Sm(all)families, ovvero: famiglie a geometria variabile

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C’era una volta la famiglia tradizionale: padre, madre e figli.

“Le statistiche oggi raccontano una storia molto diversa” afferma Gisella Bassanini co-founder di Smallfamilies , associazione nata nel 2014 allo scopo di fotografare la trasformazione familiare e fornire alle nuove famiglie dati, servizi e strumenti – giuridici e informativi – per aiutare a superare le criticità di questa condizione”

“La mia è una famiglia monoparentale” spiega Gisella ” e mi sono accorta di come, in Italia, manchino attenzione e sensibilità verso famiglie come la mia: le manovre finanziarie, ad esempio, non le considerano mai. Così ho iniziato a studiare le statistiche sul fenomeno: volevo capire come venisse affrontato negli altri Paesi europei e vedere quali misure venissero adottate per aiutarle, verificare se esistessero buone pratiche che potessero essere recepite nel nostro. Da lì è nata l’idea del sito.

Intervista a Gisella Bassanini co-founder di Smallfamilies

Smallfamilies è online dal 2012 ed è un progetto in divenire: nel 2013 abbiamo aperto un osservatorio sulle diverse realtà familiari grazie al quale ci siamo accorti come anche parlare di famiglie monoparentali non fosse sufficiente a circoscrivere la materia. Le statistiche dicono che in Italia sono quasi quattro milioni le famiglie composte da un solo genitore con figli a carico: i nostri associati però, ci hanno restituito un’immagine delle nuove compagini familiari così variegata e sfaccettata che ora preferiamo parlare di famiglie a geometria variabile. Il nome della nostra Associazione vuole comprenderle tutte: sm(all)families. Il paradosso è che, nonostante la famiglia sia un nucleo in trasformazione, le istituzioni sembrano fare riferimento solo a quelle tradizionali

Quali sono gli obiettivi dell’Associazione?

“Smallfamilies vuole promuovere una nuova cultura della famiglia e aiutare quelle in difficoltà attraverso l’ascolto, l’informazione, l’offerta di servizi e la formulazione di progetti da sottoporre alle istituzioni sia a livello nazionale che locale. Le persone si rivolgono a noi per sapere se esistono contributi economici e forme di sostegni al reddito, oppure per avere informazioni in merito a servizi di supporto psicologico e consulenza legale. Smallfamilies vuole fornire un quadro di opportunità nei diversi territori quanto più completo ed essere un osservatorio sulle buone da implementare. Per perseguire questi obiettivi usiamo tutti gli strumenti a nostra disposizione, incluse iniziative editoriali come la collana smALLbooks, edita con Cinquesensi e composta da antologie di racconti. Un altro strumento utile a supportare la policy, soprattutto verso le Istituzioni, sono i questionari/sondaggi che lanciamo ogni anno su un tema caldo per le smallfamilies, come per esempio, quello sull’organizzazione delle vacanze.”

Il numero dei vostri iscritti è aumentato?

“Di un buon 40% rispetto lo scorso anno.” risponde Raethia Corsini,  responsabile linea e contenuti editoriali del sito. “Per questo abbiamo organizzato – a partire dal 9 aprile, a Milano –  dei laboratori interdisciplinari gratuiti (si paga solo l’iscrizione all’associazione) finalizzati ad accompagnare i genitori a superare le criticità  della loro nuova condizione da un punto di vista non solo emozionale, ma pratico. La caratteristica di questi incontri è l’ interdisciplinarità: quando ci si separa, ad esempio,  si devono affrontare tanti problemi: legali, logistici, emotivi e pratici  quali, ad esempio, quelli derivanti dalla necessità di ridefinire gli spazi abitativi oppure da un trasloco. Si devono cercare nuove forze, nuove soluzioni. Per questo i laboratori vengono condotti ogni volta da due esperti di discipline diverse: legali e architetti, psicologi e attori teatrali, pedagogisti e life coach. Le famiglie a geometria variabile devono avere i superpoteri. Noi li aiutiamo a trovarli, semplicemente”

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