Da 3 maggio 2010 4 Commenti Leggi tutto →

“Corrompere” i ragazzi perché vadano meglio a scuola

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I nostri bambini vengono fin da piccolissimi “corrotti” a fin di bene – almeno così crediamo – tutte le volte che offriamo loro una caramella, oppure un giocattolo, purché si comportino come desideriamo. Un economista di Harvard, Roland Fryer Junior, si è chiesto se e in che misura questo comportamento aiuti i ragazzi ad andare meglio a scuola, e ha condotto uno studio i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su Time. In quattro diverse città statunitensi (Chicago, Dallas, Washington e New York) Fryer ha offerto incentivi pari a 6,3 milioni di dollari, a un totale di 18 mila ragazzi.

E’ emerso che quei ragazzi che hanno ricevuto un regolare compenso durante tutto il corso dell’anno  hanno avuto risultati migliori ai test conclusivi, come se – statisticamente parlando – avessero studiato in media tre mesi in più rispetto ai loro compagni, ai quali non era stato dato alcun tipo di incentivo economico.

Voi cosa ne pensate? Trovate giusto pagare i ragazzi perché abbiano dei buoni risultati a scuola, anche eventualmente offrendo loro una “mancia” quando questo accade, o ritenete che sia semplicemente il loro dovere e che per svolgerlo non abbiano bisogno di alcun incentivo economico?

Immagine: www.responsiblebusiness.com.au

4 Comments on "“Corrompere” i ragazzi perché vadano meglio a scuola"

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  1. Anna scrive:

    No non sono assolutamente concorde
    ritengo infatti che è un dovere dei nostri figli andare a scuola e avere buoni risultati.
    Ho trovato nella scuola di mia figlia altre mamme che alla consegna della pagella danno ai figli un regalo o un compenso in denaro in base ai risultati. Scandaloso

  2. Gloria scrive:

    Mah… credo che se i soldi sono il premio per la scuola allora i soldi sono la “punizione” quando non va bene. Togliere anche altro mi sembra esagerato. Diciamo che si può magari proibire la tv nel momento in cui non riordina la stanza. Spero di essermi spiegata!

  3. Livia scrive:

    Perché dici che la paghetta deve escludere le punizioni? Non si può – secondo te – dare ai bambini una paghetta per i buoni risultati, e allo stesso tempo dare una punizione, se invece prendono note o se qualcosa non funziona come dovrebbe?

  4. Gloria scrive:

    Mmmm… questione spinosa.Si dice sempre che andare a scuola e’ il lavoro degli studenti, ma se lo consideriamo tale allora una retribuzione ha senso. Del resto a una certa eta’ si comincia a dare un paghetta ai figli ed elargirla senza una controparte non avrebbe molto senso. Io credo che nel momento in cui si stabilisce che una paghette e’ legata a un rendimento scolastico non si possono poi usare altre punizioni come per esempio non far vedere la televisione. Noi di solito a un bel voto con annessa richiesta di premio diamo qualche spicciolo da mettere da parte per poi poter comprare un premio più sostanzioso.

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