Autori

WP_Query Object ( [query_vars] => Array ( [author__in] => Array ( [0] => 3183 [1] => 3179 [2] => 3181 [3] => 1980 [4] => 3182 [5] => 3173 [6] => 3177 [7] => 3184 ) [orderby] => date [order] => desc [numberposts] => -1 [post_type] => Array ( [0] => post [1] => page ) [error] => [m] => [p] => 0 [post_parent] => [subpost] => [subpost_id] => [attachment] => [attachment_id] => 0 [name] => [static] => [pagename] => [page_id] => 0 [second] => [minute] => [hour] => [day] => 0 [monthnum] => 0 [year] => 0 [w] => 0 [category_name] => [tag] => [cat] => [tag_id] => [author] => [author_name] => [feed] => [tb] => [paged] => 0 [comments_popup] => [meta_key] => [meta_value] => [preview] => [s] => [sentence] => [fields] => [menu_order] => [category__in] => Array ( ) [category__not_in] => Array ( ) [category__and] => Array ( ) [post__in] => Array ( ) [post__not_in] => Array ( ) [tag__in] => Array ( ) [tag__not_in] => Array ( ) [tag__and] => Array ( ) [tag_slug__in] => Array ( ) [tag_slug__and] => Array ( ) [post_parent__in] => Array ( ) [post_parent__not_in] => Array ( ) [author__not_in] => Array ( ) [ignore_sticky_posts] => [suppress_filters] => [cache_results] => 1 [update_post_term_cache] => 1 [update_post_meta_cache] => 1 [posts_per_page] => 12 [nopaging] => [comments_per_page] => 100 [no_found_rows] => ) [tax_query] => WP_Tax_Query Object ( [queries] => Array ( ) [relation] => AND ) [meta_query] => WP_Meta_Query Object ( [queries] => Array ( ) [relation] => ) [date_query] => [post_count] => 12 [current_post] => -1 [in_the_loop] => [comment_count] => 0 [current_comment] => -1 [found_posts] => 388 [max_num_pages] => 33 [max_num_comment_pages] => 0 [is_single] => [is_preview] => [is_page] => [is_archive] => [is_date] => [is_year] => [is_month] => [is_day] => [is_time] => [is_author] => [is_category] => [is_tag] => [is_tax] => [is_search] => [is_feed] => [is_comment_feed] => [is_trackback] => [is_home] => 1 [is_404] => [is_comments_popup] => [is_paged] => [is_admin] => [is_attachment] => [is_singular] => [is_robots] => [is_posts_page] => [is_post_type_archive] => [query_vars_hash] => 8695f9a68403de62f3f4d7d5a8afb13c [query_vars_changed] => [thumbnails_cached] => [stopwords:private] => [query] => Array ( [author__in] => Array ( [0] => 3183 [1] => 3179 [2] => 3181 [3] => 1980 [4] => 3182 [5] => 3173 [6] => 3177 [7] => 3184 ) [orderby] => date [order] => desc [numberposts] => -1 [post_type] => Array ( [0] => post [1] => page ) ) [request] => SELECT SQL_CALC_FOUND_ROWS wp_posts.ID FROM wp_posts WHERE 1=1 AND wp_posts.post_author IN (3183,3179,3181,1980,3182,3173,3177,3184) AND wp_posts.post_type IN ('post', 'page') AND (wp_posts.post_status = 'publish') ORDER BY wp_posts.post_date desc LIMIT 0, 12 [posts] => Array ( [0] => WP_Post Object ( [ID] => 102855 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-10-21 09:30:32 [post_date_gmt] => 2014-10-21 07:30:32 [post_content] => scarpine a maglia Continuando la serie di post dedicata al corredino dei bambini, ecco un tutorial per fare delle scarpine a maglia per bambini. Il modello, simile a una pantofolina, è molto facile da realizzare e lo potrai fare anche tu che magari hai cominciato da poco a lavorare ai ferri. Quello che ti serve sarà solo un paio di ferri (io ho usato un n.4) e un po' di lana (una lana soffice e compatta adatta per i bambini è la merino 100% che non pizzica, non lascia pelucchi e non contiene fibre sintetiche). Il colore lo potrai scegliere in base ai tuoi gusti.

Come fare le scarpine a maglia

Lavora un rettangolo di 16x9 cm a maglia legaccio. Chiudi le maglie. tutorial scarpine a maglia 1 Lavora un rettangolo di 9 x 7 cm a maglia coste 2/2. tutorial scarpine a maglia 2 Sflla il ferro dalle maglie e con un ago passa dentro le maglie per raccoglierle con il filo. tutorial scarpine a maglia 3 Con ago e filo unisci i due rettangoli come vedi in foto. tutorial scarpine a maglia 4 Cuci anche l'altro lato del rettangolo. Adesso tira il filo che tiene le maglie della punta della scarpina. Fai la stessa cosa anche sotto. tutorial scarpine a maglia 5 Cuci con ago e filo il sotto della scarpina. tutorial scarpine a maglia 6 Risvolta la scarpina (le cuciture devono stare all'interno), piega il bordo come fosse un colletto e cuci un bottone al centro. A questo punto lavora l'altra scarpina. scarpine-ai-ferri Hai visto come sono facili e veloci? Con questo modello, potrai fare sia delle scarpine piccole adatte per i neonati o delle pantofoline un po' più grandi adatte per bambini di uno, due, tre anni o anche di più. Devi solo modificare le misure dei due rettangoli a maglia. Buon lavoro!   [post_title] => Scarpine a maglia facili per bambini [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scarpine-a-maglia-facili-per-bambini [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-21 00:05:46 [post_modified_gmt] => 2014-10-20 22:05:46 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102855 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 2 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 102669 [post_author] => 3182 [post_date] => 2014-10-20 13:00:45 [post_date_gmt] => 2014-10-20 11:00:45 [post_content] => Creazione finita primo piano1 Questo divertente tutorial vi permetterà di realizzare un originale segnalibro perfetto per Halloween che potrà anche diventare un perfetto fuoriporta semplicemente aumentando le misure.  Sarà una simpatica idea per decorare la vostra casa o da regalare per l'occasione!

 Come realizzare il segnalibro

Materiale1  

Cosa occorre

  • Carta velina bianca
  • Cartoncino nero
  • Cartoncino bianco per la scritta a tema Halloween
  • Occhietti movibili da 1 cm. di diametro
  • Timbro con scritta a tema Halloween. In alternativa, si può stampare una frase scritta al computer oppure si può scrivere a mano
  • Tamponi di inchiostro: nero e rosso. In alternativa al rosso si possono usare dei gessetti, dei fondi di te o di caffè.
  • Filo di cotone arancione e bianco
  • Nastro bi-adesivo
  • Spugnetta per sfumare (può essere utilizzata anche quella per la cipria)

Procedimento

  • Ritagliare il cartoncino nero a forma di bara.
  • Fare un foro al centro della parte superiore.
La mia ha le seguenti misure: parte alta 2,5 cm., parte bassa 3 cm. Parte obliqua in alto 4,5 cm., parte obliqua in basso 8 cm.
  • Strappare delle strisce di carta velina alte circa 2/3 cm., stropicciarle con le mani e “sporcarle” con il tampone di inchiostro rosso (o con i fondi del te o del caffè).
  • Posizionare sul retro, lungo i contorni, del nastro bi-adesivo.
  • Avvolgere le strisce di velina attorno a tutta la sagoma. Il nastro bi-adesivo servirà per tenere salde le strisce.  Alla fine si otterrà l'effetto bendato.
Foto procedimento 1
  • Creare una piccola apertura tra 2 strisce della parte alta del cartoncino in modo da incollare 2 occhietti movibili.
foto procedimento 2
  • Prendere il cartoncino bianco (il mio misura 10x3 cm.), timbrare la scritta con l'inchiostro nero (in alternativa stampare una scritta o scrivere a mano), sporcare il cartoncino con gocce di inchiostro rosso (in alternativa vanno bene le gocce di caffè) a ricordare macchie di sangue.
  • Strappare in modo casuale i contorni del cartoncino e bucarlo a una estremità.
  • Attaccare la scritta al cartoncino con il filo colorato.
foto procedimento 3 Ed ecco il segnalibro pronto per essere regalato ad Halloween! Creazione finita Visita il mio negozio su MissHobby! [post_title] => Lavoretti per Halloween: creare un segnalibro [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => lavoretti-halloween-segnalibro [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-19 23:42:41 [post_modified_gmt] => 2014-10-19 21:42:41 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102669 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 102801 [post_author] => 3184 [post_date] => 2014-10-17 11:51:41 [post_date_gmt] => 2014-10-17 09:51:41 [post_content] =>

bilancia

Sarà impossibile non restarne incantati
Al primo sguardo se ne è innamorati

Perché i bambini della Bilancia
Son tanto belli da mangiargli una guancia

E se ne stanno beati tra i sorrisini
A guardarvi serafici come cherubini.

Educati e composti come principini
Saranno regali fin da piccini

Ed in ogni cosa cercheranno il giusto,
Dotati di tatto e di ottimo gusto...

Ma la simmetria dev'essere perfetta
Una stortura da loro non ce la si aspetta

Perché il gusto del bello che li avvolge
è il dolce e il pulito che mai sconvolge,

Del fiume che scorre senza bufera
Di una canzone che suona sincera.

Guidati da questo piacere composto
Vorrebbero ogni cosa fosse al giusto posto

E per questo son pronti davvero a lottare
Perché la giustizia possa trionfare

Ma sempre lo fan senza armi affilate
Col determinato voler di cui sono dotate

Che con attenzione il mondo accarezza
Cercando armonia con grande fierezza! 

Come fanno i due piatti della bilancia
Questo bimbo ad un altro sempre si abbraccia

Perché la sua forza è condivisione
Solida spalla da collaborazione

E in una cosa di certo non metterà avarizia
Nel donare sé stesso ad una grande amicizia!

[post_title] => Oroscopo dei bambini: segno Bilancia [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => oroscopo-dei-bambini-segno-bilancia [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-17 14:37:20 [post_modified_gmt] => 2014-10-17 12:37:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 100631 [guid] => http://www.blogmamma.it/?page_id=102801 [menu_order] => 0 [post_type] => page [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 102781 [post_author] => 3177 [post_date] => 2014-10-16 09:42:31 [post_date_gmt] => 2014-10-16 07:42:31 [post_content] => famiglie eterosessuali Marina non è una ragazza alla ricerca della propria identità sessuale: ha 44 anni, due figli adolescenti – una ragazza di quattordici e un ragazzo di dodici – e un ex marito. Cinque anni fa, dopo storie difficili e tormentate, si reinnamora: di una donna, con cui condivide figli e quotidianità. La sua è una famiglia rainbow
Marina, come hai incontrato la tua compagna e com’è stato accettare la propria omosessualità in età adulta?
Dopo alcuni anni dalla separazione dal papà dei miei figli e dopo l'ennesimo rapporto eterosessuale fallito, mi sono chiesta se davvero le mie esperienze giovanili con ragazze (che poi ammontavano ad una esperienza effettiva e qualche cottarella senza conseguenze) non fossero la strada che avrei dovuto continuare a perseguire da allora, invece di re-incanalarmi in un classico binario di vita sul modello eterosessuale. Il problema era che a diversi anni e due figli di distanza, non avevo assolutamente idea di come avrei potuto conoscere una donna interessata a me. Non mi ero ancora resa conto che le lesbiche e bisessuali sono tutte intorno a noi. Semplicemente soffrivo di un pregiudizio ancora fin troppo vivo: quello di dare per scontata l'eterosessualità di chiunque incontriamo, a meno di non avere inconfutabili prove di diverso orientamento sessuale. Alla fine poi la mia compagna mi è stata banalissimamente presentata da un amico comune. Un appuntamento a tre in birreria è stato il pretesto. Io a quell'appuntamento non ci volevo andare e neanche lei era proprio convinta, invece sono quasi cinque anni che stiamo insieme. Anche lei era reduce da una precedente esperienza eterosessuale: era infatti separata da suo marito, col quale non aveva avuto figli.
Come l’hai presentata ai tuoi ragazzi? E loro hanno avuto difficoltà ad accettare il vostro amore?
Il lato "positivo" della presunzione di eterosessualità è che ho potuto presentare inizialmente la mia compagna senza dire loro niente oltre al nome e loro hanno dato per scontato che fosse un'amica, cosa che peraltro è: non riuscirei ad avere il rapporto che ho con lei se non fosse anche mia amica, se non potessi avere di lei la stima ed ammirazione che ho. La questione del dire loro che era la mia compagna l'ho dovuta prima affrontare con me stessa e solo quando sono stata realmente pronta e convinta ho fatto il mio coming out ufficiale. Ho ritardato di diversi mesi principalmente perché dopo tanti rapporti deludenti e non sapendo come sarebbe andata la storia tra noi (chi lo sa all'inizio?), non volevo correre il rischio che riponessero speranze in quel rapporto finché non avessi avuto almeno una ragionevole speranza che sarebbe stato duraturo. E poi c'era la classica strizza da coming out, quella roba terribile che ti prende allo stomaco, ti sussurra in un orecchio di tutte le storie terrificanti - e, purtroppo, a volte vere - di famiglie lacerate, figlie e figli che rifiutano madri e padri dichiaratisi omosessuali. La vocina è veramente odiosa e anche bugiarda per omissione visto che non racconta delle tantissime esperienze positive, quale è poi stata senza dubbio la mia. Alla fine, quando ho ritenuto fosse il momento giusto, ho racimolato tutto il coraggio che avevo ed ho "confessato" ai miei figli che la mia "amica" era in realtà la mia compagna. Inizialmente c'è stato un po' di stupore, più che altro credo perché pur sapendo dell'esistenza di orientamenti sessuali diversi dall'eterosessualità, non era ancora capitato loro di averci a che fare dal vivo. Il fatto che già conoscessero ed apprezzassero la mia compagna è stato sicuramente un punto a favore. Per me è stato un grosso sollievo, un po' perché moralmente mi pesava omettere una parte così importante e bella della mia vita, un po' perché siamo entrambe persone molto affettuose ed il nascondersi per abbracciarsi o scambiarsi un bacio, superati i quindici anni, è davvero ridicolo. Per sapere come considerano la nostra famiglia, ti dico cosa ha scritto in un compito di spagnolo mio figlio: alla richiesta di descrivere la composizione della sua famiglia ha elencato una sorella, una mamma, una fidanzata della mamma, un papà, una fidanzata del papà.
E il mondo come reagisce al fatto che siate una coppia? Mi riferisco ai vostri parenti, colleghi, insegnanti dei figli
Con i parenti la parte più difficile è la pianificazione di pranzi e cene durante le festività: non sia mai che non si vada da quella zia o da quel cugino! I primissimi tempi, quelli passati da coppia semi-nascosta, potevamo permetterci il lusso delle festività separate, adesso guai se io non vado dai suoi parenti o non viene lei dai miei. Non c'è niente da fare, siamo considerate una coppia e come tale tocca comportarsi, inclusi i buoni propositi, sempre disattesi, di dieta per smaltire l'eccesso di festività. Con le colleghe sono stata inizialmente più timida di lei, ma principalmente perché non mi piace troppo parlare dei miei fatti personali sul lavoro. Le persone con cui parlo di più hanno saputo da subito della nostra storia, le altre l'hanno saputo col tempo. Oramai non mi pongo proprio il problema, se la presento a qualche collega è come mia compagna e non mi risulta che ci sia chi abbia problemi. Addirittura un paio di estati fa è uscita su una rivista una intervista a noi due con tanto di foto, al ritorno dalle sue ferie una manager mi ha apostrofata tutta gioiosa in mezzo all'ufficio dicendomi di avermi vista e che era proprio contenta ed avevamo fatto bene. Le insegnanti della scuola elementare hanno avuto reazioni diverse, da quella partecipe a quella impicciona che si preoccupava oltremodo del benessere di mia figlia fino a risultare fastidiosa. Problemi reali non ce ne sono stati comunque. Le insegnanti della scuola media frequentata dalla grande ed ora dal piccolo, sono sempre state molto neutre, la nostra composizione familiare non è mai sembrata interessare molto. Professoresse e professori del liceo appena iniziato dalla grande non credo siano ancora stati messi al corrente, ma se conosco la mia piccola attivista, non passerà ancora molto tempo prima che vengano spiegate tutte le ramificazioni della nostra galassia familiare. La nota dolente sono a volte compagne e compagni di classe, il tipico darsi del frocio come insulto abituale viene vissuto ovviamente come un affronto personale. Loro ci provano a fare controinformazione, ma purtroppo nessuna insegnante si è mai spinta più in la del non creare problemi. Reali lezioni sull'inclusione dei diversi orientamenti sessuali non sono state fatte. Qualche frase qui e là ma mai niente di organico. Adesso si sente sempre più parlare di corsi da fare nelle scuole, tra chi li auspica come me e chi li bolla come obbrobri proposti dalla "lobby omosessualista". In realtà ci sono molte più polemiche che corsi, ma in fondo qualche anno fa non se ne parlava nemmeno quindi credo ci sia motivo di sperare in un continuo migliorare della situazione. Le uniche lezioni realmente inclusive sono state le due sulla sessualità, proposte da personale della ASL l'anno scorso in classe di mia figlia. Sono state lezioni volte a spiegare le malattie a trasmissione sessuale ed ovviamente la persona incaricata ha parlato dei rapporti sessuali, parlando sia dei rapporti tra persone di sesso diverso che dello stesso sesso. Mia figlia che è estremamente pudica è rimasta un po' imbarazzata dalla discussione, ma non ha perso l'occasione per dire che la sua mamma aveva la fidanzata. La signora che faceva le lezioni continuava a dirle "brava, brava!" e non ci è stato chiaro se fosse brava la figlia o la madre, alla fine della seconda lezione mi ha anche inviato i saluti, pure se non ci siamo mai viste.
La protesta silenziosa delle Sentinelle in piedi è alla ribalta delle cronache. Come l’avete spiegata ai ragazzi e come spiegate loro l’omofobia?
La spinta ad entrare a fare parte dell'attivismo LGBT  è stata proprio la necessità di far frequentare ai miei figli altre famiglie come la loro. Sono stata iscritta per molti anni all'Associazione Famiglie Arcobaleno (che riunisce principalmente coppie di omosessuali che hanno o desiderano avere figli insieme e che lottano per i riconoscimenti dei loro diritti genitoriali e di coppia) ma ho soprattutto iniziato a far parte fin dalla sua fondazione di Rete Genitori Rainbow che è una associazione che si propone invece come rete per tutte le persone come me: omosessuali, bisessuali e transessuali con figli da una precedente relazione eterosessuale, che sono poi ancora in Italia la stragrande maggioranza di persone omosessuali con figli. I miei figli hanno quindi frequentato varie riunioni, feste, incontri, con genitori e figlie e figli, hanno vissuto le feste ma hanno anche partecipato a discorsi più seri. Sanno cosa è l'omofobia, da quella violenta che uccide le persone a quella che nasconde sotto una ipocrita patina di pacatezza la violenza ideologica delle sentinelle. Abbiamo sempre parlato tanto degli avvenimenti nel mondo ed è quindi naturale includere gli avvenimenti nel mondo LGBT anche se spesso preferisco parlare delle belle notizie, a volte faccio vedere loro dei video (tipo questo) e mi prendono in giro tutte le volte che mi commuovo cioè sempre! Non esiste video di matrimonio, annuncio di nascita, discorso sui genitori che non mi faccia spuntare i lucciconi. Loro, oltre a prendermi in giro, nel loro piccolo sono attivisti in erba, parlano a scuola, con le amiche, gli amici. Mia figlia sta organizzando con alcuni compagni un giornalino scolastico, si è ovviamente proposta per la parte dei diritti civili. Un paio di volte mi hanno chiesto con un po' di preoccupazione se io e la mia compagna avessimo subito aggressioni verbali o altri episodi negativi. Fortunatamente ho sempre potuto rispondere che a noi non è successo niente, spero continui così.
Nell’agenda del governo c’è il riconoscimento delle unioni civili. Immagino possiate dirvi soddisfatte
Immagini male: la sola idea delle unioni civili proposte fino ad ora mi offende profondamente. Se questo Stato mi considerava degna di un matrimonio quando ho sposato il mio ex marito e degna genitrice quando sono diventata madre, non posso tollerare di essere considerata niente di meno solo perché amo una donna, in un rapporto che è molto più sano e funzionale di qualsiasi relazione eterosessuale avuta in passato. Discorso a parte per le amministrazioni locali che sempre più si stanno schierando a favore del riconoscimento delle unioni contratte all'estero. Sono riconoscimenti che non possono sostituire le leggi che il nostro parlamento da fin troppo tempo sta evitando di discutere, ma sono un chiaro segnale di quanto buona parte della cosiddetta "società civile" abbia compreso che le persone bisessuali, omosessuali e transessuali sono semplicemente persone come tutte le altre e, come tali, portatrici dei medesimi diritti e doveri del resto della popolazione. Sui doveri ci siamo da un pezzo, sono i diritti che ci sono ancora negati. [post_title] => Marina, una mamma rainbow [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => marina-mamma-rainbow [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-16 10:39:20 [post_modified_gmt] => 2014-10-16 08:39:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102781 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 102644 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-10-14 09:30:59 [post_date_gmt] => 2014-10-14 07:30:59 [post_content] => sacchetto porta caramelle per halloween Halloween si sta avvicinando e forse tu stai cercando qualche idea o lavoretto per fare dei porta dolcetti fai da te. Bene, allora ti dico come fare dei sacchetti porta caramelle per Halloween a forma di pipistrello come quello che ho fatto io. Sono molto carini (no che dico carini...volevo dire mostruosi!), facili e veloci da fare anche e soprattutto insieme ai bambini. Possono essere utilizzati sia come decorazione da appendere a scuola o a casa magari davanti alla finestra, sia come sacchettino da regalare ai bambini in occasione della Festa di Halloween.

Come fare i sacchetti porta caramelle per Halloween

sacchetto porta caramelle per halloween 1 Per fare un sacchettino a forma di pipistrello come quello che ho fatto io ti serve:
  • un po' di carta crespa nera
  • del cartoncino nero
  • filo di lana nero
  • blister vuoto (quelli delle medicine in compresse)
  • forbici
  • colla
  • caramelle
sacchetto porta caramelle per halloween 2 Taglia un rettangolo di 32x26cm nella carta crespa e piegalo in due nella sua larghezza. sacchetto-per-halloween Incolla i lati e fai due pieghe a soffietto (una da un lato e una dall'altro) Incolla e chiudi il fondo con una piega e lascia aperta la parte in alto. sacchetto porta caramelle per halloween 4 Disegna sul cartoncino nero la sagoma di un'ala del pipistrello. Piega in sue il cartoncino e ritaglia le ali. sacchtto portacaramelle per halloween 5 Incolla le ali del pipistrello sul sacchettino. sacchetto porta caramelle per halloween 6 Riempi il sacchettino con le caramelle che preferisci. sacchetto porta caramelle per halloween 7 Piega l'apertura del sacchetto e fai un piccolo foro. occhi-pipistrello Prepara due occhietti finti mobili mettendo due minuscole palline di carta nera dentro ai blister vuoti. Chiudi gli occhietti incollando un pezzetto di carta bianca dietro. sacchetto porta caramelle per halloween 8 Incolla gli occhietti mobili sul davanti del sacchettino. Lega un filo di lana al forellino (io sul foro ho applicato un occhiello metallico tu puoi fissarlo con nastro adesivo trasparente). Il sacchettino per Halloween è pronto! sacchetto porta caramelle per halloween Anche se i pipistrelli sono di colore nero, tu potrai creare tanti  sacchetti porta caramelle per Halloween anche in altri colori come viola, arancioni, verdi. E ora pronti per Dolcetto o Scherzetto? ;)

Cerchi altre idee o lavoretti per Halloween? Leggi lo SPECIALE HALLOWEEN

  [post_title] => Sacchetti porta caramelle per Halloween [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => sacchetti-porta-caramelle-per-halloween [to_ping] => [pinged] => http://www.blogmamma.it/halloween-ricette-veloci-e-spaventose-per-bambini/ [post_modified] => 2014-10-13 22:24:57 [post_modified_gmt] => 2014-10-13 20:24:57 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102644 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 3 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 102327 [post_author] => 1980 [post_date] => 2014-10-14 09:00:56 [post_date_gmt] => 2014-10-14 07:00:56 [post_content] => I pensieri negativi possono essere alla base di molti disturbi e sintomi. Come? Semplice: il corpo e la mente sono una cosa sola. allontanare la negatività Non solo ciò che accade influenza il nostro umore, ma il nostro umore influenza anche ciò che accade. E così capita che alcuni stati d’animo, in particolare il rimuginare su qualcosa e il senso di colpa, possono modellare la nostra condizione psicologica, o in altre parole la nostra percezione delle cose. Se la consapevolezza e la riflessione personale possono essere un’ottima base di partenza per una vita felice e autentica, al contrario in alcuni giorni possano diventare parecchio stressanti per cose non così importanti. Capita: certe volte stiamo lottando con qualche battaglia personale, o soffriamo di qualche sintomo fisico, o i vestiti ci vanno troppo stretti… questo basta a fare scattare la trappola dell’auto-accusa e dei sensi di colpa. E tutto peggiora. Ma dobbiamo pensare che succede a tutti, e non siamo soli: la vita non fila mai sempre liscia, e le difficoltà fanno parte del percorso. Basta un pizzico di impegno e provare a guardarle da un altro punto di vista. Ci sono pochi banali passi ai quali non pensiamo e che possono rendere la nostra giornata molto diversa:
  • cominciare la giornata con un pensiero positivo: è sufficiente pensare che il giorno che abbiamo davanti è un dono, e pensarlo come un’opportunità
  • andare alla ricerca della bellezza: un bambino che ride, un fiore che sboccia, uno scorcio tra le strade. Basta accorgersene.
  • impegnarsi a fare qualcosa di bello per qualcuno, durante la giornata (basta un complimento, un’osservazione carina)
  • prendere la lista delle cose trascurate che ci piacciono e provare a farne almeno una
  • provare ad andare a dormire con un senso di gratitudine per quello che abbiamo avuto
Questi semplicissimi passi possono influenzare la nostra vita. Il relax innesca un circolo virtuoso: più siamo rilassati, meglio andranno le cose, più ci sentiremo in salute. [post_title] => Allontanare la negatività con 5 mosse [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => allontanare-negativita-5-mosse [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-11 00:21:25 [post_modified_gmt] => 2014-10-10 22:21:25 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102327 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 102387 [post_author] => 3177 [post_date] => 2014-10-09 09:00:17 [post_date_gmt] => 2014-10-09 07:00:17 [post_content] => sybille kramer-001 Sybille Kramer è un'artista altoatesina con un mondo tutto speciale: colorato, fatto di immagini, carta da pacco, pastelli, etica, politica, educazione, il tutto mescolato con verve comunicativa e volontà di condivisione. L’ho conosciuta in rete approfondendo il tema dell’homeschooling, esperienza che lei ha vissuto per cinque anni con i suoi due figli che oggi frequentano le scuole superiori e che Sybille ha condiviso in rete in modo dettagliato nel corso degli anni, fornendo materiali e spunti di riflessione sia per genitori attenti che a insegnanti alla ricerca di approcci creativi alla didattica. In questo modo Sybille è diventata una blogger nota e vero punto di riferimento, tanto da essere invitata quest'anno al 2° Incontro Nazionale sull'Educazione Parentale che si è tenuto lo scorso giugno a Rimini. Oggi Sybille continua ad offrire sostegno per l'educazione individuale e si dedica alla sua attività di artista e illustratrice, sia in Italia che in Austria. La sua ultima invenzione è il flexagono, un piccolo progetto di cartotecnica che mescola le sue illustrazioni agli haiku di Silvia Geroldi. Quale persona migliore per approfondire il tema dell’homeschooling?
Sybille, perché credi che l'homeschooling sia una alternativa preferibile alla scuola tradizionale?
Credo possa essere ritenuta preferibile nel caso non si voglia delegare il compito di istruire ed educare all’istituzione scolastica. In fondo é una scelta come fare il pane in casa o andare a comprarlo. Il punto é che purtroppo non sempre si trova il pane di buona qualità da comprare e allora ci si vede quasi costretti a farselo in casa (se la qualità del pane rientra fra le proprie priorità). Ma esistono anche persone con la passione di fare il pane in casa a prescindere da quello che si può acquistare, ed é bello che ne abbiano la possibilità! Penso che se la scuola fosse un luogo in grado di mettere al centro l’individuo con le sue capacità e i suoi talenti, accogliente, rispettoso dei ritmi dei singoli; se fosse un luogo dove i bambini non vengono giudicati o valutati ma possono liberamente esplorare, sviluppare i propri interessi e imparare secondo i propri tempi e inclinazioni... ecco, se la scuola e l’istruzione in generale fossero strutturati in modo diverso, penso proprio che si potrebbe discutere in un’altra maniera su questo argomento. Molti bambini non vanno a scuola perché lo trovano un posto invitante e hanno scelto di frequentarlo, ma perché devono. Fin da piccoli imparano che studiare è un obbligo, non un piacere. Imparano che ci si impegna per ottenere dei voti buoni e per evitare problemi, non per essere soddisfatti di se stessi. Imparano a confrontarsi ed essere confrontati senza sosta con i loro coetanei perché di solito in una classe – in modo assolutamente innaturale – si trovano esclusivamente bambini della stessa età. Questo fa si che si perdano la capacità di confrontarsi con se stessi e con le proprie aspettative, i propri obiettivi. Si impara che le cose vanno fatte come dice l’insegnante o il libro di testo, perdendo un po’ alla volta la capacità di trovare delle proprie soluzioni o metodi e di saper pensare fuori dagli schemi in modo creativo e innovativo. Ecco, questi ed altri sono i fatti che dovrebbero farci riflettere, come genitori e anche come società, sulla direzione nella quale stiamo andando: si sta uccidendo una parte del bambino e dell’infanzia che io chiamo “sacra” - la curiosità innata, la capacità di seguire il proprio ritmo, di sentire di cosa si ha bisogno in quel momento per il proprio sviluppo. A questo punto l’homeschooling può senz’altro essere l’alternativa, ma vorrei sottolineare che, così come la scuola non é tutte le scuole, ogni famiglia che fa homeschooling é diversa dall’altra. L’homeschooling è un’occasione per una migliore qualità di apprendimento, di vita familiare, ma non significa in automatico che lo debba essere per forza. Sicuramente l’homeschooling offre molte più possibilità anche dal punto di vista organizzativo: si possono seguire i bambini singolarmente puntando sulle loro capacità e interessi, si esce dal modello dello “studiare secondo un orario delle materie fisse”, si possono gestire le giornate in modo libero, interessante e multidisciplinare. Insomma: si può godere di molte più occasioni e metodi di apprendimento escludendo nello stesso momento tutti i fattori che possono creare stress e bloccare l’apprendimento come, ad esempio, il ritmo dato dalla classe o dal programma, il continuo confronto con gli altri, la restrizione del tempo libero, la presentazione di temi per i quali il bambino non è ancora pronto.
Ritieni sia un percorso adatto a tutti i genitori?
Lo ritengo adatto a tutti i genitori e ai bambini che vogliono scegliere questa opzione – sottolineo anche “bambini” perché secondo me sono sempre da coinvolgere in questa decisione. Infatti conosco famiglie di homeschoolers dove uno dei figli ha voluto, per un anno o di più, provare a frequentare la scuola. Scegliere homeschooling non deve essere per forza una scelta “per sempre”: noi per esempio abbiamo deciso da anno in anno, tutti insieme, se continuare con questo percorso (non che ci fosse mai stato qualche dubbio a dire il vero). E dunque una famiglia può anche decidere semplicemente di “provare” per vedere se é un’opzione che fa per lei. Ovviamente l’homeschooling non é sempre facile, soprattutto se entrambi i genitori lavorano fuori casa a orari fissi e a tempo pieno. In tal caso diventa difficile ma non impossibile: ho conosciuto famiglie per le quali la scelta di fare homeschooling era così importante da portarli a modificare stile di vita, trasferirsi in un altro posto e cambiare lavoro. Addirittura diverse famiglie in paesi dove l’homeschooling é vietato per legge, come la Germania, sono pronte ad emigrare. Ricevo abbastanza spesso richieste proprio da famiglie della Germania che si informano su questo. Diverse mamme homeschooler che conosco lavorano da casa (facendo traduzioni, badando ad altri bambini, lavorando nella propria fattoria o altro) e in qualche modo si organizzano con il marito e/o i nonni e anche con altre famiglie di homeschoolers. Un’altra amica invece, che vive negli Stati Uniti, come suo marito insegna all’università ma riesce a fare homeschooling con i cinque figli: é veramente molto questione di organizzazione e volontà di tutta la famiglia, ma soprattutto é uno stile di vita che mette al centro la famiglia. Quando dunque parliamo di homeschooling parliamo di molto altro, non “solo” di istruzione. Sul fatto invece che alcuni genitori pensano “Non sarei mai capace di insegnare a leggere a mio figlio” rispondo che non é tanto questione di “tecniche di insegnamento” ma di piacere di passare il tempo insieme ai propri bambini, avendo fiducia nell’apprendimento naturale: l’essere umano é per natura curioso di imparare a fare quello che vede fare gli altri, non é un vaso vuoto in attesa di essere riempito con un mucchio di cose. In un ambiente sereno e accogliente e potendo seguire i propri ritmi, apprendere diventa appunto una cosa naturalissima. Per fare un semplice esempio – in una casa piena di libri é impossibile non imparare a leggere.
Per quale motivo una famiglia decide di assumersi la responsabilità dell'educazione scolastica di un figlio?
I motivi possono essere davvero tantissimi. C’é chi ha forse già fatto esperienze negative a scuola e sceglie questa via d’uscita. C’é chi non ha sufficiente scelta dal punto di vista pedagogico/didattico a disposizione, per esempio a chi sta a cuore la pedagogia montessoriana e non trova una scuola di questo tipo per iscrivere il bambino, può decidere di fare da sé. Un altro motivo può essere la salute: ho conosciuto dei casi di bambini che mancavano spessissimo a scuola per motivi di salute, ad esempio per malattie croniche, e visto il rischio di perdere l’anno la famiglia ha optato per l’istruzione parentale almeno fino alla terza media. Ho notato inoltre che esiste anche il rifiuto dei ragazzi stessi ad andare a scuola: questo succede soprattutto ad adolescenti che magari hanno accumulato diverse esperienze negative durante tutti gli anni di scuola, e a 15-16 anni si ribellano decidendo di non voler più far andare a scuola. In questa età un po’ critica uno o due anni a casa, per seguire i propri interessi, ma anche per avere un bel po’ di tempo a disposizione per “respirare” e riflettere come si vuole gestire la propria vita e il futuro, possono avere degli effetti veramente terapeutici. Un altro caso può essere quello di bambini plusdotati che a scuola non vengono seguiti abbastanza ma avrebbero proprio bisogno di essere sostenuti nella loro peculiarità. La stessa cosa vale per bambini con disturbi di apprendimento o altri problemi, che invece studiando e apprendendo in famiglia e con i loro ritmi invece che in una classe di 30 bambini e con orari poco flessibili, riescono ad affrontare meglio e superare le loro difficoltà. Poi ci sono famiglie come la nostra che ad un certo punto si dicono: ma sì, proviamo per un anno, poi decidiamo come proseguire. Il nostro é stato un percorso di esperienza prima con la scuola elementare del paese, poi con una scuoletta autogestita in stile montessoriano che però ha dovuto chiudere dopo alcuni anni per problemi economici. Sono stati i nostri figli stessi a proporre a quel punto di “provare di fare scuola a casa”. Altre famiglie invece decidono fin da principio di intraprendere questo percorso, qui diventa proprio un fatto culturale, di visione della famiglia e della vita familiare giorno per giorno. Poi negli anni ho conosciuto diverse insegnanti che, al momento di decidere per i propri figli, scelgono l’homeschooling. Anzi in molti casi le mamme-homeschoolers che personalmente conosco sono proprio ex insegnanti o educatrici; ora ognuno può dedurre da questo fatto quello che vuole. Infine ci sono famiglie che vivono in posti svantaggiati per quanto riguarda la scuola: per esempio in alta montagna, dove per raggiungere la scuola dovrebbero fare tutti i giorni 20-30 km o di più, e dove almeno per i primi anni di scuola per motivi di qualità di vita scelgono questa possibilità. In fondo comunque ci sono tanti motivi per questa scelta come le famiglie che fanno homeschooling, qui ho raccontato solo quelli che mi sono venuti in mente spontaneamente.
Ritieni che la mancanza di interazione con gli altri studenti e gli insegnanti possa privare o meno un bambino dell'esperienza del gruppo-classe?
Qui non é possibile dare una risposta chiara, perché dipende tutto dalla situazione concreta. Se la famiglia e i bambini sono inseriti bene nel proprio paese o quartiere, frequentano associazioni o corsi, fanno sport ecc., allora il “problema della socializzazione” non é dato. Anzi, si tratta di bambini privilegiati perché hanno modo di passare il tempo con bambini di diverse età e naturalmente anche con adulti, e non sono costretti a passare la maggior parte della giornata chiusi in una classe con esclusivamente coetanei. A proposito di “insegnanti” gli homeschoolers di solito hanno molte più possibilità di interagire con adulti che per loro sono tutti “insegnanti”: dal giardiniere che ti spiega perché quel tipo di pianta ha bisogno di quel tipo di concime, dall’impiegato alla posta che conoscendo la tua passione ti mette da parte i francobolli particolari, dalla vecchietta che incontri tutte le mattine quando vai a comprare il pane e che ti spiega che oggi verrà da piovere per via delle forme delle nuvole, dalla simpatica signora della biblioteca che é sempre felice di vederti perché di mattina in biblioteca non ci sono mai bambini, e così ha tempo da dedicarti per consigliarti i libri sull’argomento che stai seguendo, alla guardia forestale che ti accompagna nel bosco per spiegarti gli alberi... È proprio questo “apprendere in libertà e con naturalezza” giorno per giorno (che per chi frequenta la scuola é una cosa possibile solo durante i giorni di vacanza) che é uno dei punti forti dell’homeschooling. Ovviamente, se una famiglia decide di chiudersi in casa, stare sui libri di scuola e non uscire mai, la questione cambia, ma sinceramente di famiglie così non ne ho mai incontrate. La fortuna più grande ce l’hanno le famiglie che vivono in un contesto sociale dove esistono anche altre famiglie di homeschoolers: loro possono incontrarsi regolarmente, aiutarsi nella gestione organizzativa delle giornate, proporre delle lezioni a gruppo, fare teatro e laboratori, andare insieme a visitare musei, fare delle escursioni e gite. Detto questo, vorrei però anche sottolineare che i bambini che sono cresciuti in un contesto più piccolo (citando ancora per esempio i bambini che vivono in realtà piccole come paesini o frazioni in alta montagna, dove si scende a valle magari solo per la messa di domenica) al momento di inserirsi in un ambito scolastico tradizionale non hanno incontrato delle grosse difficoltà per quanto io ne sia a conoscenza: Questo perché noi tutti abbiamo una grande capacità di adattamento, e in questa possiamo davvero avere fiducia.
Sybille, cosa possono fare le famiglie quando sospettando un problema di apprendimento?
Ho seguito in passato qualche famiglia di homeschoolers americani con bambini con difficoltà di apprendimento, che in pratica hanno fatto cosí: si sono informati a 360 gradi sui modi di sostegno possibili e hanno cercato di applicare i consigli, di utilizzare materiale didattico extra ecc., anche con l’aiuto ed il consiglio di specialisti. In Italia conosco in specifico una famiglia con una bambina che ha un problema di apprendimento diagnosticato, che con l’homeschooling sta avendo dei bei risultati e ne parla anche sul suo blog qui e qui. Ovviamente é consigliabile, nel caso che si sospetti un problema di apprendimento,farlo per prima cosa diagnosticare per averne la certezza. Dunque la certezza prima di tutto, poi l’informazione, in caso di homeschooling ad esempio io contatterei subito altre famiglie che hanno vissuto o stanno vivendo la stessa esperienza perché nulla puó essere piú utile di chi ci é giá passato, anche se ovviamente poi ogni storia é unica – ma per ascoltare consigli, farsi dare dei nomi di specialisti, titoli di libri utili, strumenti didattici particolari ecc... Proprio per dubbi e domande come in questi casi in Italia fortunatamente esiste la rete di Educazione Parentale dove potersi scambiare esperienze dirette nel forum: Ecco se potessi ancora aggiungere una cosa alla mia intervista sarebbe quella di ringraziare pubblicamente Erika Di Martino che da anni si sta impegnando nel creare questa rete di scambio, di incontri, di sostegno, per homeschoolers e anche per quelli che sono indecisi e vogliono informarsi, oppure sono “simpatizzanti” dell’idea ma per vari motivi non possono farlo con i loro figli, ma desiderano magari applicare diverse idee e metodi almeno a casa, nel tempo libero, durante le vacanze... Grazie al suo lavoro (lei ha creato questa piattaforma) e alla sua esperienza, molte famiglie hanno trovato sostegno, incoraggiamento e soprattutto consigli pratici, hanno creato dei gruppi nelle varie province e si danno una mano in caso di necessità. Quest’anno ha anche pubblicato un libro, Homeschooling. L'educazione parentale in Italia.Ci sono anche due breve interviste dei miei figli che il percorso di homeschooling l’hanno terminato ormai da 2 e 5 anni). [post_title] => Sybille Kramer e l’homeschooling [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => sybille-kramer-homeschooling [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-09 09:22:23 [post_modified_gmt] => 2014-10-09 07:22:23 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102387 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 2 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [7] => WP_Post Object ( [ID] => 102561 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-10-07 09:39:47 [post_date_gmt] => 2014-10-07 07:39:47 [post_content] => scaldacollo a maglia Ebbene sì, lo scaldacollo a maglia ha praticamente quasi preso il posto della sciarpa. Credo dipenda dal fatto che è molto più pratico, ripara comunque dal freddo gola e collo e si porta bene praticamente su tutto. Io li adoro! Si possono fare scaldacolli da donna, da uomo e anche per bambini e poi si possono fare con i bottoni, a tubo, traforati e con le trecce. Insomma con un po' di lana e due ferri ci si può davvero sbizzarrire. Se si è alle prime armi con il lavoro a maglia, lo scaldacollo è sicuramente il progetto più adatto per i primi lavori. Lavorarne uno infatti è facile e veloce, soprattutto se le prime volte si scelgono modelli di scaldacollo semplici da fare. E quello che ho fatto io lo è.

Scaldacollo a Maglia Spiegazioni

Per fare questo scaldacollo a maglia ho utilizzato circa 80gr di lana e ferri n.5 e lavorato solo a maglia coste 1/1.

schema scaldacollo a maglia

Per dare allo scaldacollo un'aria particolare, ho lavorato ai ferri un trapezio (vedi schema), anziché fare il classico rettangolo. Lo scaldacollo finito misura 60cm di lunghezza, 25cm nella parte larga e 10 nella parte stretta. scaldacollo ai ferri Se vuoi farlo anche tu, avvia 22 maglie sul ferro e lavora per circa 20 cm a maglia coste 1/1. Lavora a maglia coste 1/1 per altri 40 cm, ma da ora in poi fai regolari diminuzioni di maglie, in modo da dare allo scaldacollo la forma di un trapezio fino a che non misurerà 10cm. Poi chiudi le maglie e nascondi i fili. scaldacollo a maglia spiegazione A questo punto fissa i bottoni nella parte stretta distanti circa due centimetri dal bordo. scaldacollo con bottoni Nota bene: durante la lavorazione non ho volutamente lasciato lo spazio per le asole. Lo scaldacollo infatti può essere indossato in più modi abbottonando i bottoni in punti diversi (quindi non volevo lasciare troppi buchi). Lavorando con mano morbida è possibile ottenere maglie che si possono allargare facilmente per far passare i bottoni. In questo modo potrai ogni volta abbottonarlo nel punto che ti piace di più oppure infilarlo dalla testa se vuoi. scaldacollo a maglia con bottoni

Varianti

Se oltre ai ferri, sai anche lavorare all'uncinetto, puoi fare dei bordi a crochet intorno allo scaldacollo, magari di un colore diverso. In alternativa, per abbellire lo scaldacollo che ne dici di metterci delle simpatiche frange? Comunque una volta indossato, largo da una parte e stretto dall'altra, questo scaldacollo a maglia avvolge in maniera asimmetrica il collo e puoi dargli le forme che vuoi tu: ogni volta sarà un modello nuovo! Scommetto che stai già pensando che è una bella idea regalo handmade per il prossimo Natale... [post_title] => Scaldacollo a Maglia per l'inverno [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scaldacollo-a-maglia [to_ping] => [pinged] => http://www.blogmamma.it/la-maglia-per-linverno-realizzare-una-sciarpa/ http://www.blogmamma.it/poncho-a-maglia-per-bambini/ http://www.blogmamma.it/regali-fai-da-te-per-natale-maglia/ [post_modified] => 2014-10-22 17:57:21 [post_modified_gmt] => 2014-10-22 15:57:21 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102561 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 5 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 102441 [post_author] => 3177 [post_date] => 2014-10-02 09:00:11 [post_date_gmt] => 2014-10-02 07:00:11 [post_content] =>
festa dei nonni nonna silvana
Quando annunciai a mia madre che aspettavo un bambino (al telefono, dunque è anche un po' colpa mia: avrei dovuto essere più teatrale) lei  reagì con un lungo, inquietante silenzio. Aspettò qualche secondo di troppo a congratularsi, quel tanto che bastava per rendere inequivocabile che, tra le emozioni che la stavano sopraffacendo, mancava la gioia.
Ma non sei contenta? Le chiesi.
Ci devo pensare, rispose.
Quindici anni e cinque nipoti dopo le ho posto la stessa domanda.
Le mi ha risposto con una lunga lettera rivolta a me, ma soprattutto a se stessa. Questa.
"Quando mia figlia mi annunciò di aspettare un bambino avevo 50-e-qualcosa anni e molti progetti. Sognavo un viaggio (rivedere New York!), pianificavo un'operazione di blefaroplastica, mi dedicavo a tempo pieno al mio lavoro e contavo di sviluppare un piccolo progetto imprenditoriale: l'apertura di un B&B. Inoltre, mi ero iscritta a un corso di inglese e avevo appena acquistato un abbonamento per la stagione teatrale. Un nipotino non era previsto. A dirla tutta, non mi allettava nemmeno l'idea: tutte e tre le mie figlie erano finalmente autonome, avevano una propria vita. Potevo finalmente concentrarmi sulla mia. L'idea di ricominciare la grande saga dei pannolini, degli svezzamenti e dei cicli scolastici, mi disturbava - anche se vissuta per interposta persona. E poi: nonna, io?

Nonna, io?!?

Le nonne che conoscevo erano persone molto anziane e molto lamentose, fisicamente alle prese con acciacchi che neanche capivo, mentalmente ferme in un passato che sentivo estraneo. Io ero ancora proiettata nel futuro. E mi sentivo giovane, anzi: lo ero! Quindi davanti alla notizia, anziché gioire, mi chiusi in un silenzio sgomento. Da un lato avevo una figlia spaventata all'idea di diventare mamma, dall'altro c'ero io, terrorizzata all'idea di diventare nonna. Cosa fa una nonna? Come interviene? Che tipo di aiuto dà? Non lo sapevo: fino a quel momento ero stata solo mamma. A venirmi incontro fu il pediatra che visitò la nipotina per le dimissioni dall'ospedale. Mi fermò sulla porta dello studio in cui tentavo di intrufolarmi – non riuscivo ancora a capacitarmi che mia figlia fosse diventata mamma a sua volta e ritenevo fosse mio pieno diritto – e disse semplicemente: «Signora, lei è la nonna». Si può dire che io, mia figlia e mia nipote nascemmo in quel momento nei nostri rispettivi ruoli. Nel frattempo la mia vita è continuata seguendo sentieri più tortuosi del previsto. Ho lasciato il mio lavoro e aperto quel B&B, ma non ho mai fatto quell'operazione di blefaroplastica e non sono mai più tornata a New York. Non ho neanche imparato l'inglese, ché ogniqualvolta mi spingessi oltre il «Would you like a cup of tea» nasceva un nuovo nipote e io interrompevo la frequenza dei corsi. Però sono stata due volte in Nuova Zelanda, dove vive la mia secondogenita con i suoi bambini, Scott e Anna. L'inglese lo sto imparando da loro: facciamo lunghe conversazioni in Italiese, su skype. Per la figlia geograficamente più vicina, invece, penso di essere stata fondamentale: lo stato non offre grandi aiuti né servizi alle mamme lavoratrici, io invece riprendevo le nipotine da scuola e le tenevo con me fino alla chiusura dell'ufficio. Un impegno talvolta pesantissimo, talvolta entusiasmante.

L'amore per i nipoti, struggente e intenso perchè libero dalle responsabilità genitoriali

Ho scoperto che l'amore per i nipoti, libero dalle responsabilità genitoriali, è struggente e intenso. A distanza di anni mi accorgo con gioia di essere riuscita a trasmettere ai miei nipoti la parte migliore di me: l'amore per la natura, il gusto della scoperta, una certa incoscienza nell'affrontare la vita, e un senso dell'umorismo un po' surreale. Oltre che la passione smodata per i dolci a fine pasto, per assecondare la quale ho insegnato loro a preparare torte e biscotti. Ma non è questo che fanno le nonne?". Nonna Silvana [post_title] => Come nasce una nonna [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-nasce-una-nonna [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-02 00:13:20 [post_modified_gmt] => 2014-10-01 22:13:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102441 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [9] => WP_Post Object ( [ID] => 102456 [post_author] => 3179 [post_date] => 2014-10-01 16:08:08 [post_date_gmt] => 2014-10-01 14:08:08 [post_content] => Come preparare i bambini a un viaggio Si deve fare un viaggio… ma non in auto. Sapete che per i bambini può essere una vera e propria avventura? Preparateli all’esperienza, che sia nuova o meno, raccontando, giocando, inventando storie e creando momenti speciali. Come? Ecco qualche piccolo consiglio:

Come preparare i bambini al viaggio in nave

  •  Qualche giorno prima, leggete una storia di mare, pirati o avventure sottomarine. Anche la semplice baia dei pirati di Peter Pan può incuriosire!
  • Nei giorni precedenti, costruite un cappello da pirata o da capitano. Si divertiranno a indossarlo e giocare.
  • Raccontategli dei delfini che si possono avvistare durante il viaggio. Tempo permettendo, quindi, uscite sul ponte e giocare a ‘chi vede un delfino’. Ogni schizzo e onda vi sembrerà un delfino, arrivati a un certo punto quindi… sarà divertente, anche se non se ne vede nessuno!
  • Munitevi di braccialetti anti-nausea: il mare grosso può fare brutti scherzi.
  •  Raccontategli che non dovrà stare seduto tutto il tempo, ma potrà giocare anche in mezzo al mare. Le grandi navi e i traghetti hanno tutti un’area bambini: cercatela!

Come preparare i bambini al viaggio in treno

  • Da bambina avevo un libro, ‘Teo in treno’, dove si parlava del viaggio di un bambino su un treno, e di tutto ciò che vede dal finestrino. Mi ha affascinato tanto che la prima volta che ho preso un treno ero super felice! Cercate anche voi un libro in cui si parli di un viaggio in treno e fate sognare il vostro bambino. I trenini vanno alla grande sia in tv, con serie di cartoni dedicate, sia come giocattoli per bambini e bambine (non snobbate il potere di un trenino anche per una bimba!). Guardarli e giocarci può rendere il viaggio più affascinante.
  •  In treno il rischio di soffrire la nausea è un po’ minore rispetto all’auto, quindi via libera a colori e pennarelli, giochi di vario tipo, APP divertenti e perché no, le edizioni tascabili dei classici giochi da tavolo.
  •  In treno non sempre la scelta di cibo e bevande è ampia, ma questa è anche un’occasione per portate con voi il loro snack preferito, magari quello super-goloso che vogliono sempre ma concedete raramente, così anche il momento della merenda sarà più speciale.

Come preparare i bambini per un viaggio in aereo

  •  Un modellino di aereo: e perché no? Per mio fratello è stato tra i regali più graditi, e mimando il rollaggio e la partenza non ha avuto mai paura, nemmeno durante il suo primo volo.
  • Se il viaggio è sotto le tre ore (quindi non è previsto intrattenimento) e avete un tablet, scaricate o noleggiate un nuovo film da vedere tutti insieme. La prospettiva li ecciterà: sarà come andare al cinema, ma sulle nuvole.
  • Un tempo le hostess facevano visitare ai bambini la cabina di pilotaggio. Oggi purtroppo con le nuove regole di sicurezza non è più così, ma se trovate una hostess gentile e disponibile fermatevi a chiacchierare qualche minuto con lei e fatele raccontare al vostro bimbo cosa accade nella misteriosa cabina. Forse gli farà anche dare una sbirciatina dall’oblò.
  • Cercate modi per intrattenere i bimbi in aereo? Ecco un altro post che può fare al caso vostro!
  [post_title] => Come preparare i bambini a un viaggio [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => preparare-i-bambini-viaggio [to_ping] => [pinged] => http://www.blogmamma.it/8-modi-per-intrattenere-tuo-figlio-in-aereo/ [post_modified] => 2014-10-01 16:08:08 [post_modified_gmt] => 2014-10-01 14:08:08 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102456 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [10] => WP_Post Object ( [ID] => 102394 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-09-30 12:12:33 [post_date_gmt] => 2014-09-30 10:12:33 [post_content] => poncho a maglia per bambini Finalmente è tempo di poncho a maglia! Quando arriva la mezza stagione infatti -periodo in cui non fa né troppo caldo né troppo freddo e non si sa mai come vestire i bambini- fa davvero comodo avere nell'armadio un capo di lana caldo ma leggero come un poncho...meglio se fatto a mano! Fare da sole un poncho a maglia per bambini è una cosa che dà grandi soddisfazioni: puoi scegliere il tipo di lana,  il colore che ti piace di più, puoi deciderne il modello e soprattutto puoi dire sì l'ho fatto io e far morire d'invidia tutte le tue amiche.

Come fare un poncho a maglia per bambini

Se ti è presa voglia e vuoi fare un poncho anche tu per la tua bambina, ti propongo questo modello che indossa mia figlia. È un poncho fatto ai ferri, adatto sia per bambina che per bambino, semplice e veloce da fare e pratico da indossare. Come puoi vedere dallo schema che ho fatto, il poncho è formato da due rettangoli (davanti e dietro di 45x48cm ciascuno) a maglia rasata e un rettangolo (collo di 18x12cm) a maglia coste 2/2, lavorati con filo sottile e ferri n.4. schema poncho a maglia Davanti: monta 70 maglie e lavora a maglia rasata rovescio per i primi 10 ferri. All'11° ferro lavora 10 maglie a maglia rasata rovescio, 50 maglie a maglia rasata dritta e 10 maglie a maglia rasata rovescio. Continua così per 80 ferri e poi chiudi le maglie. Si formerà il davanti del poncho a maglia dritta che avrà un bordo su tre lati a maglia rovescia. Dietro: uguale al davanti. poncho a maglia per bambina Collo: monta 64 maglie e lavora a maglia coste 2/2 per 30 ferri. poncho ai ferri Confezione: cuci il collo lateralmente in modo da formare un tubo; cuci il davanti e il dietro sulle spalle lasciando aperto lo spazio per il collo. Cuci il collo sul poncho. Frange: taglia dei fili di lana di uguale lunghezza, prendine un bel po' e piegali a metà. Prendi i fili nel punto dove sono stati piegati e infilali sul bordo del poncho e falli uscire dall'altra parte. Si formerà un'asola dentro la quale devi infilare l'altra parte dei fili. Tira con le mani i fili. Si formerà un nodo. Ripeti questo per tutto il bordo del poncho. poncho a maglia Frange annodate: dopo aver preparato le frange lungo il bordo, dividi i fili di ciascuna frangia a due a due. Prendi due fili di una frangia e due fili della frangia accanto e annodali insieme. Le annodature possono essere fatte più volte man mano che si scende, dividendo sempre in due parti i fili di ogni frangia e annodandone la metà con la metà della frangia che sta accanto. Con le forbici rifinire l'altezza delle frange. poncho ai ferri Varianti. 
  • Se con i ferri te la sai cavare bene, ti consiglio di fare lo scollo, sia sul davanti e anche sul dietro, quattro o cinque ferri prima di chiudere le maglie e puoi lavorare i collo anche con i ferri circolari.
  • Se le frange annodate non ti piacciono oppure vuoi fare prima, puoi farle anche delle frange semplici con solo il primo nodo.
  • Se non sai usare i ferri, puoi usare questo schema per fare il poncho all'uncinetto. Potrai farlo lavorando le maglie che vuoi tu.
Per approfondire puoi anche leggere Come confezionare un poncho Poncho a maglia per bambini A questo punto non ti rimane che prendere qualche gomitolo di lana, i ferri della nonna e metterti al lavoro. Buon poncho! [post_title] => Poncho a maglia per bambini [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => poncho-a-maglia-per-bambini [to_ping] => [pinged] => http://www.blogmamma.it/lavori-a-maglia-per-lautunno-confezionare-un-poncho/ [post_modified] => 2014-10-13 09:48:18 [post_modified_gmt] => 2014-10-13 07:48:18 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102394 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 2 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) [11] => WP_Post Object ( [ID] => 102347 [post_author] => 3173 [post_date] => 2014-09-26 15:00:29 [post_date_gmt] => 2014-09-26 13:00:29 [post_content] => massaggio neonatale La nascita di un bambino è caratterizzata da gioia ed entusiasmo da parte dei neogenitori, che però si trovano a dover affrontare la ricerca di un nuovo equilibrio familiare, partendo dalla costruzione di un rapporto di dialogo e di comunicazione con il bebè.

Il ruolo del massaggio neonatale nella costruzione di un legame affettivo

Il corso post parto di massaggio neonatale può essere di aiuto a questo scopo, ma non solo: infatti, imparare a massaggiare e coccolare il bimbo nel modo corretto, con movimenti delicati ma soprattutto mirati a specifiche parti del corpo, può essere di sostegno nella costruzione di un legame affettivo con il piccolo, oltre che rappresentare un modo efficace per ricreare quello stato di serenità e di tranquillità a cui il bebè era abituato quando si trovava nel grembo materno. Il massaggio neonatale è caratterizzato da movimenti delicati, attraverso i quali, con il contatto fisico e visivo, mamma e papà rafforzano il loro legame con il bebè, aiutandolo a rilassarsi, ad alleviare il nervosismo ed eventuali stati fisici dolorosi, come le coliche e gli spasmi dovuti all’eccesso di aria nell’intestino.

Massaggio neonatale: come si svolge

Esso si svolge su tre zone del corpo: il pancino, gambe e piedini, ed il viso. Questo tipo di massaggio deve essere preceduto da una accurata pulizia delle mani, che vanno lavate e dalle quali vanno eliminati tutti gli oggetti che potrebbero essere di intralcio, come anelli o bracciali; anche l’ambiente in cui si svolge il massaggio è fondamentale, in quanto esso deve rappresentare per il bimbo un luogo carico di serenità, in cui il piccolo si sentirà piacevolmente accolto e coccolato. Il bimbo non deve indossare abiti, e sarebbe preferibile anche togliere il pannolino: questo perché è molto importante rafforzare il legame proprio attraverso il contatto fisico e sensoriale. Da non dimenticare, poi, che è anche fondamentale apprendere al meglio i movimenti da eseguire, perché movimenti troppo veloci o eseguiti non correttamente, potrebbero innervosire ancora di più il bimbo, ottenendo così un effetto non benefico, che è invece lo scopo principale del massaggio neonatale. Il corso postparto di massaggio neonatale può essere seguito anche dai papà, perché è importante che il contatto avvenga non solo con la mamma, ma anche con il papà: contatto fisico (con il tocco delle mani, con il massaggio) e contatto visivo, stimolano il bimbo ad affrontare al meglio i cambiamenti ed i ritmi della vita quotidiana nel mondo esterno.

Gli effetti benefici del massaggio neonatale sulle coliche

Attraverso massaggi delicati sul pancino e sulla zona dell’inguine, si può aiutare il neonato ad affrontare meglio gli spasmi dolorosi tipici delle coliche, dovute spesso ad un eccesso di aria nell’intestino; per mezzo dei massaggi alle gambe ed ai piedini, si stimola la circolazione del sangue, provocando un effetto benefico e rilassante anche grazie alla pressione di determinati punti del piedino; attraverso i delicati massaggi sul viso, si ottiene il massimo coinvolgimento tra il genitore ed il bimbo, che viene stimolato anche con il contatto visivo, molto importante per aumentare l’effetto benefico dell’esperienza sensoriale. Per conoscere maggiori dettagli ed informazioni sul corso postparto di massaggio neonatale, visita Ok Corso Preparto, il motore di ricerca numero 1 per i corsi preparto e post parto in tutta Italia, su www.corso-preparto.it! A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto   [post_title] => Vantaggi del massaggio neonatale [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => vantaggi-del-massaggio-neonatale [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-09-26 15:27:30 [post_modified_gmt] => 2014-09-26 13:27:30 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102347 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 1 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) ) [post] => WP_Post Object ( [ID] => 102855 [post_author] => 3181 [post_date] => 2014-10-21 09:30:32 [post_date_gmt] => 2014-10-21 07:30:32 [post_content] => scarpine a maglia Continuando la serie di post dedicata al corredino dei bambini, ecco un tutorial per fare delle scarpine a maglia per bambini. Il modello, simile a una pantofolina, è molto facile da realizzare e lo potrai fare anche tu che magari hai cominciato da poco a lavorare ai ferri. Quello che ti serve sarà solo un paio di ferri (io ho usato un n.4) e un po' di lana (una lana soffice e compatta adatta per i bambini è la merino 100% che non pizzica, non lascia pelucchi e non contiene fibre sintetiche). Il colore lo potrai scegliere in base ai tuoi gusti.

Come fare le scarpine a maglia

Lavora un rettangolo di 16x9 cm a maglia legaccio. Chiudi le maglie. tutorial scarpine a maglia 1 Lavora un rettangolo di 9 x 7 cm a maglia coste 2/2. tutorial scarpine a maglia 2 Sflla il ferro dalle maglie e con un ago passa dentro le maglie per raccoglierle con il filo. tutorial scarpine a maglia 3 Con ago e filo unisci i due rettangoli come vedi in foto. tutorial scarpine a maglia 4 Cuci anche l'altro lato del rettangolo. Adesso tira il filo che tiene le maglie della punta della scarpina. Fai la stessa cosa anche sotto. tutorial scarpine a maglia 5 Cuci con ago e filo il sotto della scarpina. tutorial scarpine a maglia 6 Risvolta la scarpina (le cuciture devono stare all'interno), piega il bordo come fosse un colletto e cuci un bottone al centro. A questo punto lavora l'altra scarpina. scarpine-ai-ferri Hai visto come sono facili e veloci? Con questo modello, potrai fare sia delle scarpine piccole adatte per i neonati o delle pantofoline un po' più grandi adatte per bambini di uno, due, tre anni o anche di più. Devi solo modificare le misure dei due rettangoli a maglia. Buon lavoro!   [post_title] => Scarpine a maglia facili per bambini [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => scarpine-a-maglia-facili-per-bambini [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2014-10-21 00:05:46 [post_modified_gmt] => 2014-10-20 22:05:46 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.blogmamma.it/?p=102855 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 2 [filter] => raw [post_category] => 0 [vb_threadid] => [vb_forumid] => ) )

Bambino

Come montare un seggiolino auto correttamente

Come montare un seggiolino auto correttamente

Come montare un seggiolino auto in maniera corretta? Ogni modello di seggiolino ha le istruzioni dettagliate, ma spesso si sbaglia comunque. Gli errori di montaggio dei seggiolini possono compromettere la loro funzionalità, vediamo quindi qualche semplice passaggio per evitare di sbagliare. Consigli su come montare un seggiolino auto istruzioni di montaggio: ogni seggiolino ha le […]

5 consigli per viaggiare sicuri con i bambini #contafinoa5

5 consigli per viaggiare sicuri con i bambini #contafinoa5

Di sicurezza in auto con i bambini si parla spesso in modo molto generale ma quando si tratta di tradurre la normativa in buone pratiche non sempre si è preparati come si dovrebbe. Ecco perché quando ho ricevuto l’invito a partecipare ad un workshop sul tema con esperti del settore, ho colto l’occasione al volo. […]

Mostra di Van Gogh a Milano, una gita con i bambini

Mostra di Van Gogh a Milano, una gita con i bambini

E’ appena stata inaugurata la mostra di Van Gogh a Milano, un evento molto atteso per gli appassionati d’arte. Van Gogh, l’uomo e la terra, questo è il titolo della mostra, sarà visibile dal 18 ottobre fino all’otto marzo a palazzo Reale e potrebbe essere un’occasione per programmare una gita o un pomeriggio a Milano. […]

In famiglia

Bambini e animali insieme crescono meglio: #mammeascuoladipetcare con Purina

Bambini e animali insieme crescono meglio: #mammeascuoladipetcare con Purina

Esiste un luogo dove bambini e animali possono imparare a diventare amici per sempre? La risposta è si. E quel luogo è la nostra casa. Perchè quando decidiamo di prendere un animale da compagnia, sia esso un coniglio, un cane, un gatto o un pesciolino rosso anche lui diventa uno di noi, un componente importante […]

Marina, una mamma rainbow

Marina, una mamma rainbow

Marina non è una ragazza alla ricerca della propria identità sessuale: ha 44 anni, due figli adolescenti – una ragazza di quattordici e un ragazzo di dodici – e un ex marito. Cinque anni fa, dopo storie difficili e tormentate, si reinnamora: di una donna, con cui condivide figli e quotidianità. La sua è una […]

Benessere psicologico: la parola agli esperti del CSTG

Benessere psicologico: la parola agli esperti del CSTG

Imparare a guardarsi dentro non è facile ma il confronto con se stessi è la prima tappa del percorso verso la consapevolezza e il benessere psicologico di ciascuna persona. Si tratta di un processo sempre in progress che ognuno rinegozia e riattiva frequentemente nella propria vita. Per questo non si è mai sufficientemente preparati. Qualunque […]

I più recenti

Concorso “Don’t worry, be Streety!” in palio 5 Trio Streety Next Bébé Confort

Concorso “Don’t worry, be Streety!” in palio 5 Trio Streety Next Bébé Confort

  Cara mamma, oggi ti presentiamo il concorso “Don’t worry, be Streety!” Partecipare è semplicissimo! Segui il link ed in pochi step avrai l’opportunità di vincere un favoloso Trio Streety Next. Concorso “Don’t worry be Streety!”: di cosa si tratta Bébé Confort mette in palio 5 Trio tra tutte le persone che si iscriveranno alla newsletter […]

Costumi di Halloween fai da te: come fare una gonna da strega

Costumi di Halloween fai da te: come fare una gonna da strega

Sono tanti i costumi di Halloween che si possono realizzare in casa facilmente. Oggi vediamo come fare una gonna da strega in poche mosse, con un budget ridotto e senza troppa fatica. Potrebbe essere una bella idea per il travestimento della vostra bimba e, perchè no, anche vostro. Ecco i nostri suggerimenti Come fare una gonna […]

Scarpine a maglia facili per bambini

Scarpine a maglia facili per bambini

Continuando la serie di post dedicata al corredino dei bambini, ecco un tutorial per fare delle scarpine a maglia per bambini. Il modello, simile a una pantofolina, è molto facile da realizzare e lo potrai fare anche tu che magari hai cominciato da poco a lavorare ai ferri. Quello che ti serve sarà solo un paio di […]

Bonus bebè: 80 euro alle neomamme

Bonus bebè: 80 euro alle neomamme

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha annunciato nel corso della trasmissione “Domenica Live”condotta da Barbara D’Urso che a partire dal 2015 verrà erogato un bonus bebè di 80 euro per i redditi fino a 90mila euro. Il bonus bebè andrà a tutte le mamme o i papà a partire da gennaio 2015  per 12 […]

Lavoretti per Halloween: creare un segnalibro

Lavoretti per Halloween: creare un segnalibro

Questo divertente tutorial vi permetterà di realizzare un originale segnalibro perfetto per Halloween che potrà anche diventare un perfetto fuoriporta semplicemente aumentando le misure.  Sarà una simpatica idea per decorare la vostra casa o da regalare per l’occasione!  Come realizzare il segnalibro   Cosa occorre Carta velina bianca Cartoncino nero Cartoncino bianco per la scritta […]

Da 20 ottobre 2014 0 commenti Leggi tutto →