Abbiamo parlato, negli articoli che parlavano della paura del buio, di come una favola possa essere efficace nell’accompagnare il bambino verso il sonno. Vediamo oggi perché le fiabe hanno un potere pedagogico molto forte.Essere bambini significa essere privi di esperienza sulla maggior parte delle cose della vita: questo fatto è alla base di molti timori, paure e ansie verso qualcosa di sconosciuto.

I genitori, del resto, sono il punto di riferimento più importante nella nostra crescita, quelli che ci insegnano o ci mostrano come vanno le cose della vita.

In questo periodo di ferie e vacanze, in cui è possibile trascorrere più tempo con i propri figli, si possono creare occasioni perfette per sfruttare il tempo del divertimento e del gioco, dedicando del tempo anche alle fiabe.

Spesso qualcuno mi chiede se i contenuti della fiaba non possano talvolta turbare la serenità del bambino, per il fatto di mostrare streghe, lupi cattivi, e uccisioni di draghi.
E’ innegabile che uno dei punti cardine delle fiabe è la lotta tra il bene e il male: proprio per questo motivo, le favole svolgono l’importante ruolo catartico di mostrare la sconfitta del male, di tutto ciò che preoccupa il bambino, in favore del lieto fine.

Le favole tradizionali mostrano un preciso percorso attraverso cui, da una iniziale situazione idillica, il protagonista deve attraversare molte difficoltà per poi riuscire a ritrovare la via per la salvezza.

Il modo in cui tutto questo viene espresso, durante il racconto, è determinante: enfatizzare in modo realistico gli aspetti più terrifici non sarebbe di nessuna utilità. L’accento sul lieto fine, invece, ha degli effetti molto importanti per la psiche del bambino.

Non dimentichiamoci, inoltre, che ogni bambino ha una personalità diversa, ed ogni mamma saprà come adattare la fiaba alla relazione. Di questo parleremo nei prossimi articoli.

dott.ssa Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta

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