Molto diffuse durante i primi anni di vita, le malattie dell’apparato gastrointestinale hanno spesso evoluzione rapida e benigna. Il “mal di pancia” del bambino è un sintomo molto complesso per il quale bisogna consultare il pediatra, così da non confondere le coliche di tipo psicologico con una patologia che ha bisogno di un trattamento medico o chirurgico. Il bambino piccolo con il mal di pancia ha, di solito, una malattia ben precisa che provoca il dolore addominale ricorrente. Il bambino in età scolare invece soffre spesso di “mal di pancia” di origine psicosomatica, mentre le cause organiche sono più rare.

Cause
Le cause del dolore addominale ricorrente sono numerose, tra queste ricordiamo il reflusso gastroesofageo, la pancreatite acuta, il raro ma insidioso diverticolo di Meckel, l’occlusione intestinale, le malattie infiammatorie intestinali, l’appendicite, l’intolleranza al lattosio e le intolleranze alimentari, le infezioni delle vie urinarie.

Per i disturbi psicologici è molto importante prendere in esame il rapporto con i genitori, soprattutto se sono ossessivi nell’imporre al bambino il controllo della frequenza delle evacuazioni, oppure se pretendono l’uso del vasino troppo precocemente (prima dei 2 anni). Il sintomo principale, oltre al dolore, è l’alternanza di feci normali a stitichezza; non si registra poi nessuna perdita di peso, tipica delle malattie intestinali, inoltre il dolore non è correlato ai pasti e non coinvolge altri organi.

Rimedi
I farmaci sintomatici devono essere prescritti dal medico, tenendo presente che antispastici, sedativi e analgesici non danno grandi risultati. Mentre i consigli alimentari per il “mal di pancia” dipendono dalla causa che lo scatena.

In caso di diarrea è necessario, per almeno 12 ore, durante e dopo l’episodio di diarrea, somministrare al bambino molti liquidi (preparati in casa e arricchiti da sali minerali); se non ha fame, non è necessario farlo mangiare, se invece lo desidera, può consumare del riso molto cotto, condito con poco olio d’oliva extravergine.

In caso di stitichezza è bene far mangiare al bambino verdura cruda e cotta a ogni pasto che consente di equilibrare le funzioni intestinali evitando le bucce dei legumi che possono indurre coliche gassose. E’ inoltre importante svolgere un’attività fisica regolare, senza eccessivi sforzi o stress mentali.

In caso di intolleranze alimentari occorre evitare i cibi che scatenano il problema e sospenderli per un tempo adeguato. Il bambino deve seguire una dieta bilanciata: un alimento deve essere sospeso, solo quando si mette in relazione la sua introduzione con la comparsa dei sintomi. In particolare il latte vaccino, i latticini e i formaggi si devono escludere solo se è dimostrata un’effettiva intolleranza alle proteine del latte.

Se invece la causa è psicologica, è importante affrontare il problema con i genitori, i nonni e gli insegnanti, se invece le tensioni sono legate ai rapporti con i coetanei bisogna aiutare il bambino indirettamente.

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