Autori

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Orecchini all'uncinetto tutorial: i gufi

Occorrente

  • cotone sottile in quattro colori
  • uncinetto fine (io ho usato un n.1.25)
  • ago
  • 2 monachelle
  • 2 anellini
  • 4 perline

Come si fanno

orecchini ad uncinetto 1 giro: lavora un anello magico con dentro 8 maglie basse. Chiudi l'anello. 2 giro: lavora 16 maglie basse (due maglie in ogni maglia bassa sottostante). 3° giro: aumenta 1 maglia ogni 2 maglie 4° giro: aumentate 1 maglia ogni 3 maglie. orecchini ad uncinetto 5° giro: per fare l'orecchio destro del gufo,  lavora 4 catenelle. Torna indietro lavorando 3 maglie basse sulle catenelle che hai appena fatto. gufo all'uncinetto sempre 5° giro: lavora 5 maglie basse sulle maglie sottostanti. gufo all'uncinetto ancora 5° giro: per fare l'orecchio sinistro del gufo  lavora 4 catenelle. Torna indietro lavorando 3 maglie basse sulle catenelle che hai appena fatto. orecchini ad uncinetto chiusura 5° giro: a questo punto per terminare il giro, cambia colore e lavora a maglia bassa fino ad arrivare all'orecchio destro. Chiudi e taglia il filo. orecchini ad uncinetto

Occhi

Lavora due cerchietti bianchi con 16 maglie basse all'interno. orecchini all'uncinetto tutorial Posiziona i due occhi nel punto giusto, prendi due perline del colore che preferisci e fissa con ago e filo. orecchini ad uncinetto

Rifiniture

Con una gugliata di filo rosso (o del colore che vuoi), cuci tre punti lunghi sulla fronte del gufo, altri tre o quattro per il becco e sei per le zampette. Cerca di lavorare pulito sul dietro e nascondi bene i fili. Per un lavoro ancora più pulito puoi applicare sul retro un dischetto di stoffa in tinta. A questo punto prendi due anellini per orecchini, passali dentro ai punti che hai fatto sulla fronte del gufo e poi infilaci dentro la monachella. orecchini all'uncinetto tutorial Gli orecchini all'uncinetto a forma di gufo sono finiti. Facili vero?

Consigli e suggerimenti

Di questi gufetti all'uncinetto potrai farne quanti ne vuoi e nei colori che ti piacciono di più. Usa un filato e un uncinetto il più sottile che puoi, lavora le maglie in modo compatto per evitare inutili fori e scegli colori brillanti. gufo all'uncinetto Con questi gufi a crochet potrai creare degli orecchini come ti ho fatto vedere in questo tutorial oppure puoi usarli per farne dei graziosi ciondoli per collane o braccialetti.   gufo all'uncinetto E se tu li usassi come originali decorazioni per fermagli e mollettine per capelli delle tue bambine? Insomma fanne quello che vuoi: qualunque cosa tu decida, sarà un'idea regalo carinissima! Buon lavoro. [post_title] => Orecchini all'uncinetto Tutorial [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => orecchini-all-uncinetto-tutorial [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-29 12:50:19 [post_modified_gmt] => 2014-07-29 10:50:19 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101741 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 7 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 100185 [post_author] => 1980 [post_date] => 2014-07-29 09:00:35 [post_date_gmt] => 2014-07-29 07:00:35 [post_content] => parlare di sesso agli adolescenti Oltre l'imbarazzo, oltre le resistenze, diventiamo genitori capaci di superare i limiti e di guardare i nostri figli per quel che sono: parlare di sesso durante la preadolescenza è un comportamento necessario alla loro crescita. "I giovani non sono più quelli di una volta": questa frase la ripeteremo sempre, con l'unica differenza che i cambiamenti oggi sono sempre più rapidi perché seguono il progresso del mondo in cui viviamo. Questo significa che cambiano anche le relazioni, e che è necessario stare al passo coi tempi. O forse alcune tappe colgono impreparati anche noi? Quando inizia la pubertà, il tema del tema del sesso è imprescindibile: pensare di non discuterlo perché non siamo preparati o perché ci imbarazza è impensabile, dal momento che, se non lo facciamo noi, qualcuno lo farà per noi, e i nostri ragazzi ne verranno in contatto comunque, forse nel modo meno corretto.

Un tabù da superare

Dal punto di vista ormonale, tra i 9 e i 13 anni cominciano a diventare "in grado di riprodursi", ma a guardarli questo pensiero ci spaventa e ci pare inammissibile. Questo è il primo grosso tabù da superare. E' vero, non sono ancora maturi, ma sono ormai in grado di compiere il viaggio verso la loro femminilità e mascolinità, e hanno bisogno del nostro aiuto esattamente come quando hanno iniziato a muovere i primi passi. A volte sembra non sia così: anche i ragazzi si imbarazzano quando prendiamo certi discorsi, fingono di contraddirci su tutto e di non voler ascoltare la nostra opinione, ma la nostra serenità nel toccare certi argomenti e nel fornire informazioni istruttive sarà determinante per modellare la loro opinione, nonché il loro comportamento.

Atteggiamenti di ribellione e bisogno di supporto

Gli adolescenti, con tutti i loro atteggiamenti di ribellione, hanno bisogno di contenimento e supporto: le novità arrivano veloci per loro, e li eccitano così come li spaventano. I genitori continuano ad essere un punto di riferimento per ogni processo decisionale. Oggi più che mai è importante che loro sappiano quali sno comportamenti a rischio per la loro salute, per la contrazione di malattie a trasmissione sessuale, ma anche per la loro sicurezza. E' importante parlare dei rapporti sessuali allo stesso modo con cui si parlerebbe dell'uso di sostanze o di qualsiasi altro comportamento a rischio. I genitori fanno da "cassa di risonanza" per i ragazzi quando le relazioni tra pari diventano più complesse e sessualmente orientate. Non dimentichiamo che l'istruzione è potere, in ogni campo: essere informati, oltre che avere esperienza, è un fattore di protezione molto forte. Ma i media non veicolano messaggi emotivi, quelli che possono invece essere trasmessi in una relazione come quella con un genitore o un adulto significativo. Trattare il sesso come un fatto scientifico non è buono nemmeno rispetto allo stile che adottiamo nelle nostre discussioni: la parte fondamentale è quella che riguarda ciascuno di noi come Persona, e loro hanno bisogno di capire certi "funzionamenti" tanto quanto le emozioni coinvolte in una relazione che si apre al desiderio sessuale.

Parlare di sesso agli adolescenti: gli argomenti da affrontare:

  • Si fa sesso perché è una cosa piacevole da fare, ma il sesso non è un gioco un'attività ricreativa
Il sesso appartiene alla sfera più intima di noi stessi, della nostra identità, ed è per questo motivo che va onorata e rispettata.
  • Il sesso non è obbligatorio, né un modo per essere accettato dal gruppo:
molti ragazzi oggi lo intendono in questo modo, svendendo così questa tappa in nome del rito di passaggio che essa rappresenta.
  • Il sesso non si fa per paura di essere rifiutati, o per vincere le proprie insicurezze
Essere spinti a farlo per pressione psicologica equivale ad una coercizione e ad una violenza.
  • Il sesso può sembrare una cosa semplice da fare, ma in realtà è una cosa molto complicata
Lo sarà per tutta la vita, anche adulta, dal momento che non p un atto solo fisico. Questa sintesi rappresenta solo alcuni degli argomenti che possono essere trattati insieme a questioni "tecniche" sulla sessualità. Certamente non è esaustiva, ma rappresenta un inizio. Per quanto difficile da affrontare, non esitate a discuterne con i vostri figli, pensando che al di là del loro "esser duri" hanno molto bisogno di voi. [post_title] => Parlare di sesso agli adolescenti [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => parlare-di-sesso-agli-adolescenti [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-25 00:22:55 [post_modified_gmt] => 2014-07-24 22:22:55 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=100185 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 101480 [post_author] => 3183 [post_date] => 2014-07-28 12:00:46 [post_date_gmt] => 2014-07-28 10:00:46 [post_content] => vaccino trivalente
Fra i 12 e i 14 mesi di età è previsto il vaccino trivalente contro morbillo, rosolia e parotite

Il morbillo

Il morbillo, fino a pochi decenni fa, era molto frequente, quasi tutti gli ultraquarantenni l’hanno superato in età infantile. Di solito guarisce, ma, in una percentuale di casi tutt’altro che trascurabile, si complica con otiti, polmoniti, una grave forma di encefalite acuta e la gravissima panencefalite sclerosante subacuta. Il vaccino contenuto nel trivalente morbillo-rosolia-parotite è efficace e sicuro e può essere somministrato anche ai bambini allergici. Per precauzione, in bambini che hanno avuto una reazione grave (anafilassi) all’ingestione di uovo, si pratica in ambiente protetto.

La parotite

Sono possibili complicanze anche per la parotite. Fra queste, pancreatite, orchite e meningite asettica.

La rosolia

La rosolia, invece, è una malattia benigna, ma, se contratta in gravidanza, provoca gravi danni al feto. Nel passato si è cercato di prevenire la rosolia congenita e la feto-patia rubeolica ( le malformazioni), vaccinando le bambine in età prepubere (10-11 anni), ma questa strategia non ha dato i risultati sperati. La vaccinazione di tutti i bambini è il solo modo per prevenire i gravi esiti della rosolia, contratta in gravidanza, sul neonato, fra questi la cecità.
Articolo a cura della Dott.ssa Marinella Lavelli Milanese, laurea in medicina nel 1977 con una tesi di argomento immunologico (deficit immunitari). Specializzazione in Pediatria, tirocinio in cardiologia pediatrica, stage all’estero in patologia neonatale. Dal 1984 alla fine del 2011 pediatra di famiglia. Master in immunopatologia dell’età evolutiva presso l’Università di Pavia e da 3 anni medico frequentatore presso la Clinica Pediatrica, ambulatorio di allergologia e pneumologia. Da marzo 2014 collabora con il Centro Sant’Agostino. 
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Il vaccino esavalente comprende antipolio con vaccino ucciso, anti difterite, tetano, pertosse, anti epatite B e anti hemophilus

Poliomelite

La poliomielite è causata da un enterovirus, che si trasmette per via feco-orale, ad esempio per inquinamento dell’acqua. Può essere una malattia di lieve entità oppure interessare il sistema nervoso provocando paralisi e, in qualche caso, la morte per paralisi dei muscoli respiratori. Un tempo era frequente anche nei paesi industrializzati, oggi è ancora presente in Afghanistan, India, Pakistan, Bangladesh e nell’Africa equatoriale (Nigeria, Camerun, Etiopia, Somalia). Nel 2010 c’è stata un’epidemia in Tagikistan e recentemente sono stati registrati alcuni casi in Siria. La battaglia contro la poliomielite ha un suo eroe, il virologo Albert Sabin, che ha messo a punto un vaccino vivo attenuato somministrabile per bocca. Il vaccino, disponibile dal 1959, è stato reso obbligatorio, in Italia, solo nel 1966. Fra il ’59 e il ‘66 vi sono stati più di 10.000 casi, con 1.000 morti e 8.000 paralisi irreversibili. Vale la pena di ricordare che Sabin non ha voluto brevettare il vaccino, rinunciando al suo guadagno, per contenerne il costo. Ora, in Europa, continente in cui da anni non si registrano casi di poliomielite, si utilizza un vaccino a virus inattivo, contenuto nell’esavalente, più sicuro del vaccino Sabin, anche se un po’ meno efficace nel creare immunità di branco e come durata nel tempo della protezione. Se dovesse verificarsi una ripresa della malattia, è possibile che si torni a raccomandare il vaccino orale.

Tetano

Il Tetano è causato da un germe che si trova nel terreno e che produce una tossina. E’ la tossina che provoca la malattia, che ancora oggi ha una mortalità superiore al 30%. Il vaccino è un’anatossina, cioè una tossina modificata, che non provoca sintomi, ma induce la produzione di anticorpi. Il tetano è ancora presente in Italia, anche perché, per il tipo di trasmissione, non c’è immunità di branco e, per essere sicuramente protettivo, il vaccino antitetanico ha bisogno di richiami ogni dieci anni.

Difterite

Anche la difterite è provocata da un batterio che produce una tossina. In Italia, dove più del 90% dei bambini, da decenni, è vaccinato, i casi notificati si sono progressivamente ridotti: dal 1985 sono stati registrati solo casi sporadici e dal 1996 non ci sono più state notifiche. Non così in Russia, dove, fra il ’90 e il ’95, si sono verificati 115.000 casi di difterite con 3.000 morti. Il momento di confusione dovuto alla caduta dell’Unione Sovietica aveva provocato una ridotta offerta delle vaccinazioni.

Pertosse

La pertosse, nel bambino grandicello e nell’adulto, è una malattia molto lunga e fastidiosa, ma non grave. Nel lattante, invece, può causare importanti difficoltà respiratorie e persino la morte. La vaccinazione di massa, favorita anche dal nuovo vaccino acellulare, molto più sicuro del vecchio vaccino, ha permesso di ridurre drasticamente l’incidenza di questa malattia, frequente in Italia fino a pochi decenni fa. Da qualche anno si registra qualche caso fra gli adolescenti e i giovani adulti, che spesso non sono stati sottoposti al richiamo della vaccinazione. Per questo motivo si raccomanda, in occasione dei richiami anti difterite e tetano, di utilizzare il vaccino trivalente con l’antipertosse: una ripresa della diffusione della pertosse metterebbe a rischio i lattanti non ancora completamente vaccinati, proprio coloro che hanno le forme più gravi.

Epatite B

Il virus B dell’epatite ( HBV) è una delle maggiori cause di epatite acuta e cronica, cirrosi e carcinoma epatocellulare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima attorno ad un milione per anno i morti per malattie correlate all’HBV, e approssimativamente in 2 miliardi i soggetti che sono stati infettati, di cui 350 milioni portatori cronici del virus.  La vaccinazione estensiva, introdotta in Italia negli anni ’90 e oggi contenuta nell’esavalente, ha portato ad un crollo dell’incidenza della malattia: dal 2003 meno di 0,1 casi/100.000 abitanti, nella fascia di età fra 0 e 14 anni.

Hemophilus b

Alcuni batteri possono provocare malattie invasive, soprattutto nei bambini piccoli e negli anziani, oppure in soggetti predisposti. E’ il caso dell’Hemophilus b, causa di epiglottite e anche meningite. Il vaccino anti Hib è contenuto nell’esavalente.
Articolo a cura della Dott.ssa Marinella Lavelli  Milanese, laurea in medicina nel 1977 con una tesi di argomento immunologico (deficit immunitari). Specializzazione in Pediatria, tirocinio in cardiologia pediatrica, stage all’estero in patologia neonatale. Dal 1984 alla fine del 2011 pediatra di famiglia. Master in immunopatologia dell’età evolutiva presso l’Università di Pavia e da 3 anni medico frequentatore presso la Clinica Pediatrica, ambulatorio di allergologia e pneumologia. Da marzo 2014 collabora con il Centro Sant’Agostino. 
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Il vaccino esavalente

Il vaccino trivalente

Il vaccino anti pneumococco e meningococco

Il vaccino trivalente (MPR)

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I fattori scatenanti

“Accade più spesso di quanto si sia  disposti ad ammettere” dichiara Michele “Secondo i neurofisiologi e gli esperti della memoria sono diversi i fattori scatenanti questo tipo di incidente: stanchezza, mancanza di sonno, piccole variazioni nella routine quotidiana. Magari siamo convinti che a noi non possa accadere, che l’amore per nostro figlio sia  più forte della stanchezza. E invece, inconsapevolmente, inseriamo il pilota automatico e percorriamo i tragitti abituali in una sorta di trance. Capita, e il più delle volte è senza conseguenze, ma capita sempre più spesso. Le statistiche sono lì a dimostrarlo” Michele è Michele Servalli, co-fondatore – assieme a Carlo Donati – di Remmy.it, un’azienda che produce e commercializza un dispositivo inventato dai due brillanti papà, nato per la sicurezza dei bambini durante gli spostamenti in auto.

Un progetto a sostegno della sicurezza dei bambini in auto

Chi segue Blogmamma probabilmente lo conosce già: Michele e Carlo hanno candidato il loro progetto “Amici di BOB” (dove BOB è acronimo di Baby On Board) a sostegno della sicurezza dei bambini in auto al FattoreMamma Award 2014 e presentato Remmy in occasione del Social Family Day entrando nella rosa dei tre finalisti. Di loro ho apprezzato la pacatezza e l’esaustività con cui hanno presentato il dispositivo e il valore etico e sociale del progetto. Remmy è un reminder semplice da installare e da utilizzare, eppure parlarne è difficile perché  sottende un tema che nessun genitore affronta serenamente: la possibilità di un black out che cancelli dalla mente anche chi ci è più caro al mondo.

Dimenticare i bambini in auto: un fenomeno in crescita costante

“Michele, è davvero necessario un dispositivo di questo tipo?” “Ti do qualche statistica” risponde “Negli ultimi sedici anni nel mondo sono morti circa 620 bambini per ipertermia. E’ un fenomeno in crescita costante e ha come vittime soprattutto bambini sotto i due anni. Con l’introduzione dell’airbag anche per il posto del passeggero, infatti, i seggiolini non vengono più posizionati davanti ma nel sedile posteriore, sfuggendo alla vista del guidatore. Le statistiche hanno anche dimostrato che questi black out possono colpire chiunque indipendentemente dal livello di attenzione, di istruzione e dalla capacità di concentrazione. I neurologi confermano questo dato”. “Ritieni che queste cifre siano sottostimate?” “Certamente non tengono conto delle tante volte in cui la dimenticanza non finisce in tragedia. Ho raccolto molte testimonianze di questo tipo e io stesso sollecito affinché coloro a cui è successo ne parlino anche nel web al fine di sensibilizzare i genitori sulla trasversalità di questi black out. Di recente un’amica mi ha confidato che anni fa, tornando a casa la sera dopo il lavoro, ha inconsapevolmente lasciato il bimbo addormentato nell’auto, fortunatamente parcheggiata dentro il garage. Se ne è accorta solo trenta minuti dopo, quando non ha trovato il bambino nel box dove era convinta di averlo posato. Quando ha realizzato di averlo dimenticato in auto si è precipitata in garage nel panico. Il bimbo dormiva ancora e non si era accorto di nulla, la mamma invece non ha mai superato lo choc e ancora oggi, quando ci ripensa, scoppia a piangere”. “Posso immaginare...” “E’ stata fortunata! Considera che la temperatura corporea di un bambino sale da 3 a 5 volte più velocemente rispetto a quella di un adulto per via di una minore quantità di acqua nelle riserve corporee, e quando fa caldo la temperatura all’interno di un’auto può salire da 10° a 15°C ogni 15 minuti. Bastano soli 20 minuti perché si verifichi l’ipertermia

Perché se ne parla poco

“Può accadere a chiunque, eppure se ne parla poco. Perché? “Coloro a cui è successo di dimenticare un bimbo in auto, anche se solo per qualche secondo, hanno remore a raccontarlo perché temono lo stigma di genitori poco amorevoli, poco attenti. Però tutti, davanti all’ennesima tragedia, invocano l’obbligatorietà di un dispositivo che segnali la presenza del bambino in auto. A cominciare da queste 42mila persone che hanno fermato la petizione per rendere obbligatori questo tipo di dispositivi. Non solo: la Regione Lazio, nella persona di David Sassuoli, lo scorso novembre ha proposto a Bruxelles il via libera all'omologazione dei sistemi d'allarme in grado di segnalare la presenza di un bambino sul seggiolino posteriore al momento della chiusura dell'auto. Lo scorso aprile alcuni Senatori  hanno presentato un disegno di legge mirato a modificare gli articoli 72 e 172 del codice della strada in materia di dispositivi per la sicurezza e la rilevazione delle persone  nei veicoli. Insomma: la presenza di un dispositivo di sicurezza è sentita unanimamente come una necessità. Remmy risponde a questa esigenza”

Come funziona Remmy, dispositivo nato per la sicurezza dei bambini in auto

remmy dispositivo di sicurezza “Parlami di Remmy allora. Come funziona?” E’ semplicissimo da usare: si inserisce una estremità nella presa accendisigari dell’auto e l’altra sotto la fodera del seggiolino. Tutto qui. Non è necessaria alcuna manutenzione; una volta attivato il dispositivo, non dobbiamo fare assolutamente nulla; semplicemente verremo avvisati ogni volta che arriveremo a destinazione, immediatamente nel momento in cui spegneremo il motore, naturalmente solo se il bimbo è in auto. Remmy ha anche la funzione Alert che avvisa anche qualora il bimbo dovesse spostarsi dal suo seggiolino mentre siamo in marcia” “Avete avuto altri riconoscimenti oltre quelli ricevuti nel FattoreMamma Award?” “Certamente:  Remmy è stato testato e provato da sicurauto.it e da Quattroruote. Quest’ultimo magazine due settimne fa ha pubblicato un video  realizzato provando il prodotto.  Infine, Remmy è stato promosso a pieni voti da Altroconsumo. “Immagino tu sia molto soddisfatto” “Lo sono. Più come papà che come imprenditore. Perché grazie a Remmy finalmente ogni genitore oggi ha la possibilità di scegliere: rimanere nella presunzione che a lui non potrebbe mai accadere, oppure accettare di non essere infallibile e affidarsi a un valido alleato che possa aiutarlo nel malaugurato caso in cui...” [post_title] => Anche tu puoi dimenticare tuo figlio in auto [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => anche-tu-puoi-dimenticare-tuo-figlio-in-auto [to_ping] => [pinged] => http://www.mammacheblog.com/socialfamilyday/fattoremamma-award/ [post_modified] => 2014-07-24 17:26:33 [post_modified_gmt] => 2014-07-24 15:26:33 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101681 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 2 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 101589 [post_author] => 3182 [post_date] => 2014-07-24 09:00:13 [post_date_gmt] => 2014-07-24 07:00:13 [post_content] => Prendisole immagine iniziale Estate, stagione di allegria e vivacità, specialmente per i bambini! Proprio per questo ho deciso di realizzare un colorato e divertente prendisole per bambine giocose e dinamiche, adatto da indossare sia al mare ma anche in piscina o semplicemente in giardino… Non solo vivranno l’estate ma potranno anche indossarla! Ho pensato a qualcosa di molto colorato e che facesse anche venire voglia di... volare. Così ho trovato un motivo con simpatiche mongolfiere e uno stile unico. Ma vediamo come realizzare questo vestitino.

Come realizzare il prendisole per bambina

Materiale di lavorazione

Cosa occorre:

  • Macchina per cucire
  • Stoffa
  • Nastro
  • Filo per cucire
  • Carta per cartamodelli
  • Forbici
  • Spilli\

Procedimento:

Realizzare le sagome per il davanti e il dietro dell'abito
  • Disegniamo sulla stoffa per cartamodelli metà sagoma del nostro abito (possiamo aiutarci prendendo un altro vestitino piegandolo a metà per la sua lunghezza)
  • Pieghiamo la stoffa colorata dritto contro dritto e fissiamo con gli spilli il modello
  • Tagliamo il tessuto lasciando un cm di margine per le cuciture.
Ora il nostro progetto inizia a prendere forma: abbiamo ottenuto due sagome che sono il davanti e il dietro dell’abito: Sagoma tessuto
Realizzare gli orli
  • Ripieghiamo la stoffa lungo il giromanica (spesso mi aiuto utilizzando il ferro da stiro per ottenere un risultato più preciso) e fermiamo con gli spilli
  • Iniziamo a cucire gli orli ottenuti
  • Pieghiamo verso il basso anche la stoffa lungo il collo e cuciamo con la nostra macchina da cucire facendo sempre attenzione a togliere gli spilli prima che passi l’ago.
Lavorazione tessuto
  • Ripetiamo tutti questi passaggi per entrambi i pezzi di stoffa
  • Uniamo il davanti e il dietro cucendo su tutta la lunghezza.
  • Ripieghiamo il tessuto alla base dell’abito e fissiamo un piccolo e stretto orlo (stando attenti ad andare dritti con la cucitura dato che questo rifinirà il nostro capolavoro)!
Adesso arriva la fase più divertente e soddisfacente perché il nostro vestitino inizia a concretizzarsi! Cucitura tessuti
Inserire il nastro
  • Per finire, facciamo passare il nastro dalle fessure create lungo il collo e fermiamolo con un bel fiocco
  • Possiamo personalizzare il nostro lavoro mettendo un nastro colorato più o meno spesso a seconda dei gusti…
Inserimento fiocco Ora la nostra creazione è pronta, le bambine ne saranno entusiaste… Con pochi e semplici passaggi abbiamo realizzato un capo originale  da personalizzare a seconda delle nostre preferenze. Dando libero sfogo alla fantasia e alla creatività regaleremo un sorriso alle nostre piccoline! Prendisole immagine finale Visitate il mio negozio su MissHobby! [post_title] => Come fare un prendisole per bambina [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-fare-un-prendisole-per-bambina [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-22 17:10:25 [post_modified_gmt] => 2014-07-22 15:10:25 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101589 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 101642 [post_author] => 3179 [post_date] => 2014-07-23 13:30:38 [post_date_gmt] => 2014-07-23 11:30:38 [post_content] => Cucinare con i bambini

Cose che possono succedere quando si cucina insieme a due bambine:

  1.  la farina vivrà di vita propria: convinti di averla versata nelle ciotole per mischiarla insieme agli altri ingredienti, dopo qualche minuto ve la ritroverete: addosso, in testa, per terra, sopra l’armadio.
  2. gli zuccherini si infileranno sotto ogni mobile e in ogni interstizio della vostra casa. Nel 2056 i nuovi affittuari troveranno ancora stelline e pallini di zucchero che fanno ‘croc’ sotto ai piedi.
  3. Con grande sicurezza fingerete di saper fare i cake pops di biscotti, perché insomma cosa ci vuole a fare un po’ di pastafrolla? Fiduciose, la lasciate fare alle bimbe sotto attenta supervisione e il risultato sarà… oh, yeah! Yummy! Fantastico! Aehm, no: appena commestibile. #liberidisporcarsi #liberidisporcarsi
  4. Nel documentare il pomeriggio poserete la macchina fotografica su un tocco di burro e zucchero schizzato fuori dalle ciotole. Rimarrà unta per giorni. (E qualcuno mi dica come si lava via il burro dalle mani senza spalmarlo sugli asciugamani).
  5. Durante la preparazione ascolterete ‘Let it Go’, la canzone di Frozen, cantata a squarciagola a ripetizione. Inizierete a cantarla anche voi.
  6. Grembiule, tortine e canzoni Disney: inizierete a chiedervi dove sono gli usignoli che vi si appoggiano sulle spalle e i coniglietti parlanti. #liberidisporcarsi Cucinare con bambini-3 cucinare con bambini 4
  7. Una volta sfornate, realizzerete che le tortine non si possono decorare calde ma devono freddarsi: panico! La mamma dell’amichetta arriverà prima che l’operazione sia compiuta e le bambine sono già sull’orlo di una crisi di nervi. Cosa fare? Semplice: tortine in freezer (e poi butterete il freezer, ma è per una buona causa) e bambine con pennarelli in mano a disegnare.. indovinate? Frozen.
  8. Cercherete ispirazione sulle decorazioni per biscottini su Pinterest e, tutte entusiaste, deciderete di fare una semplice ma delizioso disegno a pallini. Mmm, come dire? L’avete replicato alla perfezione...
  9. Una delle due riuscirà a fare le decorazioni (un po’) meglio, scatenando la disperazione dell’altra, che non se ne farà una ragione. #liberidisporcarsi #liberidisporcarsi
  10. (incredibilmente) soddisfatte del risultato, le bambine assaggeranno il cookie pop per poi decretare “è bello ma fa schifo”.
  11. Oltraggiata dall’atteggiamento delle bimbe, le sfiderete dando un morso al cookie pop. Sorriso soddisfatto. Sorriso. Faccia seria. Espressione rassegnata: ‘no, avete ragione ragazze: fa proprio schifo’.
  12. Vi ritroverete con orridi cookie pops, una cucina/soggiorno che fa schifo, farina e zuccherini ovunque ma due bimbe perfettamente contente di un pomeriggio passato a pasticciare: missione compiuta! #liberidisporcarsi
Alla fine grazie a Chanteclair che, con i suoi detergenti della linea Bebè, ci ha permesso di sporcarci senza paura e ci ha aiutato (non fisicamente, ma magari la prossima volta ci facciamo pure mandare qualcuno… hehe) a ripulire tutto. Abbiamo usato lo spray Bebé Superfici Sicure, igienizzante e senza allergeni, pensato specialmente per le superfici con le quali sono a contatto bambini e neonati. Vi invito a scoprire anche gli altri detergenti per la pulizia del bucato che eliminano ogni macchia profumando a lungo i capi! Questo post è in collaborazione con Chanteclair BéBé Machedavvero   [post_title] => Cucinare con i bambini: cosa può succedere se sono #liberidisporcarsi [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => cucinare-bambini-puo-succedere-se-liberidisporcarsi [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-28 09:16:01 [post_modified_gmt] => 2014-07-28 07:16:01 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101642 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 101566 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-07-22 12:52:49 [post_date_gmt] => 2014-07-22 10:52:49 [post_content] => copertina ad uncinetto, Da quando fare l'uncinetto è tornato di moda (se mai fosse passato) sempre più mamme, zie o nonne si divertono a fare il corredino a crochet. Uno dei lavori più semplici da fare è la copertina ad uncinetto.  Infatti, che sia per la carrozzina o per la culla si tratta  di lavorare un semplice rettangolo o anche un quadrato, le cui misure possono variare a seconda delle esigenze (consiglio una copertina di 90x90cm  se si vuole farla quadrata, 60x80cm o 90x120 se si vuole farla rettangolare). Con le copertine ad uncinetto ci si può davvero sbizzarrire nella scelta dei colori, del filato da utilizzare, dei punti e del motivo da realizzare. Per fare una copertina ad uncinetto davvero carina non è comunque necessario saper lavorare molti punti. Spesso come nell'esempio di oggi, basta solo giocare con i colori e con le maglie di base per ottenere un bel motivo traforato.

Spiegazioni e schema copertina ad uncinetto

Oggi ti propongo una copertina per neonati e bambini con un motivo in tre colori davvero semplice da fare (per aiutarti ne ho disegnato lo schema). Puoi utilizzare sia il cotone, adatto per la bella stagione, che la lana, adatta per il periodo invernale. schema copertina ad uncinetto Occorrente
  • cotone o lana di tre colori
  • uncinetto di un numero adatto per il filato (io ho usato un 3,5)
Punti da lavorare
  • catenella
  • maglia bassa
  • maglia alta
schema uncinetto copertina

Schema copertina ad uncinetto

Il motivo della copertina si crea praticamente ripetendo sempre due tipi di giri:
  • A- un giro di sole maglie alte, lavorate puntando l'uncinetto sotto l'archetto di due catenelle del giro precedente;
  • B- un giro di maglie alte, lavorate puntando  l'uncinetto ogni tre maglie alte del giro precedente e separate da due catenelle.
Importante! Il giro A deve essere lavorato alternando i colori. Il giro B invece deve essere fatto sempre dello stesso colore (io ho usato il bianco).

Schema bordo uncinetto per copertina

Una volta terminato il rettangolo, per avere un lavoro più pulito ed ordinato, lavora un giro a maglia bassa tutto intorno alla copertina. Questo ti servirà come base per iniziare la bordura della copertina. schema bordo uncinetto 1 giro bordo: lavora 1 maglia alta, puntando nella maglia successiva  a quella sottostante; lavora 1 maglia alta nella maglia sottostante che hai saltato passando davanti alla maglia alta appena eseguita. schema uncinetto bordo copertina 2 giro bordo: lavora una maglia bassa e tre catenelle, una maglia bassa e tre catenelle e così via per tutto il giro. copertina ad uncinetto, Questa è la copertina che otterrai. Scegli i colori e i filati che più ti piacciono e mettiti al lavoro. Potrai utilizzarla per la carrozzina, per la culla o il lettino del tuo bambino o trasformarla in una preziosa idea regalo. Buon lavoro! [post_title] => Schema copertina ad uncinetto [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => schema-copertina-ad-uncinetto [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-22 12:59:36 [post_modified_gmt] => 2014-07-22 10:59:36 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101566 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 4 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [9] => WP_Post Object ( [ID] => 101381 [post_author] => 1980 [post_date] => 2014-07-22 09:00:39 [post_date_gmt] => 2014-07-22 07:00:39 [post_content] => psicologia della vacanza
Per stare bene non occorre andare lontano ma dare senso al viaggio.
Un piccolo excursus sulla mia esperienza personale. Tra pochi giorni per me inizieranno le ferie stagionali. Mi trasferisco nella casa al mare, dove la dimensione della vita è molto diversa da quella di una grande città. Andare al mare per me è sicuramente relax, ma anche lavoro: in primo luogo perché non vado in hotel, continuo quindi ad avere una casa da gestire con le sue incombenze; in secondo luogo perché in estate, nel luogo di sospensione dei ritmi più serrati, sorgono per me molte riflessioni che diventeranno progetti dall’autunno in poi.

Il segreto per vacanze felici

Quando sono al mare, la spiaggia diventa per me un luogo privilegiato di osservazione. Vedo famiglie serene e famiglie che non sembrano esattamente felici. Cerco sempre di capire qual è la formula per essere soddisfatti in vacanza (così magari posso replicarla!) ma - al di là della battuta di spirito - non credo sia così semplice. Credo sia una questione di tempi e di cicli di vita. Ci sono molti modi in cui le personalità dei vari membri di una famiglia si tessono insieme come in una maglia. Trasferirsi in un luogo di villeggiatura rappresenta un grande cambiamento che non ha solo aspetti divertenti, ma in alcuni casi anche stressanti.
  • L’estate è per ciascuno di noi un momento di bilanci. È un po’ come il capodanno.
Ciascuno di noi fa una pausa, anche minima, inevitabilmente tira le somme riguardo agli obiettivi raggiunti, alle energie investite, alla soddisfazione ottenuta.
  • Passare da uno stile di vita ad un altro (la vacanza) richiede anche degli adattamenti fisiologici che ci mostrano come il corpo ha i suoi tempi.
Ma c’è qualcosa di speciale nell’uscire dai soliti schemi casalinghi e portare noi stessi e i nostri figli in un contesto che richiede nuove abitudini.

Viaggiare con i bambini: perchè è importante

Perché, ad esempio, è importante viaggiare coi bambini? Perché è qualcosa che fa parte del processo educativo:  condividiamo più tempo, cose nuove, e possiamo dedicarci a loro e ai loro momenti di crescita. Imparano loro, ma anche noi: non dimentichiamo che, pur essendo persone adulte, come genitori cresciamo con loro! Viaggiare coi propri figli può rappresentare un grande divertimento: ci portano a fare cose che solitamente non facciamo e, se ci impegniamo a non dare nulla per scontato, anche tornare ogni anno nello stesso posto ci permette di sperimentare parti di noi stessi che in città non emergono. Di solito i figli ci aiutano a recuperare l' aspetto ludico, se solo ci lasciamo coinvolgere. Meno sono disposta ad uscire dalla “solita me”, meno sarà rigenerante il tempo delle vacanze. E’ anche vero che spesso la vacanza rappresenta un momento in cui gli spazi si restringono (o perché tutti in una camera di albergo, o in una casa più piccola), e anche gli spazi personali possono diventare esigui. Se potete, cercate piccoli momenti tutti per voi: con l’aiuto di qualche familiare o amico che tenga i bambini, alternandovi col coniuge se anche lui in ferie, insomma, coccolatevi. E’ vero che l’organizzazione in vacanza può essere faticosa (e anche il cambiamento lo è) ma è proprio nel cambiamento che si nasconde il segreto della rinascita. Torno rigenerata quando riesco a sperimentare la diversità. Andare a trascorrere del tempo in un luogo lontano da casa mi richiede un po’ di impegno, ma a volte penso che i nostri antenati erano nomadi, e questo deve avere ancora un significato per il nostro modo di essere. Viaggiare è qualcosa che riguarda il corpo ma anche lo spirito. E le vacanze possono diventare un viaggio, se lo vogliamo, anche per l’anima. [post_title] => Psicologia della vacanza [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => psicologia-vacanza [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-19 00:39:03 [post_modified_gmt] => 2014-07-18 22:39:03 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101381 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [10] => WP_Post Object ( [ID] => 101506 [post_author] => 1980 [post_date] => 2014-07-21 10:07:23 [post_date_gmt] => 2014-07-21 08:07:23 [post_content] => Bambina triste guarda la tv Alcuni temi come la morte, il sesso e la guerra fanno parte della categoria "domande difficili". Ecco come genitori, insegnanti, adulti, possono affrontare la sfida di parlare e ascoltare i bambini. Spesso in famiglia si ha l’abitudine di guardare il TG davanti ai bambini. Succede che vengano trasmesse immagini vere ma crude, di morte o di guerra, e i bambini sono lì: una, due, tre volte. Restano colpiti, sempre, e qualche volta fanno domande. Quello che non immaginiamo è che alcune immagini televisive possono essere molto traumatizzanti. Personalmente non mi trovo molto d’accordo con la scelta di guardare le notizie davanti ai bambini (anche quando non si tratta di guerra) ma se accade è giusto essere preparati a proteggere i nostri figli da tutti gli aspetti della violenza. Ecco perché è meglio prepararsi sulle risposte. Partiamo dal presupposto che la domanda è di per sé una buona cosa: permette al bambino di relazionarsi all’adulto e lo aiuta a “digerire” quei concetti per lui complessi che altrimenti resterebbero solo incompresi.

I bambini capiscono

Il primo errore da evitare è quello di pensare che se stanno giocando non lontano dalla TV non stanno ascoltando: loro sono lì, guardano, ascoltano e si fanno un’idea sulle cose. Di solito il modo migliore di rispondere ad una domanda difficile è trovare un’analogia con un'esperienza di vita del bambino. Prima degli 8 anni la maggior parte dei piccoli fatica a capire l’idea della morte, è per loro un concetto troppo astratto e difficile. Così è per la violenza per ragione politiche o religiose. E’ bene quindi usare sempre parole molto semplici, adatte alla loro esperienza. Quello che arriva ai più piccoli è certamente l’idea del dolore e della perdita. Possiamo spiegare che il “litigio” tra alcune persone può causare molta sofferenza, raccontando che la guerra può separare le famiglie, far perdere loro la casa o le cose di loro proprietà.

Mai mentire

Se ciò è vero sempre, ancora di più lo è quando ci fanno una domanda. I bambini sanno quando noi stiamo dicendo una cosa non vera, ma lo accettano per fiducia nei nostri confronti. Mai dire “non è niente, continua a giocare”. Questo comportamento porta semplicemente il bambino a seppellire una domanda senza risposta , creandosi idee o fantasie sbagliate o spingendolo a parlarne con i coetanei. La nostra risposta è sempre la migliore, per questo è importante che il bambino si fidi del fatto di poter chiedere ai suoi genitori.

Parlare o aspettare la domanda?

Vale ciò che si dice per tutti gli argomenti più "difficili", di solito è meglio aspettare che siano loro a chiedere, ma dipende dall’età e dal carattere del bambino. Di certo è importante che nel nostro discorso ci siano molte “pause”. Ciò di cui i nostri figli hanno bisogno è di tempo per assimilare. Aspettiamo che le nostre parole facciano sorgere delle domande. Se lui è troppo distratto o silenzioso, chiediamogli -senza insistenza- che ne pensa, in modo che il pensiero prenda forma e le emozioni emergano.

Se sono più grandi?

Il discorso non è molto diverso, ma va certamente adeguato all’età. Le immagini violente (se reali sono più vivide) possono suscitare timori profondi. Non lasciamoli soli davanti alle immagini e guardiamo il TG con loro. Rassicuriamoli: anche se sembrano “grandi”, hanno bisogno di sapere che sono al sicuro.

"Mamma, perché esiste la guerra?"

A volte i bambini ci spiazzano dicendo che non ha senso che a loro chiediamo di non litigare e poi gli adulti fanno la guerra. Non credo ci sia altra risposta che questa: la guerra è una cosa terribile che non andrebbe mai fatta e che non finisce mai bene, ma a volte i grandi non trovano altra soluzione per proteggerci da cose più brutte, per questo dobbiamo sperare che duri il meno possibile.

In poche parole

  • evita di guardare le immagini di guerra davanti ai bambini (soprattutto per chi sta attraversano un momento difficile come la separazione dei genitori, un lutto vicino o un cambiamento importante)
  • non pensare mai che siano distratti, e non tirtarti indietro davanti alle domande
  • rispondi con parole semplici e con esempi che fanno parte dell'esperienza di tuo figlio
  • ascolta più che spiegare: servirà a conoscere ciò che realmente preoccupa il tuo bambino
  • prova a dare un contenimento alle sue emozioni: non vuole "conoscere" ma essere tranquillizzato. Da te.
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L'estenuante attesa...

Nei miei ricordi le vacanze al mare si declinano in estenuanti attese su spiagge diverse mentre l’acqua  azzurra e calma brilla in lontananza. Sulle tre ore di attesa non si transigeva: la  morte per congestione non era un’eventualità, ma una certezza. Come facessero  i nostri genitori a tenerci buoni mentre ci liquefacevamo sotto il sole rimane per me un mistero.  Per passare il tempo formavamo bande di ragazzini di ogni età e sesso e riuscivamo a giocare tra di noi con gran gusto e senza che un animatore ci aizzasse a farlo, ma il bagno in mare rimaneva il momento clou della giornata.

... e il tanto sospirato ingresso in acqua

Finalmente, dopo mezzogiorno, venivamo autorizzati a entrare in acqua, dove però non saremmo rimasti a lungo. Dopo qualche minuto, infatti, le nostre mammme ci avrebbero avvisato che stavano per verificarsi fatti inquietanti quali: la nostra trasformazione in pesci (come dimostrava il raggrinzimento della pelle dei polpastrelli) il congelamento – non per niente le nostre labbra erano già diventate blu – e la privazione improvvisa delle forze che ci avrebbe fatto venire i crampi e affogare. E comunque era già l’ora di pranzo.

L'insorgere dei primi dubbi...

Crescendo, abbiamo iniziato ad avere i primi dubbi: i nostri coetanei  stranieri sembravano essere immuni dal pericolo di annegamento per congestione e sguazzavano in acqua a qualsiasi ora sotto i nostri occhi increduli, tra la disapprovazione dei genitori italiani. Alcuni, i più coraggiosi, osavano persino addentare un panino sul bagnasciuga. Noi bambini osservavamo la scena con raccapriccio, in attesa del momento in cui l’incauto tedesco sarebbe collassato sulla spiaggia tra crampi atroci. Ma non succedeva mai.

... e la rivelazione

Oggi i pediatri ci informano che l’attesa delle tre ore rimane un mito tutto italiano. Io già lo sapevo – non appena ho avuto l’età della ragione ho iniziato a tuffarmi in acqua da subito per rimanervi tutto il giorno e lo stesso faccio fare ai miei figli – ma ugualmente mi rifiuto di crederlo, ché non voglio pensare che lo strazio di quelle attese sia stato completamente inutile. [post_title] => Miti e leggende da spiaggia [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => miti-leggende-spiaggia [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-16 16:06:05 [post_modified_gmt] => 2014-07-16 14:06:05 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101359 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) ) [post] => WP_Post Object ( [ID] => 101741 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-07-29 11:53:25 [post_date_gmt] => 2014-07-29 09:53:25 [post_content] => orecchini all'uncinetto tutorial Non so se ci hai fatto caso ma sono tornati di moda gli orecchini all'uncinetto. Se ne vedono in giro in tutti i modi: a forma di piastrella, a forma di stella, a spirale, a forma di cuore, di farfalla, rotondi, inamidati...insomma di tutte le forme e di mille colori. Mia figlia mi ha chiesto di farle degli orecchini all'uncinetto a forma di gufo, che tra l'altro sono tra i più gettonati tra le bambine e le ragazzine (e mi giunge voce anche da qualche mamma :) ) Ho cercato di fare dei gufetti all'uncinetto facili e veloci. Chiunque abbia un po' di dimestichezza con l'uncinetto li potrà fare in un batter d'occhio.

Orecchini all'uncinetto tutorial: i gufi

Occorrente

  • cotone sottile in quattro colori
  • uncinetto fine (io ho usato un n.1.25)
  • ago
  • 2 monachelle
  • 2 anellini
  • 4 perline

Come si fanno

orecchini ad uncinetto 1 giro: lavora un anello magico con dentro 8 maglie basse. Chiudi l'anello. 2 giro: lavora 16 maglie basse (due maglie in ogni maglia bassa sottostante). 3° giro: aumenta 1 maglia ogni 2 maglie 4° giro: aumentate 1 maglia ogni 3 maglie. orecchini ad uncinetto 5° giro: per fare l'orecchio destro del gufo,  lavora 4 catenelle. Torna indietro lavorando 3 maglie basse sulle catenelle che hai appena fatto. gufo all'uncinetto sempre 5° giro: lavora 5 maglie basse sulle maglie sottostanti. gufo all'uncinetto ancora 5° giro: per fare l'orecchio sinistro del gufo  lavora 4 catenelle. Torna indietro lavorando 3 maglie basse sulle catenelle che hai appena fatto. orecchini ad uncinetto chiusura 5° giro: a questo punto per terminare il giro, cambia colore e lavora a maglia bassa fino ad arrivare all'orecchio destro. Chiudi e taglia il filo. orecchini ad uncinetto

Occhi

Lavora due cerchietti bianchi con 16 maglie basse all'interno. orecchini all'uncinetto tutorial Posiziona i due occhi nel punto giusto, prendi due perline del colore che preferisci e fissa con ago e filo. orecchini ad uncinetto

Rifiniture

Con una gugliata di filo rosso (o del colore che vuoi), cuci tre punti lunghi sulla fronte del gufo, altri tre o quattro per il becco e sei per le zampette. Cerca di lavorare pulito sul dietro e nascondi bene i fili. Per un lavoro ancora più pulito puoi applicare sul retro un dischetto di stoffa in tinta. A questo punto prendi due anellini per orecchini, passali dentro ai punti che hai fatto sulla fronte del gufo e poi infilaci dentro la monachella. orecchini all'uncinetto tutorial Gli orecchini all'uncinetto a forma di gufo sono finiti. Facili vero?

Consigli e suggerimenti

Di questi gufetti all'uncinetto potrai farne quanti ne vuoi e nei colori che ti piacciono di più. Usa un filato e un uncinetto il più sottile che puoi, lavora le maglie in modo compatto per evitare inutili fori e scegli colori brillanti. gufo all'uncinetto Con questi gufi a crochet potrai creare degli orecchini come ti ho fatto vedere in questo tutorial oppure puoi usarli per farne dei graziosi ciondoli per collane o braccialetti.   gufo all'uncinetto E se tu li usassi come originali decorazioni per fermagli e mollettine per capelli delle tue bambine? Insomma fanne quello che vuoi: qualunque cosa tu decida, sarà un'idea regalo carinissima! Buon lavoro. [post_title] => Orecchini all'uncinetto Tutorial [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => orecchini-all-uncinetto-tutorial [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-29 12:50:19 [post_modified_gmt] => 2014-07-29 10:50:19 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101741 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 7 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) )

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