Il meccanismo è lo stesso per cui, una volta deciso di voler fortemente un bambino, attorno a noi si materializzano solo donne incinte.
Che ci siano sempre state o che le si noti solo in quel momento non ha importanza: improvvisamente ci troviamo circondate da pance in crescita.
Il meccanismo, dicevo, è lo stesso. Uguale, ma contrario.

“Devi parlare anche di noi” ha suggerito qualche settimana fa mia sorella “Noi che non abbiamo figli e che, forse, non li vorremo mai. Devi raccontare dello stigma che ci portiamo addosso, dell’accusa – nemmeno tanto velata – di non essere pienamente donne a causa della mancata gravidanza”

Confesso: ho creduto che esagerasse.

Ma, proprio per come accade per le pance piene, attorno a me si sono materializzati articoli, donne e riflessioni tutti sullo stesso tema, il rifiuto della maternità.
Dapprima c’è stato questo articolo de l’Huffington Post.

Poi, a cascata, sono arrivati i miei contatti su Facebook a condividerlo con entusiasmo.

Poiché non avevo mai considerato che si potesse giudicare una donna in base al funzionamento del suo utero – ma le ragioni indicate nell’articolo mi sembravano inconsistenti e risibili – mi sono chiesta cosa portasse una donna a scegliere di escludere la maternità dalla propria vita, e se questa scelta fosse davvero oggetto di stigma sociale come affermava mia sorella.

Non voglio avere figli: ecco perché

Ho quindi preso la più disponibile delle mie amiche di Facebook per chiederle a bruciapelo: ma tu, perché non vuoi figli?

Ecco cosa mi ha risposto Sabina.

“Non voglio figli perché:

  • l’idea di occuparmi di qualcuno per tutto il resto della mia vita mi angoscia profondamente
  • non mi piace la vita che si fa coi bambini fino almeno ai 13 anni
  • ho paura che non saprei accettare un figlio malato, se arrivasse
  • ho paura che non sarei in grado di accettare un figlio che mi deludesse a livello morale (okay, entrano in gioco educazione e genetica ma se tuo figlio è stronzo, un  superficiale, non ama la natura, non è sensibile né empatico, a me poi sta sulle palle e mi spezza il cuore).
  • dal mondo in cui viviamo è difficile trarre speranze per il futuro
  • è fottutamente dura e io sono sola (oltre al mio compagno, per motivi diversi, non ho né genitori né suoceri, né sorelle, né amiche su cui contare nel posto in cui vivrei)
  • trovo la maternità una faccenda molto spesso mostruosamente egoistica ed egotica: la maggior parte delle madri fa figli per rendersi indispensabile agli occhi dei bambini ed importante agli occhi del mondo, in Italia soprattutto.
  • il mondo è sovrappopolato e non ho mai sentito il bisogno di una maternità di pancia, ho pensato più spesso ad un’adozione. Ma io ho 34 anni, il mio compagno 41, non so quando riusciremo ad ottenere il divorzio, la faccenda è lunga e costosissima ed io non abbastanza motivata evidentemente.

Per ora di slancio sono arrivata fin qui ma posso anche riflettere e farmi venire in mente altri motivi! Ce ne sono anche pochini per il pro. Magari te li dico dopo”

Grazie, Sabina.

“Tieni anche conto che sono un tantino schizofrenica e c’è una remota possibilità che possa cambiare idea nel tempo. Vale ugualmente così?”.