sé gli nasce forse dal fatto che non mi sono mai voluta sostituire a lui. E’ vero… è molto più facile e veloce se sono io, o il suo papà, a suggerire lui il risultato di una sottrazione o il tempo corretto di un verbo! Ma non dobbiamo poi venire a lamentarci se alle scuole superiori i nostri figli non saranno autonomi nello studio… Dovremmo invece forse chiederci: ho mai stimolato mio figlio a camminare con le sue gambe?

E’ paranoico passare i fine-settimana a continuare a chiedere. “Hai finito i compiti? Hai fatto tutto? Sei  sicuro?” Se è snervante per noi mamme pensate quanto di più lo sia per i nostri figli. Così lo studio perde la propria dimensione di interesse per diventare sempre di più quella di un dovere, che a lungo andare uccide la loro voglia, la loro curiosità.

A ben riflettere quindi una mamma più che fare… dovrebbe esserci!!! ( e esserci, forse lo si è capito, non significa preparare lo zaino tutte le sere!).