Autori

WP_Query Object ( [query_vars] => Array ( [author__in] => Array ( [0] => 3183 [1] => 3179 [2] => 3181 [3] => 1980 [4] => 3182 [5] => 3173 [6] => 3177 [7] => 3184 ) [orderby] => date [order] => desc [numberposts] => -1 [post_type] => Array ( [0] => post [1] => page ) [error] => [m] => [p] => 0 [post_parent] => [subpost] => [subpost_id] => [attachment] => [attachment_id] => 0 [name] => [static] => [pagename] => [page_id] => 0 [second] => [minute] => [hour] => [day] => 0 [monthnum] => 0 [year] => 0 [w] => 0 [category_name] => [tag] => [cat] => [tag_id] => [author] => [author_name] => [feed] => [tb] => [paged] => 0 [comments_popup] => [meta_key] => [meta_value] => [preview] => [s] => [sentence] => [fields] => [menu_order] => [category__in] => Array ( ) [category__not_in] => Array ( ) [category__and] => Array ( ) [post__in] => Array ( ) [post__not_in] => Array ( ) [tag__in] => Array ( ) [tag__not_in] => Array ( ) [tag__and] => Array ( ) [tag_slug__in] => Array ( ) [tag_slug__and] => Array ( ) [post_parent__in] => Array ( ) [post_parent__not_in] => Array ( ) [author__not_in] => Array ( ) [ignore_sticky_posts] => [suppress_filters] => [cache_results] => 1 [update_post_term_cache] => 1 [update_post_meta_cache] => 1 [posts_per_page] => 12 [nopaging] => [comments_per_page] => 100 [no_found_rows] => ) [tax_query] => WP_Tax_Query Object ( [queries] => Array ( ) [relation] => AND ) [meta_query] => WP_Meta_Query Object ( [queries] => Array ( ) [relation] => ) [date_query] => [post_count] => 12 [current_post] => -1 [in_the_loop] => [comment_count] => 0 [current_comment] => -1 [found_posts] => 391 [max_num_pages] => 33 [max_num_comment_pages] => 0 [is_single] => [is_preview] => [is_page] => [is_archive] => [is_date] => [is_year] => [is_month] => [is_day] => [is_time] => [is_author] => [is_category] => [is_tag] => [is_tax] => [is_search] => [is_feed] => [is_comment_feed] => [is_trackback] => [is_home] => 1 [is_404] => [is_comments_popup] => [is_paged] => [is_admin] => [is_attachment] => [is_singular] => [is_robots] => [is_posts_page] => [is_post_type_archive] => [query_vars_hash] => 8695f9a68403de62f3f4d7d5a8afb13c [query_vars_changed] => [thumbnails_cached] => [stopwords:private] => [query] => Array ( [author__in] => Array ( [0] => 3183 [1] => 3179 [2] => 3181 [3] => 1980 [4] => 3182 [5] => 3173 [6] => 3177 [7] => 3184 ) [orderby] => date [order] => desc [numberposts] => -1 [post_type] => Array ( [0] => post [1] => page ) ) [request] => SELECT SQL_CALC_FOUND_ROWS wp_posts.ID FROM wp_posts WHERE 1=1 AND wp_posts.post_author IN (3183,3179,3181,1980,3182,3173,3177,3184) AND wp_posts.post_type IN ('post', 'page') AND (wp_posts.post_status = 'publish') ORDER BY wp_posts.post_date desc LIMIT 0, 12 [posts] => Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 102071 [post_author] => 3183 [post_date] => 2014-10-29 15:44:22 [post_date_gmt] => 2014-10-29 14:44:22 [post_content] => adenoidi e tonsille cosa fare

Che cosa sono le adenoidi e le tonsille?

Le tonsille e le adenoidi sono piccole masserelle di tessuto linfatico poste rispettivamente le prime ai lati della gola,  le seconde in una strettoia tra naso e gola. Il tessuto linfatico, ricco di linfociti, ha il compito di produrre anticorpi contro virus, batteri e qualsiasi molecola "estranea" al nostro corpo e di bloccarne la diffusione. Quindi questi piccoli organi svolgono l'importante funzione di barriera sia meccanica  sia biologica cercando di neutralizzare i germi. La natura è stata provvida a mettere alle "porte d'ingresso" (bocca e naso) del nostro corpo delle vere e proprie "guardie armate".

Perché adenoidi e tonsille ingrossano?

Tutti i bambini che frequentano i nidi o le scuole materne, incontrano nei primi anni dell'infanzia e della vita sociale per la prima volta vari germi (virus e batteri) . Il contagio avviene  principalmente con la trasmissione attraverso quella specie di areosol di goccioline microscopiche sospese nell'aria (goccioline di Flugge) che emettiamo quando parliamo o attraverso il contatto con mani contaminate da  germi provenienti sia dalle goccioline (mani usate per parare starnuto o colpo di tosse) o dalla polvere di ambiente dove alcuni germi possono resistere per un po' di tempo. I germi, venuti a contatto con il tessuto linfatico,  lo "mettono al lavoro" stimolando la produzione di anticorpi: le tonsille e le adenoidi si infiammano e si ingrossano; questo può durare il tempo dell'infezione, ma se  questi episodi  si succedono con  frequenza,  un certo ingrossamento può persistere.

Quali malattie interessano le tonsille?

I germi (virus o batteri) che i bambini più frequentemente incontrano hanno come passaggio obbligato il tessuto tonsillare che appunto si gonfia e si infiamma. Talvolta il tessuto tonsillare si ricopre di puntini bianco-grigi. In questo caso si parla di tonsillite.

Come intervenire in caso di tonsillite?

Nella maggior parte dei casi si tratta di infezioni virali che quindi non necessitano di terapia antibiotica, ma solo dell'uso dell'antipiretico se vi è febbre e del tempo di qualche giorno (da 2 a 6) perché gli anticorpi neutralizzino i virus. Altre volte si tratta invece di infezioni batteriche sostenute dallo streptococco beta emolitico di gruppo A;  la diagnosi può essere clinica, ovvero alla visita pediatrica il quadro risulta chiaro o, nei casi dubbi, il tampone faringeo o il test rapido per l'identificazione del germe chiariscono la causa. L'esclusione o la identificazione di questo germe è assai importante, prima di tutto per non fare inutili terapie antibiotiche (i virus non rispondono agli antibiotici!), poi perché questo germe in casi  1/1000 non trattati può far sorgere a distanza di tempo malattie molto serie come la glomerulonefrite ( infezione renale), la cardite (infezione del tessuto del cuore), la malattia reumatica (articolazioni). Nel caso in cui le tonsilliti siano ricorrenti con frequenza elevata (ogni 15-30 giorni, ogni 2 mesi ) è necessario prendere in considerazione da parte del pediatra la diagnosi di PFAPA (febbre periodica con faringite, afte e linfonodi ingrossati) o effettuare una visita otorinolaringoiatrica per valutare la soluzione chirurgica.

Quali disturbi interessano le adenoidi?

Nello svolgere il loro lavoro di difesa, le adenoidi ingrossano e possono ostruire le cavità nasali. Il fenomeno può essere temporaneo e durare il tempo di un raffreddore o, in casi individuali (dipende dalla  conformazione del viso e dal numero e dalla frequenza delle infezioni), persistente. Questo provoca alcuni disturbi ovviamente più o meno rilevanti in relazione all'entità dell'ingrossamento:
  • respirazione a bocca aperta, russamento notturno (cattiva qualità del sonno, sonnolenza diurna, difficoltà  di concentrazione a scuola, inappetenza)
  • mala-occlusione dentaria (masticazione scorretta per alterazione dei movimenti di deglutizione nella respirazione a bocca aperta)
  • possibili otiti
  • apnee notturne (il respiro si ferma  quando l'ostruzione è notevole e si associa anche alle tonsille ingrossate che nella posizione sdraiata “cadono” all'indietro).

Come intervenire in caso di adenoidi?

Se sono presenti in forma importante i disturbi sopra elencati tanto da rendere scadente la qualità del sonno e della vita del bambino, è necessaria la visita otorinolaringoiatrica per la valutazione chirurgica.

5 Regole per prevenire infiammazioni alle tonsille e alle adenoidi

I comportamenti preventivi che possono aiutare sono quelli validi in generale per le infezioni. Semplici accorgimenti, ma assai utili, considerati dall'OMS come la prima e più importante strategia difensiva  dalle infezioni tanto più in età pediatrica :
  • lavare spesso le mani
  • lavare le mani ogni volta che si rientra da un luogo pubblico
  • arieggiare frequentemente i locali (anche in inverno!)
  • starnutire e tossire nella piega del gomito non parandosi con la mano
  • lavare più volte al giorno le mucose nasali (lavaggi nasali con soluzione fisiologica)
Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Callegari, Centro Medico Santagostino
Laureata in Medicina e Chirurgia presso Università statale di Milano, specializzata in Pediatria presso Clinica Universitaria De Marchi. Per 30 anni ha svolto attività di pediatra di libera scelta presso ASL di Varese. Oltre alle patologie di base, si è occupata di problematiche legate all’alimentazione (problemi nutrizionali, sovrappeso, obesità) educative e relazionali tra genitori e bambino. Dal 2012 svolge la suaa attività di pediatra presso il Centro Medico Santagostino, dove conduce anche incontri mensili con i genitori su tematiche educative e sullo sviluppo psicologico del bambino.
[post_title] => Tonsille e adenoidi: cosa fare quando si infiammano [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => tonsille-adenoidi-quando-si-infiammano [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-30 15:09:32 [post_modified_gmt] => 2014-10-30 14:09:32 [post_content_filtered] => [post_parent] => 100538 [guid] => http://www.blogmamma.it/?page_id=102071 [menu_order] => 0 [post_type] => page [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 103038 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-10-28 11:28:15 [post_date_gmt] => 2014-10-28 10:28:15 [post_content] => sciarpa ai ferri per bambini Questa è una sciarpa ai ferri per bambini (direi quasi uno scaldacollo) che ti piacerà. I motivi sono tanti. Ti piacerà perché:
  • è corta (le sciarpe lunghe classiche si sa, non sono molto pratiche) ma tiene caldo
  • si ferma al collo senza dover fare un ingombrante nodo
  • è a treccia ma si fa senza saper fare le trecce a maglia
  • perché ha i pom pon che piacciono tanto ai bambini
  • perché è facile e si fa in un lampo

Come fare la sciarpa ai ferri per bambini

La mia sciarpina-scaldacollo è fatta lavorando ai ferri tre semplici strisce di lana che vanno poi intrecciate tra di loro con le mani. Per farla avvia 8 maglie con la lana del colore che preferisci e lavora a maglia coste 1/1 una striscia lunga circa 60 cm. Chiudi le maglie. lavorazione a maglia coste Lavora nello stesso modo, altre due strisce di lana a maglia. strisce lavorate a i ferri Fissa con ago e filo i tre capi ad una estremità e fai una treccia con le mani. treccia a maglia Sempre con ago e filo fissa tra di loro i tre capi a fine treccia. treccia a maglia per scaldacollo Fai due pom pon di lana e cucili in fondo alla sciarpina. sciarpa ai ferri Per allacciare la sciarpa ti basterà allargare una delle strisce intrecciate come se fosse un'asola e passarci dentro l'altro capo della sciarpa. In questo modo la sciarpa sarà ben ferma e non si scioglierà. sciarpa ai ferri per bambini

Suggerimenti

  • Le dimensioni della tua sciarpina dipendono molto dal tipo di lana che userai. Comunque se hai bisogno di una sciarpa che copra ancora di più il collo, lavora delle strisce di lana un po' più alte (10 o 12 maglie) oppure usa una lana abbastanza grossa.
  • Per rendere la sciarpina più allegra, puoi lavorare ai ferri le tre strisce di lana una di un colore diverso dall'altro.
  • Se non sai lavorare ai ferri, potrai realizzare questa sciarpa per bambini anche all'uncinetto. Ti basterà lavorare le tre strisce di lana a maglia bassa o a maglia alta.
  • Se ti piace regalare cose fatte a mano, ti consiglio di prendere in considerazione questo modello di sciarpa per i tuoi pensierini di Natale: sarà graditissima!
Buon lavoro! [post_title] => Sciarpa ai ferri per bambini [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => sciarpa-ai-ferri-per-bambini [to_ping] => [pinged] => http://www.blogmamma.it/la-maglia-per-linverno-realizzare-una-sciarpa/ [post_modified] => 2014-10-28 11:28:15 [post_modified_gmt] => 2014-10-28 10:28:15 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=103038 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 12 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 103030 [post_author] => 3177 [post_date] => 2014-10-28 09:00:12 [post_date_gmt] => 2014-10-28 08:00:12 [post_content] => basta compiti_laura battaglia “Leggere, fare sport, suonare uno strumento, stare con gli amici. Poi li farei maggiormente collaborare ai lavori domestici (l'autonomia nella vita quotidiana quando si impara?) e... un po' di sana noia finalmente” risponde Barbara (che è mamma, educatrice e pedagoga, quindi la sua opinione vale il triplo). “Sport, sport e forse anche un po' di sport” risponde Francesca, giovane mamma di figli ormai grandi cresciuti a studio e attività sportive, appunto. “Avrebbero del tempo libero, finalmente, visto che adesso è davvero risicatissimo e viene utilizzato per portarsi avanti o recuperare" scrive Anna. Ad esempio, potrebbero fare i bambini. Mio nonno diceva sempre che ai bambini deve essere lasciato il tempo di annoiarsi. Sono io assolutamente d'accordo” dichiara Caterina, homeschooler. “Talvolta la noia genera reazioni inaspettate e molto belle” conclude Maurizia. Sono queste le risposte che ho ricevuto su Facebook alla domanda del titolo.

La mia guerra ai compiti

La mia guerra ai compiti - pomeridiani e delle vacanze - è iniziata quando la primogenita frequentava la scuola primaria a tempo pieno e, tornata a casa, doveva affrontare un ulteriore carico di lavoro. Negli anni bui delle medie la mole dei compiti è andata a innestarsi tra gli impegni sportivi della ragazza e le sue prime ribellioni adolescenziali, con esiti devastanti: i professori minimizzavano - quando non condannavano apertamente - le ambizioni da ginnasta e il suo impegno sportivo; tra me e mio marito si produsse una spaccatura in merito alla necessità di farle fare i compiti nella misura richiesta; la ragazza, nel tentativo di conciliare studio, sport e vita sociale, spese tutte le sue energie nel primo anno per crollare nel secondo e vivacchiare nel terzo. All'ingresso delle superiori Erika decise infine di abbandonare la disciplina sportiva che aveva amato e che le aveva insegnato senso di responsabilità, presenza a se stessa e spirito di squadra - ma incompatibile con il carico di lavoro richiesto. Eppure sono convinta che anche quei pomeriggi passati in palestra, quelli trascorsi in compagnia degli amici e quelli spesi sul letto a riposare abbiano avuto tutti un loro senso, una necessità e persino un loro valore educativo. Pomeriggi in cui, a creare interferenze, erano i compiti stessi. Consapevole di quanto fosse impopolare questa mia posizione (questo post sul tema pubblicato ne La 27esima Ora mi era costato 24 pagine di insulti e qualche capello bianco) ho sempre evitato di esprimere il mio punto di vista con i genitori dei compagni di scuola dei figli. Girando in rete, però, ho scoperto di non essere la sola ad avere la famiglia in ostaggio dei compiti.

Famiglie in ostaggio dei compiti

La vita scolastica della mia figlia più grande né è stata funestata” ha scritto un'utente sul gruppo Facebook Basta compiti creato da Maurizio Parodi, dirigente scolastico, e Monica Tappa, giornalista. “Il primo giorno di scuola primaria la maestra ha accolto i bambini dicendo testualmente: "adesso siete grandi, basta giocare". Fin dal primo fine settimana ci siamo ritrovati caricati di una montagna di schede. Ogni week end, ponte, festività, estate sono stati rovinati dai compiti  e dalle relative discussioni in famiglia su quando, quanto e come farli.” “Mi sento derubata del tempo: sì, la scuola ruba il tempo prezioso che potrei passare con mia figlia” le fa eco un'altra mamma “perché bisogna occuparlo nel fare i compiti. Otto ore passate in classe, parte del sabato o della domenica a fare i compiti e dalla terza elementare sono iniziati i compiti anche durante la settimana! E io? E noi? Quando posso passare un pò di tempo con lei? Mia figlia, non ha quasi il tempo per giocare...troppo stanca il pomeriggio, e il fine settimana troppi impegni casalinghi - miei, perché lavoro durante la settimana e quindi altro tempo per accudire anche la casa non ce l'ho! Che schifo d'infanzia!” “Dopo tre bellissimi anni di Conservatorio, alla fine della terza media mia figlia ha deciso di abbandonare lo studio della chitarra, anche e soprattutto a causa dei troppi compiti assegnatigli a scuola. Non si sentiva all'altezza di gestire entrambi gli impegni, anche se sappiamo perfettamente che ci sono tanti studenti che riescono a farlo. Forse lei non sarà stata una studentessa "eccellente", ma sono certa che, se i professori della scuola media avessero saputo dosare la somministrazione dei benedetti compiti a casa, ce l'avrebbe fatta. Non mi rimane altro che tanta amarezza per i troppi sacrifici personali, economici e fisici, spesi inutilmente!” Dopo avere letto queste a altre testimonianze la mia impressione è che la cosa sia sfuggita di mano, che il mezzo sia diventato un fine e che stia diventando urgente ripensare ad alternative didattiche che non prevedano pomeriggi sui libri. Cosa farebbero i nostri  figli se non fossero schiavi dei compiti? Tutto il resto. [post_title] => Cosa potrebbero fare i vostri figli se non fossero ostaggio dei compiti? [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => figli-ostaggio-dei-compiti [to_ping] => [pinged] => http://www.blogmamma.it/homeschooling-spiegato-da-una-mamma/ [post_modified] => 2014-10-28 00:08:55 [post_modified_gmt] => 2014-10-27 23:08:55 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=103030 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 102855 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-10-21 09:30:32 [post_date_gmt] => 2014-10-21 07:30:32 [post_content] => scarpine a maglia Continuando la serie di post dedicata al corredino dei bambini, ecco un tutorial per fare delle scarpine a maglia per bambini. Il modello, simile a una pantofolina, è molto facile da realizzare e lo potrai fare anche tu che magari hai cominciato da poco a lavorare ai ferri. Quello che ti serve sarà solo un paio di ferri (io ho usato un n.4) e un po' di lana (una lana soffice e compatta adatta per i bambini è la merino 100% che non pizzica, non lascia pelucchi e non contiene fibre sintetiche). Il colore lo potrai scegliere in base ai tuoi gusti.

Come fare le scarpine a maglia

Lavora un rettangolo di 16x9 cm a maglia legaccio. Chiudi le maglie. tutorial scarpine a maglia 1 Lavora un rettangolo di 9 x 7 cm a maglia coste 2/2. tutorial scarpine a maglia 2 Sflla il ferro dalle maglie e con un ago passa dentro le maglie per raccoglierle con il filo. tutorial scarpine a maglia 3 Con ago e filo unisci i due rettangoli come vedi in foto. tutorial scarpine a maglia 4 Cuci anche l'altro lato del rettangolo. Adesso tira il filo che tiene le maglie della punta della scarpina. Fai la stessa cosa anche sotto. tutorial scarpine a maglia 5 Cuci con ago e filo il sotto della scarpina. tutorial scarpine a maglia 6 Risvolta la scarpina (le cuciture devono stare all'interno), piega il bordo come fosse un colletto e cuci un bottone al centro. A questo punto lavora l'altra scarpina. scarpine-ai-ferri Hai visto come sono facili e veloci? Con questo modello, potrai fare sia delle scarpine piccole adatte per i neonati o delle pantofoline un po' più grandi adatte per bambini di uno, due, tre anni o anche di più. Devi solo modificare le misure dei due rettangoli a maglia. Buon lavoro!   [post_title] => Scarpine a maglia facili per bambini [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scarpine-a-maglia-facili-per-bambini [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-21 00:05:46 [post_modified_gmt] => 2014-10-20 22:05:46 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102855 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 2 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 102669 [post_author] => 3182 [post_date] => 2014-10-20 13:00:45 [post_date_gmt] => 2014-10-20 11:00:45 [post_content] => Creazione finita primo piano1 Questo divertente tutorial vi permetterà di realizzare un originale segnalibro perfetto per Halloween che potrà anche diventare un perfetto fuoriporta semplicemente aumentando le misure.  Sarà una simpatica idea per decorare la vostra casa o da regalare per l'occasione!

 Come realizzare il segnalibro

Materiale1  

Cosa occorre

  • Carta velina bianca
  • Cartoncino nero
  • Cartoncino bianco per la scritta a tema Halloween
  • Occhietti movibili da 1 cm. di diametro
  • Timbro con scritta a tema Halloween. In alternativa, si può stampare una frase scritta al computer oppure si può scrivere a mano
  • Tamponi di inchiostro: nero e rosso. In alternativa al rosso si possono usare dei gessetti, dei fondi di te o di caffè.
  • Filo di cotone arancione e bianco
  • Nastro bi-adesivo
  • Spugnetta per sfumare (può essere utilizzata anche quella per la cipria)

Procedimento

  • Ritagliare il cartoncino nero a forma di bara.
  • Fare un foro al centro della parte superiore.
La mia ha le seguenti misure: parte alta 2,5 cm., parte bassa 3 cm. Parte obliqua in alto 4,5 cm., parte obliqua in basso 8 cm.
  • Strappare delle strisce di carta velina alte circa 2/3 cm., stropicciarle con le mani e “sporcarle” con il tampone di inchiostro rosso (o con i fondi del te o del caffè).
  • Posizionare sul retro, lungo i contorni, del nastro bi-adesivo.
  • Avvolgere le strisce di velina attorno a tutta la sagoma. Il nastro bi-adesivo servirà per tenere salde le strisce.  Alla fine si otterrà l'effetto bendato.
Foto procedimento 1
  • Creare una piccola apertura tra 2 strisce della parte alta del cartoncino in modo da incollare 2 occhietti movibili.
foto procedimento 2
  • Prendere il cartoncino bianco (il mio misura 10x3 cm.), timbrare la scritta con l'inchiostro nero (in alternativa stampare una scritta o scrivere a mano), sporcare il cartoncino con gocce di inchiostro rosso (in alternativa vanno bene le gocce di caffè) a ricordare macchie di sangue.
  • Strappare in modo casuale i contorni del cartoncino e bucarlo a una estremità.
  • Attaccare la scritta al cartoncino con il filo colorato.
foto procedimento 3 Ed ecco il segnalibro pronto per essere regalato ad Halloween! Creazione finita Visita il mio negozio su MissHobby! [post_title] => Lavoretti per Halloween: creare un segnalibro [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => lavoretti-halloween-segnalibro [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-19 23:42:41 [post_modified_gmt] => 2014-10-19 21:42:41 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102669 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 102801 [post_author] => 3184 [post_date] => 2014-10-17 11:51:41 [post_date_gmt] => 2014-10-17 09:51:41 [post_content] =>

bilancia

Sarà impossibile non restarne incantati
Al primo sguardo se ne è innamorati

Perché i bambini della Bilancia
Son tanto belli da mangiargli una guancia

E se ne stanno beati tra i sorrisini
A guardarvi serafici come cherubini.

Educati e composti come principini
Saranno regali fin da piccini

Ed in ogni cosa cercheranno il giusto,
Dotati di tatto e di ottimo gusto...

Ma la simmetria dev'essere perfetta
Una stortura da loro non ce la si aspetta

Perché il gusto del bello che li avvolge
è il dolce e il pulito che mai sconvolge,

Del fiume che scorre senza bufera
Di una canzone che suona sincera.

Guidati da questo piacere composto
Vorrebbero ogni cosa fosse al giusto posto

E per questo son pronti davvero a lottare
Perché la giustizia possa trionfare

Ma sempre lo fan senza armi affilate
Col determinato voler di cui sono dotate

Che con attenzione il mondo accarezza
Cercando armonia con grande fierezza! 

Come fanno i due piatti della bilancia
Questo bimbo ad un altro sempre si abbraccia

Perché la sua forza è condivisione
Solida spalla da collaborazione

E in una cosa di certo non metterà avarizia
Nel donare sé stesso ad una grande amicizia!

[post_title] => Oroscopo dei bambini: segno Bilancia [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => oroscopo-dei-bambini-segno-bilancia [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-17 14:37:20 [post_modified_gmt] => 2014-10-17 12:37:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 100631 [guid] => http://www.blogmamma.it/?page_id=102801 [menu_order] => 0 [post_type] => page [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 102781 [post_author] => 3177 [post_date] => 2014-10-16 09:42:31 [post_date_gmt] => 2014-10-16 07:42:31 [post_content] => famiglie eterosessuali Marina non è una ragazza alla ricerca della propria identità sessuale: ha 44 anni, due figli adolescenti – una ragazza di quattordici e un ragazzo di dodici – e un ex marito. Cinque anni fa, dopo storie difficili e tormentate, si reinnamora: di una donna, con cui condivide figli e quotidianità. La sua è una famiglia rainbow
Marina, come hai incontrato la tua compagna e com’è stato accettare la propria omosessualità in età adulta?
Dopo alcuni anni dalla separazione dal papà dei miei figli e dopo l'ennesimo rapporto eterosessuale fallito, mi sono chiesta se davvero le mie esperienze giovanili con ragazze (che poi ammontavano ad una esperienza effettiva e qualche cottarella senza conseguenze) non fossero la strada che avrei dovuto continuare a perseguire da allora, invece di re-incanalarmi in un classico binario di vita sul modello eterosessuale. Il problema era che a diversi anni e due figli di distanza, non avevo assolutamente idea di come avrei potuto conoscere una donna interessata a me. Non mi ero ancora resa conto che le lesbiche e bisessuali sono tutte intorno a noi. Semplicemente soffrivo di un pregiudizio ancora fin troppo vivo: quello di dare per scontata l'eterosessualità di chiunque incontriamo, a meno di non avere inconfutabili prove di diverso orientamento sessuale. Alla fine poi la mia compagna mi è stata banalissimamente presentata da un amico comune. Un appuntamento a tre in birreria è stato il pretesto. Io a quell'appuntamento non ci volevo andare e neanche lei era proprio convinta, invece sono quasi cinque anni che stiamo insieme. Anche lei era reduce da una precedente esperienza eterosessuale: era infatti separata da suo marito, col quale non aveva avuto figli.
Come l’hai presentata ai tuoi ragazzi? E loro hanno avuto difficoltà ad accettare il vostro amore?
Il lato "positivo" della presunzione di eterosessualità è che ho potuto presentare inizialmente la mia compagna senza dire loro niente oltre al nome e loro hanno dato per scontato che fosse un'amica, cosa che peraltro è: non riuscirei ad avere il rapporto che ho con lei se non fosse anche mia amica, se non potessi avere di lei la stima ed ammirazione che ho. La questione del dire loro che era la mia compagna l'ho dovuta prima affrontare con me stessa e solo quando sono stata realmente pronta e convinta ho fatto il mio coming out ufficiale. Ho ritardato di diversi mesi principalmente perché dopo tanti rapporti deludenti e non sapendo come sarebbe andata la storia tra noi (chi lo sa all'inizio?), non volevo correre il rischio che riponessero speranze in quel rapporto finché non avessi avuto almeno una ragionevole speranza che sarebbe stato duraturo. E poi c'era la classica strizza da coming out, quella roba terribile che ti prende allo stomaco, ti sussurra in un orecchio di tutte le storie terrificanti - e, purtroppo, a volte vere - di famiglie lacerate, figlie e figli che rifiutano madri e padri dichiaratisi omosessuali. La vocina è veramente odiosa e anche bugiarda per omissione visto che non racconta delle tantissime esperienze positive, quale è poi stata senza dubbio la mia. Alla fine, quando ho ritenuto fosse il momento giusto, ho racimolato tutto il coraggio che avevo ed ho "confessato" ai miei figli che la mia "amica" era in realtà la mia compagna. Inizialmente c'è stato un po' di stupore, più che altro credo perché pur sapendo dell'esistenza di orientamenti sessuali diversi dall'eterosessualità, non era ancora capitato loro di averci a che fare dal vivo. Il fatto che già conoscessero ed apprezzassero la mia compagna è stato sicuramente un punto a favore. Per me è stato un grosso sollievo, un po' perché moralmente mi pesava omettere una parte così importante e bella della mia vita, un po' perché siamo entrambe persone molto affettuose ed il nascondersi per abbracciarsi o scambiarsi un bacio, superati i quindici anni, è davvero ridicolo. Per sapere come considerano la nostra famiglia, ti dico cosa ha scritto in un compito di spagnolo mio figlio: alla richiesta di descrivere la composizione della sua famiglia ha elencato una sorella, una mamma, una fidanzata della mamma, un papà, una fidanzata del papà.
E il mondo come reagisce al fatto che siate una coppia? Mi riferisco ai vostri parenti, colleghi, insegnanti dei figli
Con i parenti la parte più difficile è la pianificazione di pranzi e cene durante le festività: non sia mai che non si vada da quella zia o da quel cugino! I primissimi tempi, quelli passati da coppia semi-nascosta, potevamo permetterci il lusso delle festività separate, adesso guai se io non vado dai suoi parenti o non viene lei dai miei. Non c'è niente da fare, siamo considerate una coppia e come tale tocca comportarsi, inclusi i buoni propositi, sempre disattesi, di dieta per smaltire l'eccesso di festività. Con le colleghe sono stata inizialmente più timida di lei, ma principalmente perché non mi piace troppo parlare dei miei fatti personali sul lavoro. Le persone con cui parlo di più hanno saputo da subito della nostra storia, le altre l'hanno saputo col tempo. Oramai non mi pongo proprio il problema, se la presento a qualche collega è come mia compagna e non mi risulta che ci sia chi abbia problemi. Addirittura un paio di estati fa è uscita su una rivista una intervista a noi due con tanto di foto, al ritorno dalle sue ferie una manager mi ha apostrofata tutta gioiosa in mezzo all'ufficio dicendomi di avermi vista e che era proprio contenta ed avevamo fatto bene. Le insegnanti della scuola elementare hanno avuto reazioni diverse, da quella partecipe a quella impicciona che si preoccupava oltremodo del benessere di mia figlia fino a risultare fastidiosa. Problemi reali non ce ne sono stati comunque. Le insegnanti della scuola media frequentata dalla grande ed ora dal piccolo, sono sempre state molto neutre, la nostra composizione familiare non è mai sembrata interessare molto. Professoresse e professori del liceo appena iniziato dalla grande non credo siano ancora stati messi al corrente, ma se conosco la mia piccola attivista, non passerà ancora molto tempo prima che vengano spiegate tutte le ramificazioni della nostra galassia familiare. La nota dolente sono a volte compagne e compagni di classe, il tipico darsi del frocio come insulto abituale viene vissuto ovviamente come un affronto personale. Loro ci provano a fare controinformazione, ma purtroppo nessuna insegnante si è mai spinta più in la del non creare problemi. Reali lezioni sull'inclusione dei diversi orientamenti sessuali non sono state fatte. Qualche frase qui e là ma mai niente di organico. Adesso si sente sempre più parlare di corsi da fare nelle scuole, tra chi li auspica come me e chi li bolla come obbrobri proposti dalla "lobby omosessualista". In realtà ci sono molte più polemiche che corsi, ma in fondo qualche anno fa non se ne parlava nemmeno quindi credo ci sia motivo di sperare in un continuo migliorare della situazione. Le uniche lezioni realmente inclusive sono state le due sulla sessualità, proposte da personale della ASL l'anno scorso in classe di mia figlia. Sono state lezioni volte a spiegare le malattie a trasmissione sessuale ed ovviamente la persona incaricata ha parlato dei rapporti sessuali, parlando sia dei rapporti tra persone di sesso diverso che dello stesso sesso. Mia figlia che è estremamente pudica è rimasta un po' imbarazzata dalla discussione, ma non ha perso l'occasione per dire che la sua mamma aveva la fidanzata. La signora che faceva le lezioni continuava a dirle "brava, brava!" e non ci è stato chiaro se fosse brava la figlia o la madre, alla fine della seconda lezione mi ha anche inviato i saluti, pure se non ci siamo mai viste.
La protesta silenziosa delle Sentinelle in piedi è alla ribalta delle cronache. Come l’avete spiegata ai ragazzi e come spiegate loro l’omofobia?
La spinta ad entrare a fare parte dell'attivismo LGBT  è stata proprio la necessità di far frequentare ai miei figli altre famiglie come la loro. Sono stata iscritta per molti anni all'Associazione Famiglie Arcobaleno (che riunisce principalmente coppie di omosessuali che hanno o desiderano avere figli insieme e che lottano per i riconoscimenti dei loro diritti genitoriali e di coppia) ma ho soprattutto iniziato a far parte fin dalla sua fondazione di Rete Genitori Rainbow che è una associazione che si propone invece come rete per tutte le persone come me: omosessuali, bisessuali e transessuali con figli da una precedente relazione eterosessuale, che sono poi ancora in Italia la stragrande maggioranza di persone omosessuali con figli. I miei figli hanno quindi frequentato varie riunioni, feste, incontri, con genitori e figlie e figli, hanno vissuto le feste ma hanno anche partecipato a discorsi più seri. Sanno cosa è l'omofobia, da quella violenta che uccide le persone a quella che nasconde sotto una ipocrita patina di pacatezza la violenza ideologica delle sentinelle. Abbiamo sempre parlato tanto degli avvenimenti nel mondo ed è quindi naturale includere gli avvenimenti nel mondo LGBT anche se spesso preferisco parlare delle belle notizie, a volte faccio vedere loro dei video (tipo questo) e mi prendono in giro tutte le volte che mi commuovo cioè sempre! Non esiste video di matrimonio, annuncio di nascita, discorso sui genitori che non mi faccia spuntare i lucciconi. Loro, oltre a prendermi in giro, nel loro piccolo sono attivisti in erba, parlano a scuola, con le amiche, gli amici. Mia figlia sta organizzando con alcuni compagni un giornalino scolastico, si è ovviamente proposta per la parte dei diritti civili. Un paio di volte mi hanno chiesto con un po' di preoccupazione se io e la mia compagna avessimo subito aggressioni verbali o altri episodi negativi. Fortunatamente ho sempre potuto rispondere che a noi non è successo niente, spero continui così.
Nell’agenda del governo c’è il riconoscimento delle unioni civili. Immagino possiate dirvi soddisfatte
Immagini male: la sola idea delle unioni civili proposte fino ad ora mi offende profondamente. Se questo Stato mi considerava degna di un matrimonio quando ho sposato il mio ex marito e degna genitrice quando sono diventata madre, non posso tollerare di essere considerata niente di meno solo perché amo una donna, in un rapporto che è molto più sano e funzionale di qualsiasi relazione eterosessuale avuta in passato. Discorso a parte per le amministrazioni locali che sempre più si stanno schierando a favore del riconoscimento delle unioni contratte all'estero. Sono riconoscimenti che non possono sostituire le leggi che il nostro parlamento da fin troppo tempo sta evitando di discutere, ma sono un chiaro segnale di quanto buona parte della cosiddetta "società civile" abbia compreso che le persone bisessuali, omosessuali e transessuali sono semplicemente persone come tutte le altre e, come tali, portatrici dei medesimi diritti e doveri del resto della popolazione. Sui doveri ci siamo da un pezzo, sono i diritti che ci sono ancora negati. [post_title] => Marina, una mamma rainbow [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => marina-mamma-rainbow [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-16 10:39:20 [post_modified_gmt] => 2014-10-16 08:39:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102781 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 102644 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-10-14 09:30:59 [post_date_gmt] => 2014-10-14 07:30:59 [post_content] => sacchetto porta caramelle per halloween Halloween si sta avvicinando e forse tu stai cercando qualche idea o lavoretto per fare dei porta dolcetti fai da te. Bene, allora ti dico come fare dei sacchetti porta caramelle per Halloween a forma di pipistrello come quello che ho fatto io. Sono molto carini (no che dico carini...volevo dire mostruosi!), facili e veloci da fare anche e soprattutto insieme ai bambini. Possono essere utilizzati sia come decorazione da appendere a scuola o a casa magari davanti alla finestra, sia come sacchettino da regalare ai bambini in occasione della Festa di Halloween.

Come fare i sacchetti porta caramelle per Halloween

sacchetto porta caramelle per halloween 1 Per fare un sacchettino a forma di pipistrello come quello che ho fatto io ti serve:
  • un po' di carta crespa nera
  • del cartoncino nero
  • filo di lana nero
  • blister vuoto (quelli delle medicine in compresse)
  • forbici
  • colla
  • caramelle
sacchetto porta caramelle per halloween 2 Taglia un rettangolo di 32x26cm nella carta crespa e piegalo in due nella sua larghezza. sacchetto-per-halloween Incolla i lati e fai due pieghe a soffietto (una da un lato e una dall'altro) Incolla e chiudi il fondo con una piega e lascia aperta la parte in alto. sacchetto porta caramelle per halloween 4 Disegna sul cartoncino nero la sagoma di un'ala del pipistrello. Piega in sue il cartoncino e ritaglia le ali. sacchtto portacaramelle per halloween 5 Incolla le ali del pipistrello sul sacchettino. sacchetto porta caramelle per halloween 6 Riempi il sacchettino con le caramelle che preferisci. sacchetto porta caramelle per halloween 7 Piega l'apertura del sacchetto e fai un piccolo foro. occhi-pipistrello Prepara due occhietti finti mobili mettendo due minuscole palline di carta nera dentro ai blister vuoti. Chiudi gli occhietti incollando un pezzetto di carta bianca dietro. sacchetto porta caramelle per halloween 8 Incolla gli occhietti mobili sul davanti del sacchettino. Lega un filo di lana al forellino (io sul foro ho applicato un occhiello metallico tu puoi fissarlo con nastro adesivo trasparente). Il sacchettino per Halloween è pronto! sacchetto porta caramelle per halloween Anche se i pipistrelli sono di colore nero, tu potrai creare tanti  sacchetti porta caramelle per Halloween anche in altri colori come viola, arancioni, verdi. E ora pronti per Dolcetto o Scherzetto? ;)

Cerchi altre idee o lavoretti per Halloween? Leggi lo SPECIALE HALLOWEEN

  [post_title] => Sacchetti porta caramelle per Halloween [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => sacchetti-porta-caramelle-per-halloween [to_ping] => [pinged] => http://www.blogmamma.it/halloween-ricette-veloci-e-spaventose-per-bambini/ [post_modified] => 2014-10-13 22:24:57 [post_modified_gmt] => 2014-10-13 20:24:57 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102644 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 3 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 102327 [post_author] => 1980 [post_date] => 2014-10-14 09:00:56 [post_date_gmt] => 2014-10-14 07:00:56 [post_content] => I pensieri negativi possono essere alla base di molti disturbi e sintomi. Come? Semplice: il corpo e la mente sono una cosa sola. allontanare la negatività Non solo ciò che accade influenza il nostro umore, ma il nostro umore influenza anche ciò che accade. E così capita che alcuni stati d’animo, in particolare il rimuginare su qualcosa e il senso di colpa, possono modellare la nostra condizione psicologica, o in altre parole la nostra percezione delle cose. Se la consapevolezza e la riflessione personale possono essere un’ottima base di partenza per una vita felice e autentica, al contrario in alcuni giorni possano diventare parecchio stressanti per cose non così importanti. Capita: certe volte stiamo lottando con qualche battaglia personale, o soffriamo di qualche sintomo fisico, o i vestiti ci vanno troppo stretti… questo basta a fare scattare la trappola dell’auto-accusa e dei sensi di colpa. E tutto peggiora. Ma dobbiamo pensare che succede a tutti, e non siamo soli: la vita non fila mai sempre liscia, e le difficoltà fanno parte del percorso. Basta un pizzico di impegno e provare a guardarle da un altro punto di vista. Ci sono pochi banali passi ai quali non pensiamo e che possono rendere la nostra giornata molto diversa:
  • cominciare la giornata con un pensiero positivo: è sufficiente pensare che il giorno che abbiamo davanti è un dono, e pensarlo come un’opportunità
  • andare alla ricerca della bellezza: un bambino che ride, un fiore che sboccia, uno scorcio tra le strade. Basta accorgersene.
  • impegnarsi a fare qualcosa di bello per qualcuno, durante la giornata (basta un complimento, un’osservazione carina)
  • prendere la lista delle cose trascurate che ci piacciono e provare a farne almeno una
  • provare ad andare a dormire con un senso di gratitudine per quello che abbiamo avuto
Questi semplicissimi passi possono influenzare la nostra vita. Il relax innesca un circolo virtuoso: più siamo rilassati, meglio andranno le cose, più ci sentiremo in salute. [post_title] => Allontanare la negatività con 5 mosse [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => allontanare-negativita-5-mosse [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-11 00:21:25 [post_modified_gmt] => 2014-10-10 22:21:25 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102327 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [9] => WP_Post Object ( [ID] => 102387 [post_author] => 3177 [post_date] => 2014-10-09 09:00:17 [post_date_gmt] => 2014-10-09 07:00:17 [post_content] => sybille kramer-001 Sybille Kramer è un'artista altoatesina con un mondo tutto speciale: colorato, fatto di immagini, carta da pacco, pastelli, etica, politica, educazione, il tutto mescolato con verve comunicativa e volontà di condivisione. L’ho conosciuta in rete approfondendo il tema dell’homeschooling, esperienza che lei ha vissuto per cinque anni con i suoi due figli che oggi frequentano le scuole superiori e che Sybille ha condiviso in rete in modo dettagliato nel corso degli anni, fornendo materiali e spunti di riflessione sia per genitori attenti che a insegnanti alla ricerca di approcci creativi alla didattica. In questo modo Sybille è diventata una blogger nota e vero punto di riferimento, tanto da essere invitata quest'anno al 2° Incontro Nazionale sull'Educazione Parentale che si è tenuto lo scorso giugno a Rimini. Oggi Sybille continua ad offrire sostegno per l'educazione individuale e si dedica alla sua attività di artista e illustratrice, sia in Italia che in Austria. La sua ultima invenzione è il flexagono, un piccolo progetto di cartotecnica che mescola le sue illustrazioni agli haiku di Silvia Geroldi. Quale persona migliore per approfondire il tema dell’homeschooling?
Sybille, perché credi che l'homeschooling sia una alternativa preferibile alla scuola tradizionale?
Credo possa essere ritenuta preferibile nel caso non si voglia delegare il compito di istruire ed educare all’istituzione scolastica. In fondo é una scelta come fare il pane in casa o andare a comprarlo. Il punto é che purtroppo non sempre si trova il pane di buona qualità da comprare e allora ci si vede quasi costretti a farselo in casa (se la qualità del pane rientra fra le proprie priorità). Ma esistono anche persone con la passione di fare il pane in casa a prescindere da quello che si può acquistare, ed é bello che ne abbiano la possibilità! Penso che se la scuola fosse un luogo in grado di mettere al centro l’individuo con le sue capacità e i suoi talenti, accogliente, rispettoso dei ritmi dei singoli; se fosse un luogo dove i bambini non vengono giudicati o valutati ma possono liberamente esplorare, sviluppare i propri interessi e imparare secondo i propri tempi e inclinazioni... ecco, se la scuola e l’istruzione in generale fossero strutturati in modo diverso, penso proprio che si potrebbe discutere in un’altra maniera su questo argomento. Molti bambini non vanno a scuola perché lo trovano un posto invitante e hanno scelto di frequentarlo, ma perché devono. Fin da piccoli imparano che studiare è un obbligo, non un piacere. Imparano che ci si impegna per ottenere dei voti buoni e per evitare problemi, non per essere soddisfatti di se stessi. Imparano a confrontarsi ed essere confrontati senza sosta con i loro coetanei perché di solito in una classe – in modo assolutamente innaturale – si trovano esclusivamente bambini della stessa età. Questo fa si che si perdano la capacità di confrontarsi con se stessi e con le proprie aspettative, i propri obiettivi. Si impara che le cose vanno fatte come dice l’insegnante o il libro di testo, perdendo un po’ alla volta la capacità di trovare delle proprie soluzioni o metodi e di saper pensare fuori dagli schemi in modo creativo e innovativo. Ecco, questi ed altri sono i fatti che dovrebbero farci riflettere, come genitori e anche come società, sulla direzione nella quale stiamo andando: si sta uccidendo una parte del bambino e dell’infanzia che io chiamo “sacra” - la curiosità innata, la capacità di seguire il proprio ritmo, di sentire di cosa si ha bisogno in quel momento per il proprio sviluppo. A questo punto l’homeschooling può senz’altro essere l’alternativa, ma vorrei sottolineare che, così come la scuola non é tutte le scuole, ogni famiglia che fa homeschooling é diversa dall’altra. L’homeschooling è un’occasione per una migliore qualità di apprendimento, di vita familiare, ma non significa in automatico che lo debba essere per forza. Sicuramente l’homeschooling offre molte più possibilità anche dal punto di vista organizzativo: si possono seguire i bambini singolarmente puntando sulle loro capacità e interessi, si esce dal modello dello “studiare secondo un orario delle materie fisse”, si possono gestire le giornate in modo libero, interessante e multidisciplinare. Insomma: si può godere di molte più occasioni e metodi di apprendimento escludendo nello stesso momento tutti i fattori che possono creare stress e bloccare l’apprendimento come, ad esempio, il ritmo dato dalla classe o dal programma, il continuo confronto con gli altri, la restrizione del tempo libero, la presentazione di temi per i quali il bambino non è ancora pronto.
Ritieni sia un percorso adatto a tutti i genitori?
Lo ritengo adatto a tutti i genitori e ai bambini che vogliono scegliere questa opzione – sottolineo anche “bambini” perché secondo me sono sempre da coinvolgere in questa decisione. Infatti conosco famiglie di homeschoolers dove uno dei figli ha voluto, per un anno o di più, provare a frequentare la scuola. Scegliere homeschooling non deve essere per forza una scelta “per sempre”: noi per esempio abbiamo deciso da anno in anno, tutti insieme, se continuare con questo percorso (non che ci fosse mai stato qualche dubbio a dire il vero). E dunque una famiglia può anche decidere semplicemente di “provare” per vedere se é un’opzione che fa per lei. Ovviamente l’homeschooling non é sempre facile, soprattutto se entrambi i genitori lavorano fuori casa a orari fissi e a tempo pieno. In tal caso diventa difficile ma non impossibile: ho conosciuto famiglie per le quali la scelta di fare homeschooling era così importante da portarli a modificare stile di vita, trasferirsi in un altro posto e cambiare lavoro. Addirittura diverse famiglie in paesi dove l’homeschooling é vietato per legge, come la Germania, sono pronte ad emigrare. Ricevo abbastanza spesso richieste proprio da famiglie della Germania che si informano su questo. Diverse mamme homeschooler che conosco lavorano da casa (facendo traduzioni, badando ad altri bambini, lavorando nella propria fattoria o altro) e in qualche modo si organizzano con il marito e/o i nonni e anche con altre famiglie di homeschoolers. Un’altra amica invece, che vive negli Stati Uniti, come suo marito insegna all’università ma riesce a fare homeschooling con i cinque figli: é veramente molto questione di organizzazione e volontà di tutta la famiglia, ma soprattutto é uno stile di vita che mette al centro la famiglia. Quando dunque parliamo di homeschooling parliamo di molto altro, non “solo” di istruzione. Sul fatto invece che alcuni genitori pensano “Non sarei mai capace di insegnare a leggere a mio figlio” rispondo che non é tanto questione di “tecniche di insegnamento” ma di piacere di passare il tempo insieme ai propri bambini, avendo fiducia nell’apprendimento naturale: l’essere umano é per natura curioso di imparare a fare quello che vede fare gli altri, non é un vaso vuoto in attesa di essere riempito con un mucchio di cose. In un ambiente sereno e accogliente e potendo seguire i propri ritmi, apprendere diventa appunto una cosa naturalissima. Per fare un semplice esempio – in una casa piena di libri é impossibile non imparare a leggere.
Per quale motivo una famiglia decide di assumersi la responsabilità dell'educazione scolastica di un figlio?
I motivi possono essere davvero tantissimi. C’é chi ha forse già fatto esperienze negative a scuola e sceglie questa via d’uscita. C’é chi non ha sufficiente scelta dal punto di vista pedagogico/didattico a disposizione, per esempio a chi sta a cuore la pedagogia montessoriana e non trova una scuola di questo tipo per iscrivere il bambino, può decidere di fare da sé. Un altro motivo può essere la salute: ho conosciuto dei casi di bambini che mancavano spessissimo a scuola per motivi di salute, ad esempio per malattie croniche, e visto il rischio di perdere l’anno la famiglia ha optato per l’istruzione parentale almeno fino alla terza media. Ho notato inoltre che esiste anche il rifiuto dei ragazzi stessi ad andare a scuola: questo succede soprattutto ad adolescenti che magari hanno accumulato diverse esperienze negative durante tutti gli anni di scuola, e a 15-16 anni si ribellano decidendo di non voler più far andare a scuola. In questa età un po’ critica uno o due anni a casa, per seguire i propri interessi, ma anche per avere un bel po’ di tempo a disposizione per “respirare” e riflettere come si vuole gestire la propria vita e il futuro, possono avere degli effetti veramente terapeutici. Un altro caso può essere quello di bambini plusdotati che a scuola non vengono seguiti abbastanza ma avrebbero proprio bisogno di essere sostenuti nella loro peculiarità. La stessa cosa vale per bambini con disturbi di apprendimento o altri problemi, che invece studiando e apprendendo in famiglia e con i loro ritmi invece che in una classe di 30 bambini e con orari poco flessibili, riescono ad affrontare meglio e superare le loro difficoltà. Poi ci sono famiglie come la nostra che ad un certo punto si dicono: ma sì, proviamo per un anno, poi decidiamo come proseguire. Il nostro é stato un percorso di esperienza prima con la scuola elementare del paese, poi con una scuoletta autogestita in stile montessoriano che però ha dovuto chiudere dopo alcuni anni per problemi economici. Sono stati i nostri figli stessi a proporre a quel punto di “provare di fare scuola a casa”. Altre famiglie invece decidono fin da principio di intraprendere questo percorso, qui diventa proprio un fatto culturale, di visione della famiglia e della vita familiare giorno per giorno. Poi negli anni ho conosciuto diverse insegnanti che, al momento di decidere per i propri figli, scelgono l’homeschooling. Anzi in molti casi le mamme-homeschoolers che personalmente conosco sono proprio ex insegnanti o educatrici; ora ognuno può dedurre da questo fatto quello che vuole. Infine ci sono famiglie che vivono in posti svantaggiati per quanto riguarda la scuola: per esempio in alta montagna, dove per raggiungere la scuola dovrebbero fare tutti i giorni 20-30 km o di più, e dove almeno per i primi anni di scuola per motivi di qualità di vita scelgono questa possibilità. In fondo comunque ci sono tanti motivi per questa scelta come le famiglie che fanno homeschooling, qui ho raccontato solo quelli che mi sono venuti in mente spontaneamente.
Ritieni che la mancanza di interazione con gli altri studenti e gli insegnanti possa privare o meno un bambino dell'esperienza del gruppo-classe?
Qui non é possibile dare una risposta chiara, perché dipende tutto dalla situazione concreta. Se la famiglia e i bambini sono inseriti bene nel proprio paese o quartiere, frequentano associazioni o corsi, fanno sport ecc., allora il “problema della socializzazione” non é dato. Anzi, si tratta di bambini privilegiati perché hanno modo di passare il tempo con bambini di diverse età e naturalmente anche con adulti, e non sono costretti a passare la maggior parte della giornata chiusi in una classe con esclusivamente coetanei. A proposito di “insegnanti” gli homeschoolers di solito hanno molte più possibilità di interagire con adulti che per loro sono tutti “insegnanti”: dal giardiniere che ti spiega perché quel tipo di pianta ha bisogno di quel tipo di concime, dall’impiegato alla posta che conoscendo la tua passione ti mette da parte i francobolli particolari, dalla vecchietta che incontri tutte le mattine quando vai a comprare il pane e che ti spiega che oggi verrà da piovere per via delle forme delle nuvole, dalla simpatica signora della biblioteca che é sempre felice di vederti perché di mattina in biblioteca non ci sono mai bambini, e così ha tempo da dedicarti per consigliarti i libri sull’argomento che stai seguendo, alla guardia forestale che ti accompagna nel bosco per spiegarti gli alberi... È proprio questo “apprendere in libertà e con naturalezza” giorno per giorno (che per chi frequenta la scuola é una cosa possibile solo durante i giorni di vacanza) che é uno dei punti forti dell’homeschooling. Ovviamente, se una famiglia decide di chiudersi in casa, stare sui libri di scuola e non uscire mai, la questione cambia, ma sinceramente di famiglie così non ne ho mai incontrate. La fortuna più grande ce l’hanno le famiglie che vivono in un contesto sociale dove esistono anche altre famiglie di homeschoolers: loro possono incontrarsi regolarmente, aiutarsi nella gestione organizzativa delle giornate, proporre delle lezioni a gruppo, fare teatro e laboratori, andare insieme a visitare musei, fare delle escursioni e gite. Detto questo, vorrei però anche sottolineare che i bambini che sono cresciuti in un contesto più piccolo (citando ancora per esempio i bambini che vivono in realtà piccole come paesini o frazioni in alta montagna, dove si scende a valle magari solo per la messa di domenica) al momento di inserirsi in un ambito scolastico tradizionale non hanno incontrato delle grosse difficoltà per quanto io ne sia a conoscenza: Questo perché noi tutti abbiamo una grande capacità di adattamento, e in questa possiamo davvero avere fiducia.
Sybille, cosa possono fare le famiglie quando sospettando un problema di apprendimento?
Ho seguito in passato qualche famiglia di homeschoolers americani con bambini con difficoltà di apprendimento, che in pratica hanno fatto cosí: si sono informati a 360 gradi sui modi di sostegno possibili e hanno cercato di applicare i consigli, di utilizzare materiale didattico extra ecc., anche con l’aiuto ed il consiglio di specialisti. In Italia conosco in specifico una famiglia con una bambina che ha un problema di apprendimento diagnosticato, che con l’homeschooling sta avendo dei bei risultati e ne parla anche sul suo blog qui e qui. Ovviamente é consigliabile, nel caso che si sospetti un problema di apprendimento,farlo per prima cosa diagnosticare per averne la certezza. Dunque la certezza prima di tutto, poi l’informazione, in caso di homeschooling ad esempio io contatterei subito altre famiglie che hanno vissuto o stanno vivendo la stessa esperienza perché nulla puó essere piú utile di chi ci é giá passato, anche se ovviamente poi ogni storia é unica – ma per ascoltare consigli, farsi dare dei nomi di specialisti, titoli di libri utili, strumenti didattici particolari ecc... Proprio per dubbi e domande come in questi casi in Italia fortunatamente esiste la rete di Educazione Parentale dove potersi scambiare esperienze dirette nel forum: Ecco se potessi ancora aggiungere una cosa alla mia intervista sarebbe quella di ringraziare pubblicamente Erika Di Martino che da anni si sta impegnando nel creare questa rete di scambio, di incontri, di sostegno, per homeschoolers e anche per quelli che sono indecisi e vogliono informarsi, oppure sono “simpatizzanti” dell’idea ma per vari motivi non possono farlo con i loro figli, ma desiderano magari applicare diverse idee e metodi almeno a casa, nel tempo libero, durante le vacanze... Grazie al suo lavoro (lei ha creato questa piattaforma) e alla sua esperienza, molte famiglie hanno trovato sostegno, incoraggiamento e soprattutto consigli pratici, hanno creato dei gruppi nelle varie province e si danno una mano in caso di necessità. Quest’anno ha anche pubblicato un libro, Homeschooling. L'educazione parentale in Italia.Ci sono anche due breve interviste dei miei figli che il percorso di homeschooling l’hanno terminato ormai da 2 e 5 anni). [post_title] => Sybille Kramer e l’homeschooling [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => sybille-kramer-homeschooling [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-09 09:22:23 [post_modified_gmt] => 2014-10-09 07:22:23 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102387 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 3 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [10] => WP_Post Object ( [ID] => 102561 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-10-07 09:39:47 [post_date_gmt] => 2014-10-07 07:39:47 [post_content] => scaldacollo a maglia Ebbene sì, lo scaldacollo a maglia ha praticamente quasi preso il posto della sciarpa. Credo dipenda dal fatto che è molto più pratico, ripara comunque dal freddo gola e collo e si porta bene praticamente su tutto. Io li adoro! Si possono fare scaldacolli da donna, da uomo e anche per bambini e poi si possono fare con i bottoni, a tubo, traforati e con le trecce. Insomma con un po' di lana e due ferri ci si può davvero sbizzarrire. Se si è alle prime armi con il lavoro a maglia, lo scaldacollo è sicuramente il progetto più adatto per i primi lavori. Lavorarne uno infatti è facile e veloce, soprattutto se le prime volte si scelgono modelli di scaldacollo semplici da fare. E quello che ho fatto io lo è.

Scaldacollo a Maglia Spiegazioni

Per fare questo scaldacollo a maglia ho utilizzato circa 80gr di lana e ferri n.5 e lavorato solo a maglia coste 1/1.

schema scaldacollo a maglia

Per dare allo scaldacollo un'aria particolare, ho lavorato ai ferri un trapezio (vedi schema), anziché fare il classico rettangolo. Lo scaldacollo finito misura 60cm di lunghezza, 25cm nella parte larga e 10 nella parte stretta. scaldacollo ai ferri Se vuoi farlo anche tu, avvia 22 maglie sul ferro e lavora per circa 20 cm a maglia coste 1/1. Lavora a maglia coste 1/1 per altri 40 cm, ma da ora in poi fai regolari diminuzioni di maglie, in modo da dare allo scaldacollo la forma di un trapezio fino a che non misurerà 10cm. Poi chiudi le maglie e nascondi i fili. scaldacollo a maglia spiegazione A questo punto fissa i bottoni nella parte stretta distanti circa due centimetri dal bordo. scaldacollo con bottoni Nota bene: durante la lavorazione non ho volutamente lasciato lo spazio per le asole. Lo scaldacollo infatti può essere indossato in più modi abbottonando i bottoni in punti diversi (quindi non volevo lasciare troppi buchi). Lavorando con mano morbida è possibile ottenere maglie che si possono allargare facilmente per far passare i bottoni. In questo modo potrai ogni volta abbottonarlo nel punto che ti piace di più oppure infilarlo dalla testa se vuoi. scaldacollo a maglia con bottoni

Varianti

Se oltre ai ferri, sai anche lavorare all'uncinetto, puoi fare dei bordi a crochet intorno allo scaldacollo, magari di un colore diverso. In alternativa, per abbellire lo scaldacollo che ne dici di metterci delle simpatiche frange? Comunque una volta indossato, largo da una parte e stretto dall'altra, questo scaldacollo a maglia avvolge in maniera asimmetrica il collo e puoi dargli le forme che vuoi tu: ogni volta sarà un modello nuovo! Scommetto che stai già pensando che è una bella idea regalo handmade per il prossimo Natale... [post_title] => Scaldacollo a Maglia per l'inverno [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scaldacollo-a-maglia [to_ping] => [pinged] => http://www.blogmamma.it/la-maglia-per-linverno-realizzare-una-sciarpa/ http://www.blogmamma.it/poncho-a-maglia-per-bambini/ http://www.blogmamma.it/regali-fai-da-te-per-natale-maglia/ [post_modified] => 2014-10-22 17:57:21 [post_modified_gmt] => 2014-10-22 15:57:21 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102561 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 5 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [11] => WP_Post Object ( [ID] => 102441 [post_author] => 3177 [post_date] => 2014-10-02 09:00:11 [post_date_gmt] => 2014-10-02 07:00:11 [post_content] =>
festa dei nonni nonna silvana
Quando annunciai a mia madre che aspettavo un bambino (al telefono, dunque è anche un po' colpa mia: avrei dovuto essere più teatrale) lei  reagì con un lungo, inquietante silenzio. Aspettò qualche secondo di troppo a congratularsi, quel tanto che bastava per rendere inequivocabile che, tra le emozioni che la stavano sopraffacendo, mancava la gioia.
Ma non sei contenta? Le chiesi.
Ci devo pensare, rispose.
Quindici anni e cinque nipoti dopo le ho posto la stessa domanda.
Le mi ha risposto con una lunga lettera rivolta a me, ma soprattutto a se stessa. Questa.
"Quando mia figlia mi annunciò di aspettare un bambino avevo 50-e-qualcosa anni e molti progetti. Sognavo un viaggio (rivedere New York!), pianificavo un'operazione di blefaroplastica, mi dedicavo a tempo pieno al mio lavoro e contavo di sviluppare un piccolo progetto imprenditoriale: l'apertura di un B&B. Inoltre, mi ero iscritta a un corso di inglese e avevo appena acquistato un abbonamento per la stagione teatrale. Un nipotino non era previsto. A dirla tutta, non mi allettava nemmeno l'idea: tutte e tre le mie figlie erano finalmente autonome, avevano una propria vita. Potevo finalmente concentrarmi sulla mia. L'idea di ricominciare la grande saga dei pannolini, degli svezzamenti e dei cicli scolastici, mi disturbava - anche se vissuta per interposta persona. E poi: nonna, io?

Nonna, io?!?

Le nonne che conoscevo erano persone molto anziane e molto lamentose, fisicamente alle prese con acciacchi che neanche capivo, mentalmente ferme in un passato che sentivo estraneo. Io ero ancora proiettata nel futuro. E mi sentivo giovane, anzi: lo ero! Quindi davanti alla notizia, anziché gioire, mi chiusi in un silenzio sgomento. Da un lato avevo una figlia spaventata all'idea di diventare mamma, dall'altro c'ero io, terrorizzata all'idea di diventare nonna. Cosa fa una nonna? Come interviene? Che tipo di aiuto dà? Non lo sapevo: fino a quel momento ero stata solo mamma. A venirmi incontro fu il pediatra che visitò la nipotina per le dimissioni dall'ospedale. Mi fermò sulla porta dello studio in cui tentavo di intrufolarmi – non riuscivo ancora a capacitarmi che mia figlia fosse diventata mamma a sua volta e ritenevo fosse mio pieno diritto – e disse semplicemente: «Signora, lei è la nonna». Si può dire che io, mia figlia e mia nipote nascemmo in quel momento nei nostri rispettivi ruoli. Nel frattempo la mia vita è continuata seguendo sentieri più tortuosi del previsto. Ho lasciato il mio lavoro e aperto quel B&B, ma non ho mai fatto quell'operazione di blefaroplastica e non sono mai più tornata a New York. Non ho neanche imparato l'inglese, ché ogniqualvolta mi spingessi oltre il «Would you like a cup of tea» nasceva un nuovo nipote e io interrompevo la frequenza dei corsi. Però sono stata due volte in Nuova Zelanda, dove vive la mia secondogenita con i suoi bambini, Scott e Anna. L'inglese lo sto imparando da loro: facciamo lunghe conversazioni in Italiese, su skype. Per la figlia geograficamente più vicina, invece, penso di essere stata fondamentale: lo stato non offre grandi aiuti né servizi alle mamme lavoratrici, io invece riprendevo le nipotine da scuola e le tenevo con me fino alla chiusura dell'ufficio. Un impegno talvolta pesantissimo, talvolta entusiasmante.

L'amore per i nipoti, struggente e intenso perchè libero dalle responsabilità genitoriali

Ho scoperto che l'amore per i nipoti, libero dalle responsabilità genitoriali, è struggente e intenso. A distanza di anni mi accorgo con gioia di essere riuscita a trasmettere ai miei nipoti la parte migliore di me: l'amore per la natura, il gusto della scoperta, una certa incoscienza nell'affrontare la vita, e un senso dell'umorismo un po' surreale. Oltre che la passione smodata per i dolci a fine pasto, per assecondare la quale ho insegnato loro a preparare torte e biscotti. Ma non è questo che fanno le nonne?". Nonna Silvana [post_title] => Come nasce una nonna [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-nasce-una-nonna [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-02 00:13:20 [post_modified_gmt] => 2014-10-01 22:13:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102441 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) ) [post] => WP_Post Object ( [ID] => 102071 [post_author] => 3183 [post_date] => 2014-10-29 15:44:22 [post_date_gmt] => 2014-10-29 14:44:22 [post_content] => adenoidi e tonsille cosa fare

Che cosa sono le adenoidi e le tonsille?

Le tonsille e le adenoidi sono piccole masserelle di tessuto linfatico poste rispettivamente le prime ai lati della gola,  le seconde in una strettoia tra naso e gola. Il tessuto linfatico, ricco di linfociti, ha il compito di produrre anticorpi contro virus, batteri e qualsiasi molecola "estranea" al nostro corpo e di bloccarne la diffusione. Quindi questi piccoli organi svolgono l'importante funzione di barriera sia meccanica  sia biologica cercando di neutralizzare i germi. La natura è stata provvida a mettere alle "porte d'ingresso" (bocca e naso) del nostro corpo delle vere e proprie "guardie armate".

Perché adenoidi e tonsille ingrossano?

Tutti i bambini che frequentano i nidi o le scuole materne, incontrano nei primi anni dell'infanzia e della vita sociale per la prima volta vari germi (virus e batteri) . Il contagio avviene  principalmente con la trasmissione attraverso quella specie di areosol di goccioline microscopiche sospese nell'aria (goccioline di Flugge) che emettiamo quando parliamo o attraverso il contatto con mani contaminate da  germi provenienti sia dalle goccioline (mani usate per parare starnuto o colpo di tosse) o dalla polvere di ambiente dove alcuni germi possono resistere per un po' di tempo. I germi, venuti a contatto con il tessuto linfatico,  lo "mettono al lavoro" stimolando la produzione di anticorpi: le tonsille e le adenoidi si infiammano e si ingrossano; questo può durare il tempo dell'infezione, ma se  questi episodi  si succedono con  frequenza,  un certo ingrossamento può persistere.

Quali malattie interessano le tonsille?

I germi (virus o batteri) che i bambini più frequentemente incontrano hanno come passaggio obbligato il tessuto tonsillare che appunto si gonfia e si infiamma. Talvolta il tessuto tonsillare si ricopre di puntini bianco-grigi. In questo caso si parla di tonsillite.

Come intervenire in caso di tonsillite?

Nella maggior parte dei casi si tratta di infezioni virali che quindi non necessitano di terapia antibiotica, ma solo dell'uso dell'antipiretico se vi è febbre e del tempo di qualche giorno (da 2 a 6) perché gli anticorpi neutralizzino i virus. Altre volte si tratta invece di infezioni batteriche sostenute dallo streptococco beta emolitico di gruppo A;  la diagnosi può essere clinica, ovvero alla visita pediatrica il quadro risulta chiaro o, nei casi dubbi, il tampone faringeo o il test rapido per l'identificazione del germe chiariscono la causa. L'esclusione o la identificazione di questo germe è assai importante, prima di tutto per non fare inutili terapie antibiotiche (i virus non rispondono agli antibiotici!), poi perché questo germe in casi  1/1000 non trattati può far sorgere a distanza di tempo malattie molto serie come la glomerulonefrite ( infezione renale), la cardite (infezione del tessuto del cuore), la malattia reumatica (articolazioni). Nel caso in cui le tonsilliti siano ricorrenti con frequenza elevata (ogni 15-30 giorni, ogni 2 mesi ) è necessario prendere in considerazione da parte del pediatra la diagnosi di PFAPA (febbre periodica con faringite, afte e linfonodi ingrossati) o effettuare una visita otorinolaringoiatrica per valutare la soluzione chirurgica.

Quali disturbi interessano le adenoidi?

Nello svolgere il loro lavoro di difesa, le adenoidi ingrossano e possono ostruire le cavità nasali. Il fenomeno può essere temporaneo e durare il tempo di un raffreddore o, in casi individuali (dipende dalla  conformazione del viso e dal numero e dalla frequenza delle infezioni), persistente. Questo provoca alcuni disturbi ovviamente più o meno rilevanti in relazione all'entità dell'ingrossamento:
  • respirazione a bocca aperta, russamento notturno (cattiva qualità del sonno, sonnolenza diurna, difficoltà  di concentrazione a scuola, inappetenza)
  • mala-occlusione dentaria (masticazione scorretta per alterazione dei movimenti di deglutizione nella respirazione a bocca aperta)
  • possibili otiti
  • apnee notturne (il respiro si ferma  quando l'ostruzione è notevole e si associa anche alle tonsille ingrossate che nella posizione sdraiata “cadono” all'indietro).

Come intervenire in caso di adenoidi?

Se sono presenti in forma importante i disturbi sopra elencati tanto da rendere scadente la qualità del sonno e della vita del bambino, è necessaria la visita otorinolaringoiatrica per la valutazione chirurgica.

5 Regole per prevenire infiammazioni alle tonsille e alle adenoidi

I comportamenti preventivi che possono aiutare sono quelli validi in generale per le infezioni. Semplici accorgimenti, ma assai utili, considerati dall'OMS come la prima e più importante strategia difensiva  dalle infezioni tanto più in età pediatrica :
  • lavare spesso le mani
  • lavare le mani ogni volta che si rientra da un luogo pubblico
  • arieggiare frequentemente i locali (anche in inverno!)
  • starnutire e tossire nella piega del gomito non parandosi con la mano
  • lavare più volte al giorno le mucose nasali (lavaggi nasali con soluzione fisiologica)
Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Callegari, Centro Medico Santagostino
Laureata in Medicina e Chirurgia presso Università statale di Milano, specializzata in Pediatria presso Clinica Universitaria De Marchi. Per 30 anni ha svolto attività di pediatra di libera scelta presso ASL di Varese. Oltre alle patologie di base, si è occupata di problematiche legate all’alimentazione (problemi nutrizionali, sovrappeso, obesità) educative e relazionali tra genitori e bambino. Dal 2012 svolge la suaa attività di pediatra presso il Centro Medico Santagostino, dove conduce anche incontri mensili con i genitori su tematiche educative e sullo sviluppo psicologico del bambino.
[post_title] => Tonsille e adenoidi: cosa fare quando si infiammano [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => tonsille-adenoidi-quando-si-infiammano [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-30 15:09:32 [post_modified_gmt] => 2014-10-30 14:09:32 [post_content_filtered] => [post_parent] => 100538 [guid] => http://www.blogmamma.it/?page_id=102071 [menu_order] => 0 [post_type] => page [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) )

Bambino

Guida alla sicurezza in auto: come montare un seggiolino isofix

Guida alla sicurezza in auto: come montare un seggiolino isofix

I seggiolini di ultima generazione sono tutti Isofix perchè questo è il sistema migliore e più sicuro. Oggi vediamo insieme come montare un seggiolino Isofix senza sbagliare. Montare correttamente un seggiolino Isofix è di fondamentale importanza per la sicurezza dei bambini. Ecco i passaggi: estrarre le pinze Isofix dalla base del seggiolino. Spesso li trovate di colore […]

Sport bambini: quale scegliere?

Sport bambini: quale scegliere?

Fare movimento e attività fisica fa bene, ma quale sport scegliere per i bambini? Ci sono degli sport che possono essere praticati da tutti ed altri solo a partire dal raggiungimento di una specifica età; alcune discipline sportive inoltre possono migliorare le capacità relazionali e di concentrazione di ogni bambino, perchè come raccomanda la Società […]

Festival della scienza: Genova e Acquario con i bambini

Festival della scienza: Genova e Acquario con i bambini

Questa è la settimana del Festival della Scienza di Genova. Iniziato il 24 ottobre, il festival terminerà il 2 novembre e potrebbe essere l’occasione per programmare una gita coi bambini nel prossimo week end. Giunta alla dodicesima edizione, questa manifestazione offre spunti di lavoro e approfondimento per tutte le età, anche per i più piccoli. […]

In famiglia

Bambini e animali insieme crescono meglio: #mammeascuoladipetcare con Purina

Bambini e animali insieme crescono meglio: #mammeascuoladipetcare con Purina

Esiste un luogo dove bambini e animali possono imparare a diventare amici per sempre? La risposta è si. E quel luogo è la nostra casa. Perchè quando decidiamo di prendere un animale da compagnia, sia esso un coniglio, un cane, un gatto o un pesciolino rosso anche lui diventa uno di noi, un componente importante […]

Marina, una mamma rainbow

Marina, una mamma rainbow

Marina non è una ragazza alla ricerca della propria identità sessuale: ha 44 anni, due figli adolescenti – una ragazza di quattordici e un ragazzo di dodici – e un ex marito. Cinque anni fa, dopo storie difficili e tormentate, si reinnamora: di una donna, con cui condivide figli e quotidianità. La sua è una […]

Benessere psicologico: la parola agli esperti del CSTG

Benessere psicologico: la parola agli esperti del CSTG

Imparare a guardarsi dentro non è facile ma il confronto con se stessi è la prima tappa del percorso verso la consapevolezza e il benessere psicologico di ciascuna persona. Si tratta di un processo sempre in progress che ognuno rinegozia e riattiva frequentemente nella propria vita. Per questo non si è mai sufficientemente preparati. Qualunque […]

I più recenti

Ovulazione e concepimento: i giorni giusti per rimanere incinta

Ovulazione e concepimento: i giorni giusti per rimanere incinta

In alcuni casi la gravidanza richiede una strategia ben pianificata che consideri lo stretto rapporto tra due fattori: ovulazione e concepimento. Nella quale nulla, o quasi viene lasciato al caso! Il momento giusto per avere rapporti sessuali in vista di un concepimento è il periodo che precede i giorni dell’ovulazione. Generalmente un paio di giorni […]

Sciarpa ai ferri per bambini

Sciarpa ai ferri per bambini

Questa è una sciarpa ai ferri per bambini (direi quasi uno scaldacollo) che ti piacerà. I motivi sono tanti. Ti piacerà perché: è corta (le sciarpe lunghe classiche si sa, non sono molto pratiche) ma tiene caldo si ferma al collo senza dover fare un ingombrante nodo è a treccia ma si fa senza saper fare le trecce a […]

Travestimenti per Halloween: alcune idee last minute

Travestimenti per Halloween: alcune idee last minute

Siete ancora alla ricerca di travestimenti per Halloween? La festa più spaventosa dell’anno si avvicina e se non sapete ancora come travestire il vostro bimbo, noi vi veniamo incontro mostrandovi alcune idee che abbiamo proposto negli scorsi anni. Ecco cosa abbiamo trovato: Travestimenti per Halloween: la strega Le bimbe potranno travestirsi da strega con poco […]

Cosa potrebbero fare i vostri figli se non fossero ostaggio dei compiti?

Cosa potrebbero fare i vostri figli se non fossero ostaggio dei compiti?

“Leggere, fare sport, suonare uno strumento, stare con gli amici. Poi li farei maggiormente collaborare ai lavori domestici (l’autonomia nella vita quotidiana quando si impara?) e… un po’ di sana noia finalmente” risponde Barbara (che è mamma, educatrice e pedagoga, quindi la sua opinione vale il triplo). “Sport, sport e forse anche un po’ di […]

Sport, mamme e bambini: Ferrero e Kinder più sport

Sport, mamme e bambini: Ferrero e Kinder più sport

Ci sono molti modi per occuparsi di argomenti sociali ma uno solo è quello giusto: facendolo bene. Ferrero da diversi anni si impegna nella promozione della cultura giovanile allo sport, sostenendo e appoggiando la creazione e lo sviluppo di eventi sportivi a manifestazioni giovanili. Blogmamma è stato invitato a Roma per approfondire il tema del […]