Autori

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Cose che possono succedere quando si cucina insieme a due bambine:

  1.  la farina vivrà di vita propria: convinti di averla versata nelle ciotole per mischiarla insieme agli altri ingredienti, dopo qualche minuto ve la ritroverete: addosso, in testa, per terra, sopra l’armadio.
  2. gli zuccherini si infileranno sotto ogni mobile e in ogni interstizio della vostra casa. Nel 2056 i nuovi affittuari troveranno ancora stelline e pallini di zucchero che fanno ‘croc’ sotto ai piedi.
  3. Con grande sicurezza fingerete di saper fare i cake pops di biscotti, perché insomma cosa ci vuole a fare un po’ di pastafrolla? Fiduciose, la lasciate fare alle bimbe sotto attenta supervisione e il risultato sarà… oh, yeah! Yummy! Fantastico! Aehm, no: appena commestibile. #liberidisporcarsi #liberidisporcarsi
  4. Nel documentare il pomeriggio poserete la macchina fotografica su un tocco di burro e zucchero schizzato fuori dalle ciotole. Rimarrà unta per giorni. (E qualcuno mi dica come si lava via il burro dalle mani senza spalmarlo sugli asciugamani).
  5. Durante la preparazione ascolterete ‘Let it Go’, la canzone di Frozen, cantata a squarciagola a ripetizione. Inizierete a cantarla anche voi.
  6. Grembiule, tortine e canzoni Disney: inizierete a chiedervi dove sono gli usignoli che vi si appoggiano sulle spalle e i coniglietti parlanti. #liberidisporcarsi Cucinare con bambini-3 cucinare con bambini 4
  7. Una volta sfornate, realizzerete che le tortine non si possono decorare calde ma devono freddarsi: panico! La mamma dell’amichetta arriverà prima che l’operazione sia compiuta e le bambine sono già sull’orlo di una crisi di nervi. Cosa fare? Semplice: tortine in freezer (e poi butterete il freezer, ma è per una buona causa) e bambine con pennarelli in mano a disegnare.. indovinate? Frozen.
  8. Cercherete ispirazione sulle decorazioni per biscottini su Pinterest e, tutte entusiaste, deciderete di fare una semplice ma delizioso disegno a pallini. Mmm, come dire? L’avete replicato alla perfezione...
  9. Una delle due riuscirà a fare le decorazioni (un po’) meglio, scatenando la disperazione dell’altra, che non se ne farà una ragione. #liberidisporcarsi #liberidisporcarsi
  10. (incredibilmente) soddisfatte del risultato, le bambine assaggeranno il cookie pop per poi decretare “è bello ma fa schifo”.
  11. Oltraggiata dall’atteggiamento delle bimbe, le sfiderete dando un morso al cookie pop. Sorriso soddisfatto. Sorriso. Faccia seria. Espressione rassegnata: ‘no, avete ragione ragazze: fa proprio schifo’.
  12. Vi ritroverete con orridi cookie pops, una cucina/soggiorno che fa schifo, farina e zuccherini ovunque ma due bimbe perfettamente contente di un pomeriggio passato a pasticciare: missione compiuta! #liberidisporcarsi
Alla fine grazie a Chanteclair che, con i suoi detergenti della linea Bebè, ci ha permesso di sporcarci senza paura e ci ha aiutato (non fisicamente, ma magari la prossima volta ci facciamo pure mandare qualcuno… hehe) a ripulire tutto. Abbiamo usato lo spray Bebé Superfici Sicure, igienizzante e senza allergeni, pensato specialmente per le superfici con le quali sono a contatto bambini e neonati. Vi invito a scoprire anche gli altri detergenti per la pulizia del bucato che eliminano ogni macchia profumando a lungo i capi! Questo post è in collaborazione con Chanteclair BéBé Machedavvero   [post_title] => Cucinare con i bambini: cosa può succedere se sono #liberidisporcarsi [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => cucinare-bambini-puo-succedere-se-liberidisporcarsi [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-23 12:38:46 [post_modified_gmt] => 2014-07-23 10:38:46 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101642 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 101566 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-07-22 12:52:49 [post_date_gmt] => 2014-07-22 10:52:49 [post_content] => copertina ad uncinetto, Da quando fare l'uncinetto è tornato di moda (se mai fosse passato) sempre più mamme, zie o nonne si divertono a fare il corredino a crochet. Uno dei lavori più semplici da fare è la copertina ad uncinetto.  Infatti, che sia per la carrozzina o per la culla si tratta  di lavorare un semplice rettangolo o anche un quadrato, le cui misure possono variare a seconda delle esigenze (consiglio una copertina di 90x90cm  se si vuole farla quadrata, 60x80cm o 90x120 se si vuole farla rettangolare). Con le copertine ad uncinetto ci si può davvero sbizzarrire nella scelta dei colori, del filato da utilizzare, dei punti e del motivo da realizzare. Per fare una copertina ad uncinetto davvero carina non è comunque necessario saper lavorare molti punti. Spesso come nell'esempio di oggi, basta solo giocare con i colori e con le maglie di base per ottenere un bel motivo traforato.

Spiegazioni e schema copertina ad uncinetto

Oggi ti propongo una copertina per neonati e bambini con un motivo in tre colori davvero semplice da fare (per aiutarti ne ho disegnato lo schema). Puoi utilizzare sia il cotone, adatto per la bella stagione, che la lana, adatta per il periodo invernale. schema copertina ad uncinetto Occorrente
  • cotone o lana di tre colori
  • uncinetto di un numero adatto per il filato (io ho usato un 3,5)
Punti da lavorare
  • catenella
  • maglia bassa
  • maglia alta
schema uncinetto copertina

Schema copertina ad uncinetto

Il motivo della copertina si crea praticamente ripetendo sempre due tipi di giri:
  • A- un giro di sole maglie alte, lavorate puntando l'uncinetto sotto l'archetto di due catenelle del giro precedente;
  • B- un giro di maglie alte, lavorate puntando  l'uncinetto ogni tre maglie alte del giro precedente e separate da due catenelle.
Importante! Il giro A deve essere lavorato alternando i colori. Il giro B invece deve essere fatto sempre dello stesso colore (io ho usato il bianco).

Schema bordo uncinetto per copertina

Una volta terminato il rettangolo, per avere un lavoro più pulito ed ordinato, lavora un giro a maglia bassa tutto intorno alla copertina. Questo ti servirà come base per iniziare la bordura della copertina. schema bordo uncinetto 1 giro bordo: lavora 1 maglia alta, puntando nella maglia successiva  a quella sottostante; lavora 1 maglia alta nella maglia sottostante che hai saltato passando davanti alla maglia alta appena eseguita. schema uncinetto bordo copertina 2 giro bordo: lavora una maglia bassa e tre catenelle, una maglia bassa e tre catenelle e così via per tutto il giro. copertina ad uncinetto, Questa è la copertina che otterrai. Scegli i colori e i filati che più ti piacciono e mettiti al lavoro. Potrai utilizzarla per la carrozzina, per la culla o il lettino del tuo bambino o trasformarla in una preziosa idea regalo. Buon lavoro! [post_title] => Schema copertina ad uncinetto [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => schema-copertina-ad-uncinetto [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-22 12:59:36 [post_modified_gmt] => 2014-07-22 10:59:36 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101566 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 2 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 101381 [post_author] => 1980 [post_date] => 2014-07-22 09:00:39 [post_date_gmt] => 2014-07-22 07:00:39 [post_content] => psicologia della vacanza
Per stare bene non occorre andare lontano ma dare senso al viaggio.
Un piccolo excursus sulla mia esperienza personale. Tra pochi giorni per me inizieranno le ferie stagionali. Mi trasferisco nella casa al mare, dove la dimensione della vita è molto diversa da quella di una grande città. Andare al mare per me è sicuramente relax, ma anche lavoro: in primo luogo perché non vado in hotel, continuo quindi ad avere una casa da gestire con le sue incombenze; in secondo luogo perché in estate, nel luogo di sospensione dei ritmi più serrati, sorgono per me molte riflessioni che diventeranno progetti dall’autunno in poi.

Il segreto per vacanze felici

Quando sono al mare, la spiaggia diventa per me un luogo privilegiato di osservazione. Vedo famiglie serene e famiglie che non sembrano esattamente felici. Cerco sempre di capire qual è la formula per essere soddisfatti in vacanza (così magari posso replicarla!) ma - al di là della battuta di spirito - non credo sia così semplice. Credo sia una questione di tempi e di cicli di vita. Ci sono molti modi in cui le personalità dei vari membri di una famiglia si tessono insieme come in una maglia. Trasferirsi in un luogo di villeggiatura rappresenta un grande cambiamento che non ha solo aspetti divertenti, ma in alcuni casi anche stressanti.
  • L’estate è per ciascuno di noi un momento di bilanci. È un po’ come il capodanno.
Ciascuno di noi fa una pausa, anche minima, inevitabilmente tira le somme riguardo agli obiettivi raggiunti, alle energie investite, alla soddisfazione ottenuta.
  • Passare da uno stile di vita ad un altro (la vacanza) richiede anche degli adattamenti fisiologici che ci mostrano come il corpo ha i suoi tempi.
Ma c’è qualcosa di speciale nell’uscire dai soliti schemi casalinghi e portare noi stessi e i nostri figli in un contesto che richiede nuove abitudini.

Viaggiare con i bambini: perchè è importante

Perché, ad esempio, è importante viaggiare coi bambini? Perché è qualcosa che fa parte del processo educativo:  condividiamo più tempo, cose nuove, e possiamo dedicarci a loro e ai loro momenti di crescita. Imparano loro, ma anche noi: non dimentichiamo che, pur essendo persone adulte, come genitori cresciamo con loro! Viaggiare coi propri figli può rappresentare un grande divertimento: ci portano a fare cose che solitamente non facciamo e, se ci impegniamo a non dare nulla per scontato, anche tornare ogni anno nello stesso posto ci permette di sperimentare parti di noi stessi che in città non emergono. Di solito i figli ci aiutano a recuperare l' aspetto ludico, se solo ci lasciamo coinvolgere. Meno sono disposta ad uscire dalla “solita me”, meno sarà rigenerante il tempo delle vacanze. E’ anche vero che spesso la vacanza rappresenta un momento in cui gli spazi si restringono (o perché tutti in una camera di albergo, o in una casa più piccola), e anche gli spazi personali possono diventare esigui. Se potete, cercate piccoli momenti tutti per voi: con l’aiuto di qualche familiare o amico che tenga i bambini, alternandovi col coniuge se anche lui in ferie, insomma, coccolatevi. E’ vero che l’organizzazione in vacanza può essere faticosa (e anche il cambiamento lo è) ma è proprio nel cambiamento che si nasconde il segreto della rinascita. Torno rigenerata quando riesco a sperimentare la diversità. Andare a trascorrere del tempo in un luogo lontano da casa mi richiede un po’ di impegno, ma a volte penso che i nostri antenati erano nomadi, e questo deve avere ancora un significato per il nostro modo di essere. Viaggiare è qualcosa che riguarda il corpo ma anche lo spirito. E le vacanze possono diventare un viaggio, se lo vogliamo, anche per l’anima. [post_title] => Psicologia della vacanza [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => psicologia-vacanza [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-19 00:39:03 [post_modified_gmt] => 2014-07-18 22:39:03 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101381 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 101506 [post_author] => 1980 [post_date] => 2014-07-21 10:07:23 [post_date_gmt] => 2014-07-21 08:07:23 [post_content] => Bambina triste guarda la tv Alcuni temi come la morte, il sesso e la guerra fanno parte della categoria "domande difficili". Ecco come genitori, insegnanti, adulti, possono affrontare la sfida di parlare e ascoltare i bambini. Spesso in famiglia si ha l’abitudine di guardare il TG davanti ai bambini. Succede che vengano trasmesse immagini vere ma crude, di morte o di guerra, e i bambini sono lì: una, due, tre volte. Restano colpiti, sempre, e qualche volta fanno domande. Quello che non immaginiamo è che alcune immagini televisive possono essere molto traumatizzanti. Personalmente non mi trovo molto d’accordo con la scelta di guardare le notizie davanti ai bambini (anche quando non si tratta di guerra) ma se accade è giusto essere preparati a proteggere i nostri figli da tutti gli aspetti della violenza. Ecco perché è meglio prepararsi sulle risposte. Partiamo dal presupposto che la domanda è di per sé una buona cosa: permette al bambino di relazionarsi all’adulto e lo aiuta a “digerire” quei concetti per lui complessi che altrimenti resterebbero solo incompresi.

I bambini capiscono

Il primo errore da evitare è quello di pensare che se stanno giocando non lontano dalla TV non stanno ascoltando: loro sono lì, guardano, ascoltano e si fanno un’idea sulle cose. Di solito il modo migliore di rispondere ad una domanda difficile è trovare un’analogia con un'esperienza di vita del bambino. Prima degli 8 anni la maggior parte dei piccoli fatica a capire l’idea della morte, è per loro un concetto troppo astratto e difficile. Così è per la violenza per ragione politiche o religiose. E’ bene quindi usare sempre parole molto semplici, adatte alla loro esperienza. Quello che arriva ai più piccoli è certamente l’idea del dolore e della perdita. Possiamo spiegare che il “litigio” tra alcune persone può causare molta sofferenza, raccontando che la guerra può separare le famiglie, far perdere loro la casa o le cose di loro proprietà.

Mai mentire

Se ciò è vero sempre, ancora di più lo è quando ci fanno una domanda. I bambini sanno quando noi stiamo dicendo una cosa non vera, ma lo accettano per fiducia nei nostri confronti. Mai dire “non è niente, continua a giocare”. Questo comportamento porta semplicemente il bambino a seppellire una domanda senza risposta , creandosi idee o fantasie sbagliate o spingendolo a parlarne con i coetanei. La nostra risposta è sempre la migliore, per questo è importante che il bambino si fidi del fatto di poter chiedere ai suoi genitori.

Parlare o aspettare la domanda?

Vale ciò che si dice per tutti gli argomenti più "difficili", di solito è meglio aspettare che siano loro a chiedere, ma dipende dall’età e dal carattere del bambino. Di certo è importante che nel nostro discorso ci siano molte “pause”. Ciò di cui i nostri figli hanno bisogno è di tempo per assimilare. Aspettiamo che le nostre parole facciano sorgere delle domande. Se lui è troppo distratto o silenzioso, chiediamogli -senza insistenza- che ne pensa, in modo che il pensiero prenda forma e le emozioni emergano.

Se sono più grandi?

Il discorso non è molto diverso, ma va certamente adeguato all’età. Le immagini violente (se reali sono più vivide) possono suscitare timori profondi. Non lasciamoli soli davanti alle immagini e guardiamo il TG con loro. Rassicuriamoli: anche se sembrano “grandi”, hanno bisogno di sapere che sono al sicuro.

"Mamma, perché esiste la guerra?"

A volte i bambini ci spiazzano dicendo che non ha senso che a loro chiediamo di non litigare e poi gli adulti fanno la guerra. Non credo ci sia altra risposta che questa: la guerra è una cosa terribile che non andrebbe mai fatta e che non finisce mai bene, ma a volte i grandi non trovano altra soluzione per proteggerci da cose più brutte, per questo dobbiamo sperare che duri il meno possibile.

In poche parole

  • evita di guardare le immagini di guerra davanti ai bambini (soprattutto per chi sta attraversano un momento difficile come la separazione dei genitori, un lutto vicino o un cambiamento importante)
  • non pensare mai che siano distratti, e non tirtarti indietro davanti alle domande
  • rispondi con parole semplici e con esempi che fanno parte dell'esperienza di tuo figlio
  • ascolta più che spiegare: servirà a conoscere ciò che realmente preoccupa il tuo bambino
  • prova a dare un contenimento alle sue emozioni: non vuole "conoscere" ma essere tranquillizzato. Da te.
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L'estenuante attesa...

Nei miei ricordi le vacanze al mare si declinano in estenuanti attese su spiagge diverse mentre l’acqua  azzurra e calma brilla in lontananza. Sulle tre ore di attesa non si transigeva: la  morte per congestione non era un’eventualità, ma una certezza. Come facessero  i nostri genitori a tenerci buoni mentre ci liquefacevamo sotto il sole rimane per me un mistero.  Per passare il tempo formavamo bande di ragazzini di ogni età e sesso e riuscivamo a giocare tra di noi con gran gusto e senza che un animatore ci aizzasse a farlo, ma il bagno in mare rimaneva il momento clou della giornata.

... e il tanto sospirato ingresso in acqua

Finalmente, dopo mezzogiorno, venivamo autorizzati a entrare in acqua, dove però non saremmo rimasti a lungo. Dopo qualche minuto, infatti, le nostre mammme ci avrebbero avvisato che stavano per verificarsi fatti inquietanti quali: la nostra trasformazione in pesci (come dimostrava il raggrinzimento della pelle dei polpastrelli) il congelamento – non per niente le nostre labbra erano già diventate blu – e la privazione improvvisa delle forze che ci avrebbe fatto venire i crampi e affogare. E comunque era già l’ora di pranzo.

L'insorgere dei primi dubbi...

Crescendo, abbiamo iniziato ad avere i primi dubbi: i nostri coetanei  stranieri sembravano essere immuni dal pericolo di annegamento per congestione e sguazzavano in acqua a qualsiasi ora sotto i nostri occhi increduli, tra la disapprovazione dei genitori italiani. Alcuni, i più coraggiosi, osavano persino addentare un panino sul bagnasciuga. Noi bambini osservavamo la scena con raccapriccio, in attesa del momento in cui l’incauto tedesco sarebbe collassato sulla spiaggia tra crampi atroci. Ma non succedeva mai.

... e la rivelazione

Oggi i pediatri ci informano che l’attesa delle tre ore rimane un mito tutto italiano. Io già lo sapevo – non appena ho avuto l’età della ragione ho iniziato a tuffarmi in acqua da subito per rimanervi tutto il giorno e lo stesso faccio fare ai miei figli – ma ugualmente mi rifiuto di crederlo, ché non voglio pensare che lo strazio di quelle attese sia stato completamente inutile. [post_title] => Miti e leggende da spiaggia [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => miti-leggende-spiaggia [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-16 16:06:05 [post_modified_gmt] => 2014-07-16 14:06:05 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101359 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 101340 [post_author] => 3183 [post_date] => 2014-07-15 12:30:02 [post_date_gmt] => 2014-07-15 10:30:02 [post_content] => vaccinazioni pediatriche
I vaccini sono costituiti da materiale antigenico, che induce la produzione di anticorpi. Virus e batteri hanno sulla loro superficie delle proteine che possono essere riconosciute dal sistema immunitario. Questo “riconoscimento” induce la produzione di anticorpi, che permettono di combattere efficacemente l’infezione. I vaccini sono in grado di indurre la produzione di anticorpi, ma non provocano la malattia.

Come nascono i vaccini?

Il termine vaccinazione deriva dal vaiolo vaccino. La storia delle vaccinazioni comincia nel 1796 con la geniale intuizione del medico inglese Jenner, che aveva osservato nelle mungitrici una malattia non grave, il vaiolo vaccino, che le rendeva immuni al vaiolo umano, che invece aveva una mortalità elevatissima. Dopo più di due secoli di ricerche e sperimentazioni, oggi abbiamo a disposizione vaccini efficaci e sicuri per molte malattie.

I vaccini sono sicuri?

Le vaccinazioni NON sono pericolose.
Negli ultimi anni si è diffusa una paura ingiustificata delle vaccinazioni, anche perché, proprio grazie alle vaccinazioni, non c’è più la percezione della pericolosità di alcune malattie. I vaccini che utilizziamo oggi sono molto sicuri. Gli effetti collaterali sono lievi e poco frequenti, un po’ di febbre, dopo uno o più giorni, sempre di breve durata, un piccolo gonfiore o un po’ di sonnolenza o di irritabilità. Reazioni più gravi sono possibili, ma davvero molto rare. Il rischio, quindi, è minimo, soprattutto se paragonato al rischio delle malattie che le vaccinazioni consentono di prevenire.
La vaccinazione anti morbillo NON è causa di autismo
Nel 1998 uno studio inglese, pubblicato su una nota rivista scientifica, suggeriva una correlazione fra l’autismo e la vaccinazione anti morbillo. Nessuno dei numerosi studi condotti in seguito ha confermato questa correlazione. L’autore di quell’articolo, riconosciuto colpevole di aver manipolato i risultati del lavoro per ottenere un vantaggio economico, è stato radiato dall’ordine dei medici e condannato in sede penale.

Esistono controindicazioni alle vaccinazioni?

Controindicazioni permanenti
Le controindicazioni permanenti sono poche. Per chi è affetto da taluni deficit immunitari, congeniti o acquisiti, o da epilessia non controllata, i vaccini costituiti da virus vivi attenuati sono pericolosi. Per fortuna, esiste la cosiddetta immunità di branco: se più del 90-95% della popolazione è immune, l’agente infettivo non circola più. Se queste percentuali sono raggiunte e mantenute nel tempo, non c’è pericolo di malattia nemmeno per chi non può essere vaccinato.
Controindicazioni temporanee
Esistono, invece, controindicazioni temporanee: in corso di malattia acuta, è opportuno rimandare la vaccinazione.

E' possibile vaccinare i bambini allergici?

I bambini allergici possono essere vaccinati, anche gli allergici all’uovo. Per precauzione, se c’è stata una reazione grave dopo ingestione di uovo, si consiglia di praticare il vaccino anti morbillo, che è coltivato su cellule embrionali di pollo, in ambiente protetto, cioè in ospedale.

Dopo quanto tempo dalla somministrazione il bambino è coperto dalla vaccinazione?

Alcuni tipi di vaccino sono protettivi dopo una sola somministrazione. I vaccini a virus vivi attenuati sono protettivi già dopo la prima dose e l’efficacia permane per molti anni. La rivaccinazione, consigliata a 6 anni per morbillo, rosolia e parotite, ha lo scopo di rinforzare l’immunità nei soggetti che rispondono in modo insufficiente alla prima dose. Per altri tipi di vaccino, come l’anti difterite-tetano-pertosse, occorrono più dosi per un primo ciclo e successivi richiami, per mantenere la protezione nel tempo. Articolo a cura della Dott.ssa Marinella Lavelli Milanese, laurea in medicina nel 1977 con una tesi di argomento immunologico (deficit immunitari). Specializzazione in Pediatria, tirocinio in cardiologia pediatrica, stage all'estero in patologia neonatale. Dal 1984 alla fine del 2011 pediatra di famiglia. Master in immunopatologia dell'età evolutiva presso l'Università di Pavia e da 3 anni medico frequentatore presso la Clinica Pediatrica, ambulatorio di allergologia e pneumologia. Da marzo 2014 collabora con il Centro Sant'Agostino. [post_title] => Le vaccinazioni [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => le-vaccinazioni [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-19 00:14:30 [post_modified_gmt] => 2014-07-18 22:14:30 [post_content_filtered] => [post_parent] => 100538 [guid] => http://www.blogmamma.it/?page_id=101340 [menu_order] => 0 [post_type] => page [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 101318 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-07-15 11:21:13 [post_date_gmt] => 2014-07-15 09:21:13 [post_content] => Scarpine per neonati ad uncinetto Sei una mamma in dolce attesa o hai appena avuto un bebè e hai il pallino dell'uncinetto? Ecco per te un altro post dedicato al corredino dei neonati. Dopo il bavaglino, la fascia per i capelli e il tappetino per arredare la cameretta, con il tutorial di oggi ti aiuterò a fare queste graziose e semplicissime scarpine per neonati ad uncinetto. A dire la verità comunque, sono adatte un po' per tutte le età. Vanno bene per i neonati, per i bimbi di pochi mesi, ma anche per bambini più grandi, basta lavorare un numero di maglie maggiore. Anzi, ti dirò di più: volendo, con lo stesso procedimento si possono fare delle comode pantofole anche per i grandi. Scarpine per neonati ad uncinetto

Come fare le scarpine per neonati ad uncinetto

Ad una prima occhiata possono sembrare come tante altre, ma la particolarità di queste scarpine all'uncinetto è che sono facilissime e si fanno praticamente senza mai staccare il filo. Suola e tomaia infatti sono un corpo unico. Sono fatte tutte a maglia bassa, quindi le puoi fare anche tu che hai cominciato da poco a fare lavoretti all'uncinetto. Se invece sei esperta dei lavori a crochet, ti puoi sbizzarrire a realizzare queste scarpine con i punti all'uncinetto che ti piacciono di più. Occorrente
  • cotone o lana del colore che più ti piace
  • uncinetto di un numero adatto per il filato (io ho usato un n.2.5)
  • 4 bottoncini
  • ago e filo
Punti da lavorare
  • catenella
  • maglia bassa
Difficoltà
  • Facile
scarpine neonati a uncinetto tutorial Si parte dalla parte alta del tallone  lavorando un rettangolo a maglia bassa. Le dimensioni di questo rettangolo dipendono dalle misure del piedino (nel mio caso ho lavorato 7 maglie per 8 giri). Importante: onde evitare di avere due scarpine all'uncinetto diverse, segnati in un foglio il numero delle maglie e dei giri che farai. Ti servirà per fare l'altra scarpina identica. scarpine neonati a uncinetto tutorial Terminato il rettangolo, fai una catenella e comincia a lavorare intorno a tre lati del rettangolo come indicato nelle frecce. Ogni volta che devi svoltare per cambiare direzione, fai una catenella. scarpine neonati a uncinetto tutorial Importante: non servono aumenti di maglie, neppure negli angoli. In questo modo infatti il lavoro comincerà a curvare come si vede nella foto sopra. Continua così fino alla lunghezza voluta. scarpine neonati a uncinetto tutorial Chiudi adesso la tua scarpina piegando il tuo rettangolo e lavorando, sempre a maglia bassa, sulla  maglia bassa che dell'altro lato. Da questo punto in poi dovrai lavorare la punta della scarpina proseguendo in tondo. Basteranno pochi giri. scarpine neonati a uncinetto tutorial Quando avrai raggiunto la lunghezza desiderata della tua scarpina all'uncinetto, chiudi le maglie lavorando insieme sopra e sotto della punta. Importante: quando avrai terminato la punta e finito il lavoro, rovescia la scarpina. In questo modo il lavoro sarà più pulito e la chiusura della punta non si vedrà più. scarpine neonati a uncinetto tutorial

Rifiniture

Ora rifinisci il bordo della scarpina con un giro a maglia bassa, magari con un filo di colore diverso. scarpine neonati a uncinetto tutorial Quando hai finito il giro, senza staccare il filo prosegui lavorando una fila di catenelle lunga fino a raggiungere il lato opposto della scarpina. Torna indietro lungo la catena a maglia bassa. scarpine neonati a uncinetto tutorial Prosegui a lavorare a maglia bassa passando sopra al tallone fino a raggiungere l'altro lato. Lavora un'altra fila di catenelle lunga fino a raggiungere il lato opposto della scarpina. Torna indietro a maglia bassa. Chiudi il lavoro e nascondi il filo. Ora incrocia i due laccetti e fissali con due bottoncini. Adesso puoi lavorare l'altra scarpina. scarpine uncinetto neonati   Veloci vero? E pensa anche a quante varianti puoi fare cambiando colore! Oltre che in rosa, adatte per femmina, potrai farle celesti, verdi, gialle o se vuoi anche a righe: saranno perfette anche per un maschietto!  Potrai poi realizzarle in un colorato e fresco cotone e andranno benissimo per i mesi estivi, oppure potrai farle in calda e morbida lana se vuoi che siano adatte nel periodo invernale. Ah! Se ti serve un'idea per stabilire la lunghezza delle scarpine da fare, eccoti una utile tabella con le misure dei piedini. Buon lavoro. [post_title] => Scarpine per neonati ad uncinetto [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scarpine-per-neonati-ad-uncinetto [to_ping] => [pinged] => http://www.blogmamma.it/schema-bavaglino-uncinetto/ http://www.blogmamma.it/uncinetto-neonati-come-fare-la-fascia-cerchietto-per-bambina/ http://www.blogmamma.it/tappeti-alluncinetto-per-cameretta/ http://www.unideanellemani.it/tabelle-misure-bambini-per-abbigliamento-e-lavori-a-maglia [post_modified] => 2014-07-15 13:31:37 [post_modified_gmt] => 2014-07-15 11:31:37 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101318 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 4 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 101302 [post_author] => 3183 [post_date] => 2014-07-15 10:00:56 [post_date_gmt] => 2014-07-15 08:00:56 [post_content] => vermi intestinali
Vermi intestinali: come avviene l'infestazione? Quali i sintomi più frequenti? Tutte le risposte ai dubbi su questo temuto e frequente disturbo con le regole per prevenire l'infestazione.
L'ossuriasi è un 'infestazione intestinale dovuta a un piccolo verme (femmina circa 1 cm, maschio 3-4 mm) di colore bianco, molto mobile, il cui nome scientifico è Enterobius vermicularis o ossiuro. E' il parassita che nelle zone a clima temperato infesta con più frequenza l'intestino dei bambini con una incidenza intorno al 20 %, ma che può raggiungere percentuali molto più elevate nelle collettività.

Vermi intestinali: come avviene l'infestazione

  • Infestazione per via orale
L'infestazione avviene principalmente per via orale portando alla bocca mani sporche che sono state a contatto con oggetti contaminati (biancheria da letto, biancheria intima, biancheria da bagno, vestiario, giocattoli, utensili da cucina, cibo...). Questo avviene poiché il sintomo principale dell'ossiuriasi è il prurito anale: il bambino che ha l'infestazione si gratta, entra in contatto con le uova che sono state deposte in zona anale dalle femmine di ossiuro, tocca gli oggetti (dove, a temperatura ambiente, le uova possono sopravvivere fino a 3 settimane), da qui le uova passano alle mani di un nuovo bambino che, mettendosele in bocca, le ingoia. Le uova, raggiunto il tubo intestinale, maturano in 2-6 settimane producendo nuovi ossiuri.
  • Infestazione da inalazione nasale
L'infestazione può avvenire anche per inalazione nasale (sventolamento di biancheria contaminata) o per introduzione di dita nel naso dopo contaminazione da oggetti. E' frequente anche la re-infestazione nello stesso soggetto dato il ciclo sopra descritto.

Vermi intestinali: i sintomi più frequenti

  • Prurito anale
Il sintomo più frequente è il prurito anale, spesso notturno, dovuto al movimento in zona perianale delle ossiuro femmine che tra le pieghe cutanee depongono le uova; talvolta sono presenti lesioni da grattamento con possibilità di infezione locale. Il prurito, che è il sintomo più frequente, può causare disturbi del sonno (insonnia, frequenti risvegli).
  • Vulvite e vaginite
Nelle femmine per contaminazione da prossimità alla zona anale vi può essere vulvite e vaginite.
  • Orticaria
Non è rara la comparsa di orticaria o eritemi della pelle
  • Dolori addominali
Più raramente invece l'ossiuriasi si manifesta con dolori addominali, alterazione delle funzioni intestinali, cistite.

Vermi intestinali: come si effettua la diagnosi

Occasionalmente, si possono vedere gli ossiuri nelle feci (fare evacuare nel vasino se il bambino si lamenta di prurito anale) o in zona anale in un momento in cui il bambino segnala forte prurito. Più frequentemente la diagnosi si basa su due esami di laboratorio: ricerca dei parassiti nelle feci e, molto più sensibile, lo scotch test.
  • Ricerca di parassiti nelle feci
Il primo esame consiste nel raccogliere in un barattolino un campione di feci in cui sarà ricercato il parassita .
  • Scotch test
Lo scotch test ricerca invece la presenza di uova in zona perianale e si esegue così : – al mattino, bambino appena sveglio prima dell'utilizzo della toilette, si applica una striscia di nastro adesivo trasparente sulle pieghe anali facendo ben aderire – si stacca il nastro adesivo e lo si incolla su un vetrino da laboratorio Sia il campione di feci (se sono della sera conservare al freddo) che il vetrino vanno portati al laboratorio. Tale procedura va ripetuta almeno 3 volte anche in giorni non consecutivi .

Terapia e farmaci consigliati

Il farmaco di prima scelta è Mebendazolo (consultate il pediatra per il dosaggio). Data l'alta probabilità di infestazione tra soggetti conviventi, la terapia va eseguita da tutti i componenti della famiglia. La medicina si prende in dose unica da ripetere a distanza di due settimane .

prevenzione vermi intestinali

5 regole per prevenire l'ossuriasi

Sono importanti i comportamenti di igiene personale che sono anche di prevenzione sia per una prima infestazione o per le re-infestazioni:
  • lavarsi frequentemente le mani, sempre prima di toccare e mangiare il cibo
  • tenere le unghie corte ed usare lo spazzolino da unghie
  • lavarsi bene le mani dopo avere evacuato le feci
  • lavare sempre, quando possibile, la zona anale dopo avere evacuato
  • lavarsi ogni mattino la zona anale per eliminare eventuali uova
Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Callegari. Laureata in Medicina e Chirurgia presso Università statale di Milano, specializzata in Pediatria presso Clinica Universitaria De Marchi. Per 30 anni ha svolto attività di pediatra di libera scelta presso ASL di Varese. Oltre alle patologie di base, si è occupata di problematiche legate all’alimentazione (problemi nutrizionali, sovrappeso, obesità) educative e relazionali tra genitori e bambino. Dal 2012 svolge la suaa attività di pediatra presso il Centro Medico Santagostino, dove conduce anche incontri mensili con i genitori su tematiche educative e sullo sviluppo psicologico del bambino. - See more at: http://www.blogmamma.it/speciali/sos-pediatra/convulsioni-febbrili-cosa-fare/#sthash.x7nmsk74.dpuf [post_title] => Vermi intestinali: sintomi, terapia e prevenzione [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => vermi-intestinali-sintomi-terapia-prevenzione [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-16 23:49:43 [post_modified_gmt] => 2014-07-16 21:49:43 [post_content_filtered] => [post_parent] => 100538 [guid] => http://www.blogmamma.it/?page_id=101302 [menu_order] => 0 [post_type] => page [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 98137 [post_author] => 1980 [post_date] => 2014-07-10 13:00:41 [post_date_gmt] => 2014-07-10 11:00:41 [post_content] => uso e valore del denaro Quando si tratta di spendere e comprare, i ragazzi sanno bene quello che vogliono: voglio sempre di più. Nella nostra società consumistica imparano che i beni materiali li renderanno felici. Da adulti sappiamo che non è così, e il nostro lavoro è insegnare loro a comprenderlo. Il denaro può essere un argomento che muove emozioni per molte persone, soprattutto in questi anni di crisi. Messaggi molto comuni ci rimandano che la busta paga di una persona e i beni materiali che può comprare sono l'unità di misura del successo che si può avere nella vita. In realtà, anche se molti di noi dichiarano che non dev'essere così, misuriamo la nostra insoddisfazione su quello che non riusciamo ad ottenere riguardo al nostro lavoro, le nostre case, le nostre vacanze, probabilmente anche i nostri vestiti. Continuiamo a fare paragoni su quanto si poteva guadagnare appena pochi anni fa, su quanto aumenta il costo della vita. I bambini sono spettatori di queste percezioni, oltre che di questi discorsi. Sì, perché tante volte solo le parole non bastano, anche le emozioni e gli atteggiamenti vengono trasmessi. Se voi sarete insoddisfatti pensando che la vostra infelicità dipende da quello che non riuscite a comprare, loro assorbiranno questo modo di vedere le cose. Certo, un po' di indulgenza è necessaria, per non essere fuori dal mondo. Non significa dunque che "in nome della buona educazione" dobbiamo regolarmente vietare a nostro figlio l'ultimo giocattolo, o la novità tra i video-giochi, o le scarpe come il suo amico. Entro i termini della ragionevolezza. Gestire il denaro non è una capacità innata, ma una competenza che si acquisisce. Insegnarla ai bambini non è diverso da insegnare loro come andare in bicicletta o come ci si comporta in pubblico.

Come insegnare ai bambini il valore del denaro?

  • Dare dei confini chiari e adeguati all'età
Coi più piccoli se ne fa una questione di scelta: "puoi scegliere tra questo giocattolo o quest'altro", "ti piace quello rosso o quello blu?".  In questo modo, si insegna ai bambini che quando dobbiamo fare un acquisto ci sono dei confini. Nello stesso modo si può insegnare ai più grandi che l'acquisto viene fatto entro parametri finanziari accettabili per la nostra famiglia.
  • Insegnare a fare buone scelte (non farle al posto loro)
Man mano che i figli crescono dobbiamo insegnare loro come guadagnare qualcosa, ma anche come spendere e risparmiare con saggezza. Questo significa che non saremo noi a dire loro cosa comprare: dice il proverbio: dai a un uomo un pesce e lo sfamerai per un giorno, insegnagli a pescare e lo sfamerai per la vita.
  • Fare attenzione ai messaggi che riguardano il denaro
Certi atteggiamenti hanno radici nella prima infanzia. Per questo è importante non tanto parlare dei soldi, ma del senso che hanno per noi. Un ragazzo che raggiunge titoli brillanti, alti guadagni, e decide di investire tutto nell'aiutare i paesi sottosviluppati, viene definito nei nostri discorsi più "una persona caritatevole" o "un uomo di successo"? Eppure il suo stipendio potrebbe essere più alto del ragazzo della casa accanto, che ha deciso di investire i suoi guadagni in macchine e oggetti di lusso! [post_title] => Uso e valore del denaro: insegnarlo ai bambini [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => uso-e-valore-del-denaro-insegnarlo-ai-bambini [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-10 16:47:35 [post_modified_gmt] => 2014-07-10 14:47:35 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=98137 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [9] => WP_Post Object ( [ID] => 101137 [post_author] => 3182 [post_date] => 2014-07-10 09:00:56 [post_date_gmt] => 2014-07-10 07:00:56 [post_content] => Panino in pannolenci Ecco un tutorial per creare un gioco diverso dal solito, facile da realizzare ed allo stesso tempo divertente ed educativo. Grazie a questo gioco, infatti, i vostri bambini si divertiranno a comporre il loro panino preferito scegliendo ogni volta gli ingredienti che vorranno utilizzare per farcirlo. Per realizzare questo giocattolo ho scelto il pannolenci, un materiale simile al feltro ma molto più sottile e quindi più facile da lavorare, che risulta particolarmente adatto per questo tipo di lavorazioni soprattutto perché è consistente e quindi resistente, ed in più non sfilaccia e quindi non necessita di orlatura. E' possibile acquistarlo nelle mercerie o nei negozi di tessuti, ma si può trovare anche in alcuni supermercati ben forniti. Oltre al pannolenci serviranno pochissimi altri materiali, tutti di facile reperimento, e che sicuramente molti di voi avranno già in casa.

Occorrente:

  • Pannolenci nei colori: Beige chiaro – Beige scuro – Verde – Giallo chiaro - Bianco – Giallo – Rosso
  • Stoffa di colore rosso
  • Filo per cucire a macchina in colori abbinati al pannolenci.
  • Colore per tessuti giallo + pennello molto sottile oppure filo da ricamo giallo
  • Ovatta per imbottire
  • Macchina da cucire
  • Forbici, filo e ago per imbastire

Come realizzare il panino in pannolenci:

Stampare i modelli e tagliare i vari pezzi nel pannolenci nel colore indicato su ogni modello. Ora si può procedere alla realizzazione di ciascuno degli elementi.

Fetta di pane

Realizzazione panino

Panino pronto

  • Cucire assieme le estremità della striscia di pannolenci beige scuro.
  • Imbastire la striscia ad una delle sagome beige chiaro, facendo combaciare il centro segnato sulla sagoma con la cucitura della striscia e cucire.
  • Imbastire allo stesso modo anche l’altra sagoma all’altro lato della striscia beige scuro.
  • Cucire lasciando un'apertura di circa 3 cm.
  • Rivoltare attraverso questa apertura e riempire con l’ovatta, facendo attenzione a riempire per bene anche gli angoli.
  • Chiudere l’apertura con una cucitura a mano. Procedere nello stesso modo per creare l’altra fetta di pane.

Salsiccia

Creazione salsiccia                                                          Salsiccia pronta

  • Mettere le due sagome una sull’altra e cucire solo i lati curvi. Rivoltare.
  • Cucire a mano dei punti lunghi a circa 0,3 cm. nel bordo di una delle estremità rimaste aperte.
  • Tirare i due capi del filo per far sì che l’apertura si arricci e quindi si chiuda.
  • Fermare con qualche nodo, farci sopra qualche giro di filo e fermare nuovamente con 2 o 3 nodi. Nascondere e tagliare il filo in eccesso.
  • Imbottire la salsiccia con l’ovatta, quindi chiudere l’estremità rimasta aperta nello stesso modo utilizzato per chiudere l’altra.

Foglia di insalata

Realizzazione foglia di insalata  Foglia di insalata pronta

  • Piegare a metà la foglia nel tratto in cui dovrà esserci la venatura, poi, utilizzando il filo verde scuro, cucire molto vicino alla piegatura, per realizzare le venature della foglia, come si vede in foto.
  • Procedere come descritto sopra per creare tutte le venature della foglia.

Fetta di formaggio

Fetta di formaggio da lavorareFetta di formaggio pronta

  • Mettere le due sagome una sull'altra e cucire intorno con una cucitura vicina al bordo.
  • Cucire anche i due tondi all'interno della fetta di formaggio.
  • Tagliare il centro dei tondi utilizzando delle forbicine a punta. In questo modo si otterranno i due buchi all’interno della fetta.

Uovo al tegamino

Lavorazione uovoUovo pronto

  • Mettere le due sagome bianche una sull’altra, cucire lungo il bordo lasciando un'apertura di circa 3 cm. Rivoltare attraverso questa apertura, e quindi chiuderla con una cucitura a mano.
  • Prendere poca ovatta e fare una pallina, quindi metterla al centro del tondo giallo (tuorlo).
  • Imbastire il tuorlo all’albume, facendo attenzione a non far uscire da sotto la pallina di ovatta.
  • Cucire il tuorlo con una cucitura molto vicina al bordo.

Fetta di pomodoro

Lavorazione fetta di pomodoroFetta di pomodoro pronta

  • Mettere i due dischi di pannolenci uno sull’altro, poi metterci sopra anche quello in stoffa.
  • Cucire il bordo, lasciando un'apertura di circa 2,5 cm.
  • Rivoltare attraverso questa apertura, facendo attenzione a lasciare il disco di stoffa all’interno, in modo che all’esterno si veda il pannolenci su entrambi i lati.
  • Chiudere l’apertura con una cucitura a mano. Cucire i “decori” all’interno della fetta, e fermare tutti i fili.
  • Utilizzando delle forbicine a punta tagliare il pannolenci dentro alle cuciture appena fatte, cercando di tagliare molto vicino alla cucitura, e facendo molta attenzione a non tagliare anche la stoffa che è all’interno. Fare questa operazione su entrambi i lati della fetta di pomodoro.
  • Con il colore per tessuti giallo, disegnare i semini sulla stoffa.

Gli ingredienti per questo morbidissimo panino sono finiti, pronti per far divertire un piccolo cuoco! Panino-giocattolo-prontoVisitate il mio negozio su MissHobby!

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Primo trimestre: vivere l'accettazione del cambiamento

Soprattutto nel primo trimestre, questo significa vivere l'accettazione: del cambiamento, della potenza generatrice del proprio corpo, dei vissuti nuovi ed improvvisi, dei dolori e dei fastidi che accompagnano l'inizio della gravidanza, dell'inizio di una nuova vita. Si parla di ormoni altalenanti, ma non è solo questo: bisogna imparare a fare i conti con vissuti ambivalenti, sia di gioia che di timore. In ogni cosa nuova c'è una parte di entusiasmo ed una di paura di ciò che non conosciamo : ancor di più in una esperienza così travolgente. In questo senso, “la pancia” ed il modo di “viverla” rappresentano la manifestazione esterna di un processo quasi invisibile che avviene dentro di sé. Una cosa che lo spot non ci racconta è che le tinte della gravidanza hanno in genere poche sfumature: o si vede tutto in rosa, o, in alcuni momenti, tutto in nero.

Sbalzi di umore in gravidanza: è normale che accada?

Direi quasi fisiologico. Questo non significa che tutte le donne sono depresse in gravidanza, ma che ogni esperienza ha un doppio aspetto, come due facce della stessa medaglia. Anche quando la gravidanza è desiderata, voluta, c'è da fare i conti con un corpo che si trasforma, con un ritmo che ci chiede di rallentare, con i tanti dubbi sul futuro.

Qualche consiglio per sopravvivere agli sbalzi d'umore:

  • c'è sempre un modo di uscirne: forse non saranno risolutivi, ma un buon film, un bagno caldo, una passeggiata, aiutano ad uscire da ansie e depressione.
  • sforzati di non far ricadere il tuo malumore sugli altri: non è solo un gesto altruistico, ma aiuta a contenere gli effetti negativi del malumore
  • niente dura per sempre: considera le oscillazioni di umore come qualcosa di transitorio, vivi il momento, e non preoccuparti
Non dimenticare che per tutto quello di cui abbiamo parlato, spesso è importante un sostegno adeguato, che nella maggior parte dei casi ogni donna trova nei rapporti con le persone più vicine, ma che talvolta può essere rappresentato da un professionista che possa rappresentare quell’ancora di sicurezza in un periodo di cambiamenti molto rapidi. [post_title] => Gli sbalzi di umore in gravidanza [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => gli-sbalzi-di-umore-gravidanza [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-08 16:14:48 [post_modified_gmt] => 2014-07-08 14:14:48 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=99289 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [11] => WP_Post Object ( [ID] => 101120 [post_author] => 3173 [post_date] => 2014-07-08 15:00:02 [post_date_gmt] => 2014-07-08 13:00:02 [post_content] => gruppo corso preparto Migliora l’intesa con il partner, rende il futuro papà più partecipe durante il periodo della gravidanza, aiuta la futura mamma a coinvolgere correttamente il suo compagno, stimola il dialogo: è il corso preparto di coppia. Ideale per le coppie al primo figlio, è consigliato anche a tutti coloro che, già genitori, desiderano vivere il periodo della preparazione al parto con maggiore consapevolezza e raggiungere una migliore sintonia con il partner.

Maggior coinvolgimento del futuro papà

Come anticipato, il maggiore coinvolgimento del papà è uno dei vantaggi da non dimenticare: imparare come supportare la propria compagna durante la gravidanza, il travaglio e il parto è fondamentale e può fare la differenza anche nei momenti più difficili. Per aiutare il futuro papà a comprendere i cambiamenti che il corpo di una donna attraversa durante la gravidanza e quindi a comprendere i bisogni della propria compagna, nei corsi preparto di coppia è spesso prevista una parte teorica pensata proprio per lui, che affronta argomenti come fisiologia della gravidanza e anatomia della donna. Durante il corso, inoltre, i futuri mamma e papà potranno apprendere alcuni esercizi di respirazione e di rilassamento, utili durante il travaglio e il parto. Si crea così una nuova sintonia con il partner, che si sente più coinvolto, consapevole e partecipe in ogni fase della gravidanza e del parto pur non vivendolo in prima persona.

 Nuova gestione del tempo a favore della famiglia

Anche riuscire ad esserci e ad organizzare impegni e orari di lavoro è un buon esercizio in vista dei primi mesi di vita del bambino: la frequenza richiesta dai corsi preparto di coppia comporta una nuova gestione del proprio tempo a favore della coppia e della famiglia che si sta formando.

Comprensione dell'importanza del ruolo paterno

Ma non è soltanto il futuro papà a dover imparare come comportarsi durante la gravidanza: anche la futura mamma dovrà imparare a comprendere l’importanza del ruolo paterno e imparerà a non minimizzare il ruolo del padre in questa fase della vita del bambino. Fondamentale che entrambi i genitori sentano di potersi esprimere liberamente riguardo a dubbi e paure sia tra di loro che con la ginecologa o l'ostetrica che terrà il corso: saranno loro infatti a rasserenare la coppia e a fornire tutte le indicazioni utili per la gestione del bambino e il mantenimento di una vita di coppia serena e soddisfacente. Cerchi un corso preparto di coppia nella tua città? Trovalo su Ok Corso Preparto, il motore di ricerca numero 1 per i corsi preparto e postparto in Italia. A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto [post_title] => Vantaggi del corso preparto di coppia [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => vantaggi-del-corso-preparto-di-coppia [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-08 16:15:39 [post_modified_gmt] => 2014-07-08 14:15:39 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101120 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) ) [post] => WP_Post Object ( [ID] => 101642 [post_author] => 3179 [post_date] => 2014-07-23 13:30:38 [post_date_gmt] => 2014-07-23 11:30:38 [post_content] => Cucinare con i bambini

Cose che possono succedere quando si cucina insieme a due bambine:

  1.  la farina vivrà di vita propria: convinti di averla versata nelle ciotole per mischiarla insieme agli altri ingredienti, dopo qualche minuto ve la ritroverete: addosso, in testa, per terra, sopra l’armadio.
  2. gli zuccherini si infileranno sotto ogni mobile e in ogni interstizio della vostra casa. Nel 2056 i nuovi affittuari troveranno ancora stelline e pallini di zucchero che fanno ‘croc’ sotto ai piedi.
  3. Con grande sicurezza fingerete di saper fare i cake pops di biscotti, perché insomma cosa ci vuole a fare un po’ di pastafrolla? Fiduciose, la lasciate fare alle bimbe sotto attenta supervisione e il risultato sarà… oh, yeah! Yummy! Fantastico! Aehm, no: appena commestibile. #liberidisporcarsi #liberidisporcarsi
  4. Nel documentare il pomeriggio poserete la macchina fotografica su un tocco di burro e zucchero schizzato fuori dalle ciotole. Rimarrà unta per giorni. (E qualcuno mi dica come si lava via il burro dalle mani senza spalmarlo sugli asciugamani).
  5. Durante la preparazione ascolterete ‘Let it Go’, la canzone di Frozen, cantata a squarciagola a ripetizione. Inizierete a cantarla anche voi.
  6. Grembiule, tortine e canzoni Disney: inizierete a chiedervi dove sono gli usignoli che vi si appoggiano sulle spalle e i coniglietti parlanti. #liberidisporcarsi Cucinare con bambini-3 cucinare con bambini 4
  7. Una volta sfornate, realizzerete che le tortine non si possono decorare calde ma devono freddarsi: panico! La mamma dell’amichetta arriverà prima che l’operazione sia compiuta e le bambine sono già sull’orlo di una crisi di nervi. Cosa fare? Semplice: tortine in freezer (e poi butterete il freezer, ma è per una buona causa) e bambine con pennarelli in mano a disegnare.. indovinate? Frozen.
  8. Cercherete ispirazione sulle decorazioni per biscottini su Pinterest e, tutte entusiaste, deciderete di fare una semplice ma delizioso disegno a pallini. Mmm, come dire? L’avete replicato alla perfezione...
  9. Una delle due riuscirà a fare le decorazioni (un po’) meglio, scatenando la disperazione dell’altra, che non se ne farà una ragione. #liberidisporcarsi #liberidisporcarsi
  10. (incredibilmente) soddisfatte del risultato, le bambine assaggeranno il cookie pop per poi decretare “è bello ma fa schifo”.
  11. Oltraggiata dall’atteggiamento delle bimbe, le sfiderete dando un morso al cookie pop. Sorriso soddisfatto. Sorriso. Faccia seria. Espressione rassegnata: ‘no, avete ragione ragazze: fa proprio schifo’.
  12. Vi ritroverete con orridi cookie pops, una cucina/soggiorno che fa schifo, farina e zuccherini ovunque ma due bimbe perfettamente contente di un pomeriggio passato a pasticciare: missione compiuta! #liberidisporcarsi
Alla fine grazie a Chanteclair che, con i suoi detergenti della linea Bebè, ci ha permesso di sporcarci senza paura e ci ha aiutato (non fisicamente, ma magari la prossima volta ci facciamo pure mandare qualcuno… hehe) a ripulire tutto. Abbiamo usato lo spray Bebé Superfici Sicure, igienizzante e senza allergeni, pensato specialmente per le superfici con le quali sono a contatto bambini e neonati. Vi invito a scoprire anche gli altri detergenti per la pulizia del bucato che eliminano ogni macchia profumando a lungo i capi! Questo post è in collaborazione con Chanteclair BéBé Machedavvero   [post_title] => Cucinare con i bambini: cosa può succedere se sono #liberidisporcarsi [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => cucinare-bambini-puo-succedere-se-liberidisporcarsi [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-07-23 12:38:46 [post_modified_gmt] => 2014-07-23 10:38:46 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=101642 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) )

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