Da 11 settembre 2018 0 commenti Leggi tutto →

Cara mamma che affronti il primo giorno di scuola

primo giorno di scuola

Il primo giorno di scuola non si scorda mai, e lascia sempre un po’ di emozione. E io che ho due figli adolescenti, arrivati ormai alla fine del loro percorso scolastico, guardo sempre con tenerezza le mamme i cui primi figli iniziano le scuole elementari. Le più emozionate (e agitate) sono proprio loro. Quando un bambino inizia la scuola, anche la sua mamma (e il suo papà) lo fanno con lui, è inevitabile.

E siccome di anni scolastici ne ho ormai vissuti tanti, mi sento di dare qualche consiglio a te, mamma, che per la prima volta vedrai il tuo bimbo varcare la soglia della scuola con lo zaino sulle spalle e andare a sedersi al banco.

È un nuovo inizio, sei pronta? Ecco cosa mi sento di consigliarti.

 

Comincia a pensare che si sta avviando verso l’autonomia e l’indipendenza

Il percorso verso autonomia e indipendenza è davvero iniziato. La scuola ha questo scopo, fornire tutti gli strumenti per crescere e per diventare autonomi. Imparare a leggere, a scrivere, a far di conto, a ragionare, tutto serve a questo. E tu mamma, una volta che di sei resa conto di ciò cosa dovresti fare?

Accompagnarli e accettare questo lungo percorso. Resisti alla tentazione di sostituirti a loro ogni volta che saranno in difficoltà (dalle scarpe da allacciare ai compiti, fino ad arrivare alle decisioni da prendere), accetta che un pochino per volta entrino anche altre persone nel loro mondo. Vorranno passare pomeriggi dai compagni di classe, poi i pomeriggi diventeranno serate e poi ancora interi giorni di vacanze….

 

Non chiedergli come è andata e cosa ha fatto, raramente sarai soddisfatta della risposta

«Come è andata? Bene».

Noi lo aspettiamo fuori da scuola con entusiasmo, pronte ad accogliere tutti i suoi racconti, lui ci liquida così e comincia a fare altro. Il mutismo riguardo a ciò che si fa a scuola e a come è andata la giornata scolastica è una caratteristica di molti studenti. Piccoli e grandi. Tu mamma lasciagli un po’ di tregua e magari dopo qualche ora butta quà e là qualche domanda più specifica. Se sei fortunata, ti risponderà.

 

Impara ad accettare le sconfitte, e insegna a lui a fare altrettanto

Tutti partiamo con delle aspettative sui nostri figli, non lo facciamo neanche apposta, ma capita. Ci piacerebbe che fosse bravo a scuola, brillante negli sport, spigliato con gli adulti e pieno di amici. A volte le aspettative crollano davanti alla realtà, davanti alla difficoltà nel concentrarsi, nello studiare, nello stringere amicizie, di fronte alla timidezza o a un carattere schivo. Così i primi risultati non brillanti, i primi colloqui non entusiastici con maestre o professori possono sembrarci una sconfitta.

Le difficoltà, le fatiche aiutano a crescere. Prima lo capiamo noi adulti, prima possiamo farlo capire ai nostri figli. E quindi, cara mamma, quando il tuo bambino ti tornerà a casa con un voto non particolarmente bello, aiutalo a capire che può e deve dare il massimo, ma che si può sempre migliorare.

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Non sentirti giudicata, ma fai tesoro delle opinioni degli insegnanti

Sai quante volte mi è capitato? Io sono la mamma che non restituisce firmato il cedolino degli avvisi il giorno dopo, e che se lo dimentica sempre. La mamma che prenota all’ultimo i libri di testo o che non sa (quasi) mai nulla di ciò che devono studiare e che hanno fatto a scuola (per le ragioni vedi il punto 1). Non sono una mamma perfetta, sono particolarmente disordinata e disorganizzata, e soprattutto con certi insegnanti e genitori ho sofferto di ansia da prestazione.

Non sentirti giudicata come cattiva mamma se non hai tutto il materiale scolastico pronto per il primo giorno di scuola o se tuo figlio è tornato a casa con una nota, o (peggio ancora) se alle superiori si prende i debiti a settembre. Non ti sentire giudicata, ma sii pronta a metterti in discussione se qualche insegnante (di cui ti fidi e hai stima) ti fa degli appunti e ti consiglia qualcosa. Non dimenticare che gli insegnanti vedono aspetti di tuo figlio che tu potresti anche non conoscere.

 

Gli insegnanti non sono dei nemici, e tuo figlio è in buone mani. Prova a fidarti

La maestra non lo capisce, la prof ce l’ha con lui.

Ammettiamolo, la tentazione di giustificare i propri figli, a esaltarli anche quando non ce ne sarebbe bisogno è sempre dietro l’angolo. Le note della maestra, i brutti voti, la prof severa, a volte ci sembrano un’esagerazione. Ma attenzione a non pensare di avere sempre degli angioletti in casa, e di ritenere che la colpa sia sempre dall’altra parte (prof, maestre, compagni).

Cara mamma, ascolta le ragioni del tuo bambino quando tornerà a casa con un castigo o una nota, ma tieni in considerazione anche quelle della maestra. Fidarsi di coloro che educano i nostri figli a scuola (e che contribuiscono, quindi, a crescerli insieme a noi) è fondamentale. Il mio augurio è che tu possa cooperare con gli insegnanti del tuo bambini, in un clima di fiducia reciproca. Io per fortuna ho incontrato insegnanti così.

 

Comincia fin d’ora a entrare nell’ottica che tuo figlio avrà una vita sociale più intensa della tua

Pomeriggi di gioco insieme agli amichetti, feste di compleanno di ogni genere e grado, pizzate della squadra di calcio, aperitivo del catechismo, riunioni per la ricerca, gita in cascina o pomeriggi al museo, gare sportive, vacanze con gli amichetti.

Se già durante gli anni della scuola materna hai potuto assaporare l’intensa vita sociale di tuo figlio, sappi che sei solo all’inizio e che ti toccheranno migliaia di accompagnamenti e di appuntamenti da segnare in agenda. Almeno fino a che non arriveranno a essere indipendenti perchè dotati di auto o di amici automuniti (e lì le cose si semplificheranno da una parte e si complicheranno dall’altra)

 

Cerca di perseguire un equilibrio zen riguardo alle chat di classe, ma sappi che le amicizie più belle (per te) possono proprio nascere nei primi anni delle elementari

Anche in questo caso avrai già fatto conoscenza con i gruppi di whatsapp delle mamme, e la situazione sarà sempre peggio. Una chat per ogni impegno del figlio, dalla scuola allo sport, mille messaggi, tante beghe. Datti delle regole, silenzia tutto ciò che puoi e tieniti il più possibile al di sopra di polemiche e discussioni.

Allo stesso tempo coltiva i rapporti con i genitori dei compagni di tuo figlio, sarà non solo utile (per quando si ammalano, ad esempio) ma bello. Delle tante persone incontrate in questi anni di scuola, quelle a cui sono più legata, quelle che sono davvero amiche sono alcune mamme di compagni delle elementari della mia prima figlia. Una bellissima amicizia più che decennale!

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