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Il bambino si rifiuta di mangiare: i consigli del pediatra

Il bambino si rifiuta di mangiare_consigli del pediatra

Spesso tra le ansie maggiori dei genitori che si apprestano ad avviare l’alimentazione complementare del proprio bambino, c’è proprio il rifiuto del cibo e la complessità con cui il proprio piccolo si approccia alla nuova dieta alimentare.

Capendo le difficoltà che vengono affrontate ogni giorno dai neogenitori, abbiamo posto al Pediatra Francesco Di Palma alcune delle domande più frequenti sull’argomento: “Il bambino si rifiuta di mangiare o mangia poco, cosa fare?”.

Ed ecco le sue risposte per capire meglio i propri figli e affrontare questo momento delicato in modo più sereno e tranquillo.

Il bambino si rifiuta di mangiare: i consigli del pediatra

1 Cosa fare se un bambino tende a mangiare sempre gli stessi alimenti? Quando è necessario rivolgersi a un esperto?

Molti bambini attraversano, verso i 15-18 mesi di vita, un periodo in cui tendono a rifiutare alimenti nuovi e ad accettare solo quelli già noti. Questo fenomeno, chiamato neofobia, interessa maggiormente gli alimenti non introdotti all’inizio dello svezzamento. L’esposizione precoce ad una vasta gamma di sapori viene suggerita come possibile soluzione per promuovere nei bambini il desiderio di mangiare cibi come frutta e verdura. Non è necessario rivolgersi ad un esperto ma piuttosto occorre abituare il piccolo, con grande pazienza, ad una dieta più varia sin dall’inizio del divezzamento.

2 Come abituare i bambini ad apprezzare i nuovi sapori?

Fin dall’inizio dello svezzamento è importante far assaggiare al bimbo un’ampia varietà di alimenti in modo da abituarlo a gusti e sapori differenti. Ricordiamo che la vista e l’olfatto sono sensi importanti quanto il gusto, quindi un consiglio per i genitori è quello di coinvolgere i figli durante la preparazione delle pietanze. Preparare piatti colorati e divertenti può aiutare il bambino che, divertito e spinto dalla curiosità, diventa più propenso ad assaggiare nuovi alimenti.

3 Come comportarsi se il bambino rifiuta i cibi solidi?

Durante la fase del divezzamento potrebbe capitare che il piccolo rifiuti cibi solidi, essendo fino a quel momento abituato ad una alimentazione di solo latte. Alcuni studi sembrano indicare che ripresentando al bambino 7-8 volte un certo alimento già rifiutato, aumentano considerevolmente le probabilità che il piccolo lo accetti in modo definitivo.

4 E’ possibile che un bambino rifiuti gli alimenti di un determinato colore? Come comportarsi?

Nella maggioranza dei casi il rifiuto è principalmente verso gli alimenti di colore verde. Anche in questo caso occorre ripresentare pazientemente al bambino l’alimento rifiutato, farlo familiarizzare con il colore che tanto detesta magari facendolo giocare con l’alimento, oppure provando ad inserirlo con altri ingredienti, in modo da modificare il suo colore originario.

5 Si parla spesso di autoregolazione nell’alimentazione. Ma come capire se quello che mangia il bambino è sufficiente?

I bambini hanno un’istintiva capacità di autoregolazione, cioè di regolare da sé la quantità di cibo che gli è necessaria nel singolo pasto e l’assunzione di energia totale durante il giorno. Questa funzione è regolata dal SNC (Sistema Nervoso Centrale) in grado di elaborare un’ampia serie di stimoli e di regolare l’appetito.

Se il bambino cresce regolarmente, sembra stare bene e se la dieta è sufficientemente varia, non è il caso di preoccuparsi.

6 Il bambino a scuola mangia e a casa no, cosa fare?

Non è un fenomeno raro. Si potrebbe provare a condividere e rendere divertenti anche i pasti casalinghi che possono rappresentare oltretutto un’importante occasione di educazione e di socializzazione.

7 Il bambino tende a mangiare sempre gli stessi alimenti, è giusto assecondarlo per evitare che non mangi del tutto?

Non è consigliato assumere atteggiamenti troppo decisi, d’altra parte spesso il bambino è consapevole di poter usare il cibo come arma, tanto da poter assumere un atteggiamento del tipo ‘mangio solo se…’: i genitori non dovrebbero avallare questo atteggiamento offrendo delle ricompense in cambio di un pasto completo.

I genitori potrebbero stimolare il piccolo dando l’esempio e mangiando loro stessi quello che propongono al bambino.  È consigliabile offrire al bimbo i cibi meno graditi all’inizio del pasto quando il piccolo è affamato, in modo da ridurre la possibilità di un suo rifiuto.

8 Quali errori evitare assolutamente con un bimbo che non mangia?

A tavola sono necessarie poche e semplici regole da trasmettere al bimbo sin da piccolo (perché non si gioca a tavola, perché non si mangia fuori pasto ecc.)

Sono da evitare il più possibile i “fuori pasto”.

Bisogna avere pazienza e mantenere il controllo della situazione, sapendo che qualche volta il bambino può non avere fame; in ogni caso è importante cercare di capire il motivo del suo rifiuto (per esempio è possibile che il bambino non stia bene o abbia sonno). Eventuali rifiuti vanno rispettati, sebbene sia consigliato riproporre dopo qualche giorno i cibi rifiutati.

È bene evitare atteggiamenti “forti” che portano a situazioni conflittuali tra mamma e bambino, facendo però attenzione a non sottostare ai suoi capricci.

La pappa è un momento piacevole e un’occasione per stare insieme ai genitori.

9 Pappa e quantità: come regolarsi?

Durante lo svezzamento le novità che il piccolo deve affrontare sono molte e riguardano tanto il sapore del cibo quanto la diversa modalità di alimentarsi (seduto e non tra le braccia della mamma, con un cucchiaino e non al seno, e infine, masticando ed ingoiando e non succhiando, come ha fatto fin’ora). Per questo è importante non avere fretta: l’obiettivo dei primi assaggi non è far mangiare tutta la pappa al bimbo, ma far scoprire pian piano nuovi sapori e consistenze.

Il bambino sa gestire la quantità di cibo che gli serve e sa regolarsi con gli alimenti solidi così come ha sempre fatto con le poppate, mangiando quello che gli è necessario per saziarsi.

È consigliato comunque chiedere conferma delle giuste quantità al Pediatra che sicuramente saprà indicare il percorso alimentare più idoneo al piccolo.

Siamo sicure che tra questi consigli del Pediatra avrete trovato degli ottimi spunti per comprendere e gestire al meglio i comportamenti dei vostri piccoli.

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Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con Humana

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