Chi guarda troppa televisione da piccolo non solo rischia di diventare obeso, diabetico, fumatore e sessualmente promiscuo da adulto, come alcuni studi in passato hanno dimostrato. Oggi i ricercatori hanno scoperto che i bambini che trascorrono più di due ore al giorno davanti alla televisione raddoppiano il rischio di soffrire d’asma prima della pubertà. All’inizio degli anni Novanta sono stati presi in esame più di tremila bambini, che a tre anni e mezzo non presentavano alcun disturbo respiratorio. Sono stati seguiti per otto anni, al termine dei quali è risultato che tanto più tempo i bambini trascorrevano di fronte al televisore, tanto maggiore era la probabilità che sviluppassero disturbi di origine asmatica.

In Gran Bretagna negli anni Sessanta un bambino su 25 soffriva di asma; oggi si è passati a uno su dieci. Sono state avanzate diverse ipotesi per spiegare il fenomeno, tra le quali il fatto che le nostre case sono più pulite, abbiamo il riscaldamento centralizzato e dei mobili che fanno proliferare gli acari della polvere. L’asma è stata inoltre associata alla sedentarietà: l’esercizio fisico è correlato a un’espirazione ed inspirazione più profonde, che tengono in allenamento i muscoli delle vie respiratorie. Al contrario, una scarsa attività fisica renderebbe i polmoni eccessivamente sensibili.

Voi cosa ne pensate?

Quello che per me è importante è focalizzare l’attenzione sulla centralità del movimento nella vita dei nostri figli: un movimento che deve essere sia fisico, che mentale, inteso come esercizio di immaginazione e fantasia. La televisone sfortunatamente riduce, se non addirittura annienta, la possibilità dei bambini di fare esercizio fisico e mentale. Usiamola con parsimonia, concediamogliela in momenti particolari, non come costante quotidiana. Lo stesso discorso andrebbe fatto per i videogiochi, che lo studio inglese non prende in esame, perché non si è ritenuto che negli anni Novanta questi avessero un ruolo preponderante come oggi.

Il 14 marzo è stato il no-tv day. Anche la Società italiana di pediatria ha lanciato la campagna “un giorno senza televisione“. La mia proposta è che i giorni senza televisione siano sempre più frequenti in casa nostra, facendo in modo di essere noi adulti i primi che ne fanno a meno.

Diamo inoltre ai nostri figli la possibilità di giocare tutti i giorni all’aria aperta, anche se viviamo in città, anche se fuori fa freddo e pioviggina. Il loro corpo e la loro mente ne trarranno grande beneficio.