Il papilloma virus, detto virus HPV, è un’infezione del collo dell’utero che si trasmette con i rapporti sessuali, non necessariamente completi. Ne esistono 120 ceppi, e solo alcuni di questi sono correlati alla formazione di tumori. Siccome in genere l’infezione è asintomatica, e non procura alcun disturbo, spesso la donna non se ne accorge. Il vaccino attualmente in commercio serve per prevenire il contagio di quattro di questi ceppi, due dei quali correlati alla formazione di condilomi, che sono lesioni fastidiose, ma benigne, e gli altri due correlati alla formazione di lesioni tumorali, che si possono manifestare anche dopo 20-30 anni rispetto a quando è stato contratto il virus.

Per prevenire il rischio di tumore al collo dell’utero è consigliato a tutte le donne tra 25 e 64 anni il pap-test, da ripetere ogni tre anni. Anche le donne vaccinate dovranno comunque continuare a farlo, perché i ceppi contro i quali interviene il vaccino sono responsabili solo del 70% delle lesioni tumorali causate dal papilloma virus; resta comunque un 30% di casi originati da ceppi per i quali non esiste vaccinazione.

Attualmente in Italia il vaccino è stato raccomandato a tutte le ragazzine dai 12 anni in su, e comunque minori di 26 anni, perché, si è detto, lo scopo è di prevenire l’infezione e non di curarla.

Il vaccino va somministrato in tre dosi e probabilmente occorre un richiamo ogni cinque anni, anche se il periodo di efficacia non è ancora stato determinato con precisione. Il costo del vaccino in farmacia è di 500 euro.

Nel 2008 questo vaccino è stato offerto in sedici regioni a tutte le dodicenni, mentre nel comune di Milano all’inizio dell’anno si è deciso di proporlo gratuitamente a tutte le ragazze tra i 14 e i 18 anni provenienti da famiglie monogenitoriali o numerose (più di 4 figli a carico),  con l’obiettivo appunto di prevenire l’infezione prima di entrarne in contatto, prima quindi che si abbiano rapporti sessuali.

Tuttavia, il vaccino è ancora molto discusso, per una serie di ragioni:

si sono registrati una serie di effetti indesiderati immediati ancora allo studio;

manca uno studio sugli effetti indesiderati di lunga durata;

mancano informazioni sulla durata della prevenzione;

la prevenzione non è per tutti i tumori al collo dell’utero, tanto che il sistema di prevenzione più efficace, raccomandato anche a chi è vaccinato, rimane il pap test;

se somministrato in gravidanza, il vaccino ha causato una serie di aborti;

infine, tutti gli studi finora pubblicati sono sponsorizzati dalle case farmaceutiche che producono il vaccino, e mancano ancora studi clinici prodotti da ricercatori indipendenti.

Si trova in rete una petizione per richiedere una moratoria di tre anni contro il vaccino-HPV.

Voi cosa ne pensate? Vaccinereste o avete già fatto vaccinare le vostre figlie?

Immagine: marineo.wordpress.com

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